la_sil_88: Minnie Mouse, Lucca 2017 (Default)
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 Ray non usava mai la magia per ottenere quello che voleva; nemmeno durante gli allenamenti aveva mai mostrato qualcosa, tenendo tutto quanto segreto alla Black Army. Solo Fenrir sapeva la verità, avendo visto all'opera la sua magia quando erano ancora a scuola. E poi c'era Lucretia, che tutti chiamavano Alice. Aveva usato la magia per salvarla in passato, lasciandola stupita e poi preoccupata per l'effetto che aveva avuto su di lui. Per questo non era in pieno controllo del potere che era in grado di utilizzare e, soprattutto, a salvarsi dagli effetti collaterali.
 
Nonostante questo problema, si era fatto convincere da Fenrir ad usare la magia per fare uno scherzo a Sirius; qualcosa di innocuo che avrebbe solo arruffato un po' i capelli della Regina di Picche. Solo che prima ancora di riuscire ad ottenere qualcosa, la magia si era rivoltata su di lui e pochi istanti dopo, al posto di Ray, c'era un ranocchio con gli occhi spalancati dalla paura e pronto a darsi alla fuga, se Fenrir non lo avesse afferrato subito.
 
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I leader della Black Army erano riuniti nell'ufficio di Ray; tutti quanti si guardavano fra di loro per un attimo, prima di osservare il ranocchio.
 
<Se la Red Army venisse a saperlo.> disse Sirius, scuotendo al testa e sospirando. <Se la Black Army venisse a saperlo.> lanciò uno sguardo di disapprovazione verso il Re di Picche. <Sai che così possono portarti via il tuo ruolo?> lo rimproverò ancora una volta. Mormorò qualcosa d'altro, che sembrava la morale che faceva un padre ad un figlio. Luka diede un veloce sguardo preoccupato a Ray, che saltellò giù dalla scrivania per sfuggire alla paternale.
 
<Cosa diciamo ad Alice, quando ritorna?> domandò qualche istante dopo, bloccando tutti nelle loro azioni. Si guardarono fra di loro, cercando di trovare la risposta negli sguardi degli altri. Nessuno diede peso al fatto che Ray fosse scappato fuori dall'ufficio.
 
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Fra i leader si era creato il panico. Nessuno sapeva dove cercare Ray o dove trovare una soluzione al loro problema. Per quanto sfogliassero i libri, leggessero le pagine che parlavano della magia e dei cristalli magici, non c'era nulla che parlava di come far tornare alla sua forma originaria un uomo diventato ranocchio.
 
Per l'ubicazione di Ray, invece, ci stava pensando Fenrir con l'aiuto di Shu Shu; ma il cane, per quanto buon fiuto potesse avere, non era in grado di trovare la scia giusta. Stavano pur sempre cercando un ranocchio, che forse non aveva più lo stesso odore che aveva da umano.
 
La situazione sembrò peggiorare, quando un soldato di guardia annunciò l'arrivo del Re e della Regina di Cuori, insieme ad Alice. Radunati di nuovo assieme, si chiesero se fosse il caso di chiedere aiuto proprio a Lancelot.
 
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<Cosa?> domandò Lancelot, osservando Sirius con sguardo incredulo. Gli aveva detto tutto, parlando seriamente e nello stesso momento preparava subito una strategia. Aveva già pensato a come trovare Ray nel quartier generale, a come metterlo all'angolo e chiuderlo in una gabbia per il resto del tempo, almeno finché non avrebbero trovato un modo. Solo che, per una volta, il Re di Cuori non seguiva il suo ragionamento. Per quanto conoscesse Sirius e capisse bene i suoi piani, gli veniva difficile capire quello che era successo.
 
<Ray si è trasformato in un ranocchio.> ripeté ancora Sirius, mentre lanciava un'occhiata inceneritrice a Jonah. Questa volta la Regina ebbe l'accortezza di stare zitta, ancora sotto minaccia della spada del Jack, suo fratello. La risatina divertita di prima non era piaciuta a nessuno, soprattutto alla sua fidanzata Lucretia.
 
<Com'è successo?> domandò sconvolto, mentre si guardava in giro velocemente come se si aspettasse di vedere apparire il Re, suo rivale. 
 
<Chiedilo a lui, quando lo troviamo.> rispose laconico, prima di tornare a parlare del piano.
 
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Era scesa la sera e di Ray ancora nessuna traccia. Ovunque si fosse nascosto, sembra essere finito in un buco nero perché nessuno riusciva a trovarlo.
 
<Il tuo piano fa schifo.> disse Jonah, scoccando un'occhiata al suo rivale. Sirius gli rispose con un sorriso calmo e poche parole.
 
<Perché non ci pensi tu, allora?> domandò sarcastico, mentre Luka lo implorava di non farlo e di lasciare fuori suo fratello maggiore.
 
<Basta lasciargli delle mosche da mangiare e verrà fuori quando avrà fame.> disse con un'alzata di spalle, specificando a voce bassa che sarebbero state le migliori di tutta Cradle perché la Regina di Cuori non avrebbe permesso a nessuno di mangiare male. Lancelot sospirò atterrito, scuotendo piano il capo. Il suo braccio destro non era mai in sé quando incontrava la persona che odiava di più al mondo.
 
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Nonostante il sole ormai tramontato e la luna piena sopra le loro teste, lui e Jonah non erano tornati al quartier generale. Luka si era incaricato di accompagnare Lucretia ed avvisare che c'era stata un emergenza di cui non potevano parlare e che sarebbero rientrati al più presto.  <Oh.> esclamò all'improvviso Lancelot, mentre entrava in una stanza qualunque. Non si era guardato intorno, ma i suoi occhi si erano puntati sul letto dove un ranocchio sembrava dormire alla grossa. Dalla descrizione attenta fatta da Sirius, quello doveva essere davvero Ray. E dire che tutti si erano messi a cercarlo nei posti più nascosti, mentre lui se ne stava lì in bella vista.
 
<Ehi, giovane Re di Spade.> sorrise, mentre lo punzecchiava con un dito. Le sue labbra si piegarono un attimo in una smorfia mentre sentiva la pelle viscida a contatto con il polpastrello. <È ora di svegliarsi!> disse ancora prima che Ray si svegliasse. Ci mise qualche secondo a capire chi avesse davanti, ma appena se ne rese conto fu giù dal letto con un balzo e di nuovo in fuga.
 
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Lancelot si era lanciato subito dietro di lui, rincorrendolo senza fare caso agli sguardi sorpresi. Il mantello che portava sempre addosso svolazzava alle sue spalle, mentre avvertiva Sirius - in fondo al corridoio - di fermare Ray ad ogni costo. La corsa continuò per altri dieci minuti, prima che Ray si buttasse subito verso l'ingresso rimasto aperto.
 
<No!> Sentirono urlare Fenrir, che con un balzo chiuse il portone di colpo. Così Ray era circondato da persone più alte di lui e pronte a catturarlo. Si guardò intorno e notò di nuovo Lancelot; poco più indietro c'era Jonah. Cercò immediatamente una via di fuga, sfruttando uno spazio fra le gambe dei più alti per saltare nuovamente via ed allontanarsi dai suoi cacciatori. Sentì i passi risuonare alle sue spalle ed i richiami di qualcuno, ma non volle ascoltare mentre girava al primo angolo.
 
-
 
<PRESO!>
 
Seth aveva urlato vittorioso, scuotendo il sacco e sbattachiandolo a destra e a manca. Gli altri leader si erano avvicinati, mentre Lancelot gli scoccava un'occhiata ammonitrice.
 
<Smettila. È pur sempre Ray!> esclamò incrociando le braccia al petto. Il numero 10 dei Picche lo guardò per qualche istante sorpreso, fermando i movimenti, mentre accanto a lui anche gli altri rimasero interdetti dalle sue parole. <Cosa?> domandò secco, guardandoli come se non avesse detto niente di diverso dal solito. Anche se sapeva di averlo fatto.
 
<Beh... mettiamolo nella gabbia, così non si darà ancora alla fuga.> disse Sirius perplesso, mentre li guidava tutti verso l'ufficio del re. Ogni tanto scoccava qualche occhiata al suo migliore amico, stranito.
 
<Però non rimetterti a fargli la paternale, vecchietto!> disse Fenrir.
 
<Vorrà dire che la farò a te, per l'idea folle che gli hai fatto venire in mente.> gli rispose piccato. Fenrir si zittì subito.
 
-
 
<Quindi... Non sai com'è successo.>
 
Lancelot stava parlando con Ray, seduto davanti a lui. Avevano posato la gabbia sul tavolino e, dopo diversi minuti, erano riusciti a farlo parlare.
 
<Uh-uh. Stavo per usare la magia e all'improvviso sono diventato piccolo e verde.> ripeté ancora, osservando l'altro Re fra le sbarre. Il fatto che non sapesse come fosse successo, rendeva più difficile scoprire come farlo tornare normale. Ray aveva anche detto che volevano solo "spintonare" Sirius, niente di esagerato, quindi non c'era alcun legame. <Puoi fare qualcosa?> domandò dopo qualche secondo, guardandolo implorante.
 
Lancelot non seppe cosa rispondere, mentre spostava lo sguardo sugli altri che lavoravano sui vari libri a disposizione. <Io no. Ma da qualche parte ci deve essere qualcosa.>
 
-
 
Mentre Ray rimaneva fermo nella sua gabbia, guardava gli altri continuare a studiare su tomi che anche lui aveva letto diverse volte. Forse dovevano chiedere a qualcuno di più esperto, ma non aveva il coraggio di farsi vedere e mostrare quello che aveva ottenuto per quel tentato scherzo. Scosse piano il capo, facendo un salto per dare le spalle agli altri.
 
<Nulla. Zero.> esclamò all'improvviso Fenrir, buttando sulla scrivania l'ennesimo tomo. Scosse la testa, mentre si passava le mani davanti agli occhi. <Non possiamo chiedere a Lucretia? Magari può rompere l'incantesimo con la sua abilità!> Tutti si voltarono a guardare Fenrir in silenzio, mentre registravano quello che aveva detto. Lentamente, molto lentamente, iniziarono ad avere le loro reazioni. Tra Sirius che mandava qualcuno a chiamare Luka ed Alice e Seth che gli diceva di essere un genio, nessuno si era accorto del libro di favole che Lancelot aveva fra le mani e dello sguardo puntato su Ray. Se l'abilità di Alice non avrebbe funzionato, poteva...
 
-
 
Dopo aver strappato la promessa a Ray di non scappare ancora una volta, appena Lucretia era arrivata lo avevano tirato fuori. La ragazza si era inginocchiata davanti al tavolino, concentrandosi su Ray e sulla magia in atto; l'espressione concentrata e le mani messe davanti a lei come se avesse dovuto proteggersi da qualcosa. Dopo diversi minuti di tentativi, anche lei si arrese scuotendo la testa. "C'è della magia in atto", aveva detto, "ma non riesco ad annullarla". Tutti si erano messi a parlare, quindi, valutando la possibilità di chiedere a Loki o a Blanche. O di cercare addirittura Harr nella foresta per avere l'aiuto di un mago potente. Ray non stava ascoltando nessuno di loro, mentre rimaneva fermo sul tavolino chiaramente abbattuto. <Troveremo qualcosa!> gli disse all'improvviso Lancelot, parlando solo a lui senza farsi sentire. Gli tese la mano e sembrò invitarlo a saltargli sopra.
 
<Perché?> domandò Ray dubbioso.
 
<Solo perché siamo rivali, non vuol dire che accetti questa situazione.> rispose mentre muoveva appena le dita per fargli segno di muoversi. Più erano distratti, più avrebbe potuto fare quello che aveva in mente.
 
-
 
Lancelot si era diretto fuori all'esterno, dove c'erano i fiori di Sirius, ben ordinati e sempre annaffiati. Gli sembrava quasi di vedere il suo negozio, in un'esposizione perfetta di tutto quello che vendeva. Si lasciò sfuggire un sorriso, prima di puntare gli occhi azzurri su Ray.
 
<Perché qui fuori?> domandò lui, rimanendo fermo sulla sua mano. Non fece un solo tentativo di fuga; anche da ranocchio, i suoi occhi erano di quel verde accesso che cercava ovunque.
 
<Voglio fare una prova. E vorrei evitare di scatenare il panico. Soprattutto in Jonah.> disse con un sorriso divertito, scuotendo piano la testa.
 
<E cosa c'è di così sconvolgente, da scatenare il panico?> domandò ancora, trattenendo a stento una risata al pensiero di un Jonah in panico quando si trattava di aiutare/supportare Lancelot.
 
<Mentre cercavamo una soluzione fra i libri, sono incappato in un libro della Terra della Ragione.> gli spiegò con calma, sempre guardandolo con attenzione. <C'era una storia simile alla tua, con dettagli diversi ovvio; ma voglio provare quello che hanno fatto lì.>
 
-
 
Ray non aveva chiesto nulla, non aveva potuto aggiungere altro, mentre l'unica cosa che percepiva era le labbra di Lancelot improvvisamente a contatto con la sua pelle. Rimase completamente immobile, immaginando solamente quello che aveva letto su quel libro. Se era una cosa realmente accaduta o no, non era chiaro, ma Lancelot era stato disposto a provare e a vedere quello che sarebbe successo.
 
Il contatto con le sue labbra gli fece venire caldo. Sapeva che, in forma umana, avrebbe avuto le guance rosse. In forma umana, Lancelot lo avrebbe baciato da tutt'altra parte, almeno sperava che lo avrebbe fatto. Quando il Re di cuori si staccò da lui, ci fu una luce accecante e pochi secondi dopo entrambi caddero a terra; Ray era sopra di lui, entrambi in mezzo ai fiori di Sirius, mentre si guardavano sconvolti.
 
<Che... cosa?> domandò Ray con il volto congestionato, mentre Lancelot gli faceva un sorriso particolarmente divertito.
 
-
 
Due giorni dopo.
 
Sia Lancelot che Ray avevano tenuto nascosto tutto, ma ogni tanto Lucrezia mandava loro dei sorrisini divertiti di chi sapeva cosa fosse successo. Si chiesero più volte se avesse visto qualcosa, ma alla fine non avevano osato chiederle una conferma. Si sentivano ancora in imbarazzo; o meglio, Ray si sentiva in imbarazzo. Lancelot avrebbe voluto fare quello che voleva, indipendentemente dal pensiero degli altri.
 
<Uff! Sirius è uno schiavista.> esclamò Ray, mentre si asciugava il sudore con il dorso della mano. La Regina di Picche li aveva messi al lavoro per sistemare i fiori che avevano rovinato con il ritorno di Ray alla normalità.
 
<Mh! Hai ragione.> sospirò Lancelot, lanciando un'occhiata a Ray. Fece un sorriso, prima di avvicinarsi a lui e scoccargli appena un bacio vicino all'angolo delle labbra.
 
<Ah, il bacio del vero amore!>
 
Lucretia era dietro di loro e li guardava con un sorriso divertito, mentre entrambi arrossivano all'improvviso. Beh, bel modo di scoprire che sapeva cosa fosse successo anche senza averli visti.

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Silvia Sais

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