1 - 2 - 3 - 4 - 5
Titolo: As long as you love me
Fandom: Originale - COWTverse
Personaggi: Regis dell'Aliante; Leste dell'Orologio; Celes; Langley P
airing: Regis/Leste; Regis/Celes
Rating: NSFW
Conteggio Parole: 1530 (divese in 250 x 4 + 500)
Warning: explicit sexual content; voyerismo; morning sex; introspettivo.
1.
La luce del sole filtrava dalle tende sulle finestre ed illuminava leggermente i corpi nudi stesi sul letto; anche se era giorno da un pezzo, le due figure non erano intenzionate ad alzarsi tanto presto.
Avvinghiati l'uno all'altro, Regis e Leste erano persi nel loro mondo, muovendosi in sincrono e gemendo l'uno nella bocca dell'altra. Non era bastata la lunga notte di passione durante la festa a palazzo; avevano bisogno di altro, di sfogasi ancora e di prendere di più da quel partner - forse - occasionale.
< Regis. > sospirò piano Leste, mentre si muoveva sul suo bacino con ritmo lento e controllato; si godeva il momento, assaporava ogni secondo ed ogni movimento del corpo di Regis. Sospirava nel sentire le mani di Regis sul suo corpo, leggere come la brezza mattutina ma che sapevano mostrare una forza degna di un ciclone. Il suo corpo portava ancora i segni, i lividi ed i graffi; lo sentiva dolere mentre scendeva ancora con il bacino per impalarsi sul suo pene; poi tornava su lentamente, però, fino a farlo sfuggire al suo ano e ripetere il movimento, perdendo ogni tanto il ritmo.
Non aveva mai apprezzato il sesso di prima mattina: troppo tempo sprecato e domande lasciate senza risposta; ma stava apprezzando quel risveglio, mentre osservava gli occhi di ghiaccio di Regis sciogliersi ancora una volta nella passione che l'apice stava aumentando. Si abbassò su di lui e gli diede un bacio con schiocco, lasciando che l'orgasmo scuotesse ancora i loro corpi.
Regis lo sapeva che si trovavano un luogo scoperto, dove potevano essere scoperti da un momento all'altro; la sua mente annebbiata glielo faceva notare, ma il corpo di Leste era troppo caldo per continuare a respingerlo. Non si ricordava l'ultima volta in cui aveva ceduto ai suoi bisogno, ricercando un compagno per soddisfarli; con Leste fra le sue braccia sapeva che sarebbe finito sulla bocca di tutti, che i pettegolezzi non si sarebbero risparmiati, ma nessuno dei due aveva intenzione di dare troppo peso a quello che poteva succedere.
Leste era bloccato fra lui ed il muro, i pantaloni e l'abbigliamento intimo gettati malamente a terra nella fretta di avere quella sveltita. Non sapeva nemmeno come facessero a trattenere i gemiti ed i sospiri, mentre Regis spingeva il pene dentro di lui e Leste lo stringeva in una stretta fin troppo piacevole.
< Abbiamo poco tempo. > sussurrò Leste vicino all'orecchio che stava mordicchiando; usava la sua pelle per attutire i gemiti e a Regis non dispiaceva; i segni sarebbero stati visibili, ma non gli importava. Lo spinse ancora contro al muro, ottenendo un verso sorpreso da Leste, mentre aumentava il ritmo del bacino per arrivare in fretta all'orgasmo.
< Avremmo potuto andare in una stanza, come avevo detto. > mormorò piano, prima di attaccare il suo collo ed iniziare a segnarlo con succhiotti rossi e violacei.
Raggiunsero l'apice assieme, il loro "poco tempo" già finito da troppo, con le voci di Yande e Rufus che li chiamavano in lontananza.
La lingua di Regis lo stava esplorando sapientemente e con molta attenzione; usava movimenti lenti e precisi, facendo attenzione a non andare troppo in basso. Come suo solito, si stava prendendo il suo tempo e Leste era sul punto di impazzire: anche se stava trattando il suo corpo con una cura eccezionale, il fatto di evitare volutamente il suo pene e qualsiasi altro punto vicino ad esso lo mandava fuori di testa.
< Voglio prendermi tutto il tempo necessario. > gli aveva detto, prima di attaccarsi ad un suo capezzolo. Si era aspettato qualcosa di veloce, invece aveva ottenuto qualcosa di lento e dolce: la lingua di Regis lo stava accarezzando come le sue mani, lasciando una scia incandescente dove passava; i suoi capezzoli erano ormai turgidi, umidi per il trattamento ricevuto - fin troppo fieri di mostrare come avesse stimolato il suo corpo con così poco. Non si era mai vergognato della sua eccitazione, di come si fiondava - a gambe aperte - nel letto di qualcuno; di solito avveniva tutto con meno cura, con più attenzione al piacere dei partecipanti ed al raggiungimento dell'orgasmo. Un modo per dire che Leste dell'Orologio era finito in quel letto. Con Regis era tutto diverso: c'erano cure ed attenzione solo dedicate a lui, che ignoravano totalmente lo stregone dell'aria. Ed i suoi occhi di ghiaccio, sempre puntati su di lui, lo scaldavano ed eccitavano allo stesso tempo e gli impedivano di andare a cercare una risposta sensata a quello che stava succedendo.
< Continua a guardare. >
Regis era stupito quando Leste per il suo tono di voce: duro, saldo e dominante; da quando la loro relazione era iniziata, non aveva mai usato un tono così. Era sempre stato dolce e passionale, ma essere in quella situazione aveva scombussolato tutto. Leste era piegato in avanti e si teneva aggrappato alla cornice dello specchio davanti a loro. L'idea folle, come sempre, era arrivata dallo stregone del tempo; lui ci si era fiondato subito, per provare e vedere come si sarebbe sentito in quella situazione: con il suo membro completamente affondato nel corpo di Leste, poteva vedere ogni espressione ed ogni movimento del suo corpo anche attraverso lo specchio davanti a loro. Era questo il motivo per cui gli aveva detto di continuare a guardare, di non abbassare lo sguardo in quel momento.
< Non avrei mai immaginato di...ngh... tirare fuori questo... da te... > mormorò Leste fra i gemiti ed i sospiri, mandandogli un sorriso attraverso lo specchio: anche se si era sorpreso, aveva preso quel tono per quello che era: un uomo al limite del piacere e pronto a perdere la testa; già pregustava il finale, raggiungere l'orgasmo intoccato e vedere Regis seguirlo senza più controllo.
Regis afferrò i suoi fianchi con forza, affondando le dita nei muscoli mentre iniziava di nuovo a muoversi; tutto quello era così erotico da aggiungere piacere al piacere, aumentando in modo esponenziale l'eccitazione ed il desiderio di raggiungere l'orgasmo e riempire Leste con il suo seme.
Langley era fermo alla porta, le braccia incrociate al petto, mentre i suoi occhi osservavano quello che succedeva davanti a lui. Se l'era un po' cercata, dopo aver detto che sarebbe stato presente, qualsiasi cosa fosse successa. Serrò la mascella e bloccò un moto di gelosia, mentre lo stregone riempiva di baci e di carezze il veggente, il suo Celes. Doveva concederglielo, però: Regis era attento ed ogni suoi gesto sul corpo di Celes erano destinate a farlo stare bene, a fargli lasciare quei sospiri di piacere che mettevano a dura prova anche il suo stesso autocontrollo; ogni sussurro, anche se ben udibile da lui, serviva a tranquillizzarlo e a farlo rimanere calmo.
Celes era rosso in volto, mentre si aggrappava alle spalle di Regis e gli permetteva di penetrarlo dopo un'attenta preparazione; lo stava trattando come la creatura più preziosa che potesse avere fra le sue braccia, pensando più al piacere di Celes che al suo. Langley sentì il suo animo quietarsi, mentre il desiderio di unirsi ai due diventava quasi insostenibile. Un po' voleva essere al posto di Regis che, con spinte ben controllate, affondava nel corpo di Celes centimetro dopo centimetro; voleva seguire il percorso delle sue labbra sul collo inarcato, lasciargli quei segni rossi che sarebbero durati almeno un paio di giorni come un marchio di possesso. Desiderava con tutto sé stesso toccare il suo corpo seguendo le mani di Regis, che con una lenta carezza scendevano dai fianchi fino al sedere per afferrarlo con forza; lo spingevano contro di lui ogni volta che rientrava in lui, affondando il suo membro a fondo ed alla ricerca della prostata per dargli ancora più piacere; i movimenti dello stregone si fecero via via più intensi e meno controllati, così come gli spasmi del corpo di Celes diventavano più violenti ogni volta che venivano toccate le corde giuste del suo corpo. Quante volte lo aveva visto così, perso nel piacere che lui e Shannen gli davano; osservarlo da esterno, però, aveva tutt'altro effetto: aveva una visione più completa di come il corpo di Celes si inarcava ad ogni tocco e di come il rossore si espandeva dal volto al collo fino ad arrivare al petto; la sua pelle era imperlata di sudore e sembrava brillare alla luce fioca che illuminava la stanza. Era bellissimo, anche mentre veniva scopato da qualcuno che non fosse lui. Quando la mano di Regis andò ad afferrare il suo membro, muovendola allo stesso ritmo delle sue spinte, Langley trattenne a stento un gemito di desiderio. Sapeva bene cosa avrebbe ottenuto: da lì a poco Celes avrebbe raggiunto l'orgasmo e tutto sarebbe finito; ci avrebbe pensato lui a dargli quell'affetto che avrebbe voluto, ma non si sentiva completamente incline ad allontanare fin da subito Regis. Stava facendo tanto per Celes in quel momento che, forse, poteva tranquillamente dargli un'occasione per stare con lui anche dopo. La gelosia che doveva continuare a sentire si placò lentamente, mentre i due sul letto si perdevano nel loro piacere.
< Va bene così. > mormorò contro ogni previsione, dopo che Regis ebbe raggiunto l'orgasmo. < Rimani qui, Regis. > gli permise contro ogni aspettativa di Celes e Regis stesso.