Uninstall

NSFW Mar. 21st, 2020 05:55 pm
la_sil_88: Minnie Mouse, Lucca 2017 (Default)
[personal profile] la_sil_88
 Titolo: Uninstall
Fandom: Axis Power Hetalia
Personaggi: Inghilterra; Italia
Pairing: UkIta
Rating: safe
Conteggio Parole: 1110
Warning: Loop temporale + Enemies to lovers - Hetaoni!AU





< Italia. >

Inghilterra si era avvicinato a lui con sguardo duro; era sempre così, da quando la guerra era finita. Non è che fossero amici, sebbene Italia volesse credere che fosse davvero. Anche se la guerra li aveva portati ad essere in fazioni opposte, ora la situazione li avrebbe dovuti unire e rendere almeno amici.

< Lo so. > mormorò stringendo il diaro fra le braccia; abbassando immediatamente gli occhi. Un'altra ramanzina dell'inglese, una che entrambi avrebbero ricordato nel prossimo loop. Erano rimasti solo loro, America e Canada; anche se fosse stato preso ed ucciso, Inghilterra avrebbe riavvolto il tempo - lui non avrebbe avuto alcun ricordo, ma Inghilterra sì; lo avrebbe braccato ancora e fatto una ramanzina appena la sua mente si fosse liberata dalla nebbia creata da tempo che era stato riportato al principio. Entrambi si voltarono a guardare America e Canada, ormai stremati dalla dura lotta; più avanti c'era l'ultima stanza e presto l'unico a sopravvivere sarebbe stato solo lui.

< Inghil-- no, Arthur. > disse all'improvviso Italia, guardandolo seriamente. < Nel prossimo loop, ti prego, fai di tutto per salvarli. Salvali. > sussurrò piano, abbassando lo sguardo per non mostrare come fosse realmente a pezzi e come fosse impossibile trattenere il pianto.

< Non è quello che facciamo sempre? > domandò Arthur, prima di allontanarsi da lui.


Quante volte doveva rivivere quella situazione ancora? Cambiavano le persone, ma Inghilterra era sempre davanti a lui, pronto a fargli l'ennesima ramanzina. Non c'era bisogno di ripetersi ormai.

< Lo so. > rispose di getto, quasi con rabbia. Gli voltò le spalle e non guardò nemmeno chi era presente; erano comunque troppo pochi per uscire. Perché Arthur non si stancava di andare avanti a dirgli che stava sbagliando, che dovevano uscire da quella casa tutti assieme? Lui voleva solo salvarli; non gli importava di quello che gli sarebbe successo una volta preso. < Ti prego, Inghilterra, ti imploro. Non riportare indietro il tempo. > gli disse con voce rotta, dandogli un'occhiata da sopra la spalla.

Inghilterra scosse piano il capo, in segno di diniego. < No. > rispose risoluto.

< Perché? > domandò con insistenza; questa volta la ramanzina non stava andando come si era ricordato, anche se lo aveva bloccato prima ancora di iniziare.

< Sei stato abbastanza furbo e scaltro da sopravvivere fino a qui. > gli disse Inghilterra, facendo un sorriso sarcastico alla vista dei sui occhi spalancati. < Ma sai essere incredibilmente stupido, quando hai ogni risposta davanti ai tuoi occhi. >

< Non c'è nessuna risposta. > esclamò con voce acuta.

< è sempre stata lì, a portata di mano. Guardati attorno, Italia > gli disse serio.


Italia non si sforzò nemmeno di cercare una conversazione fra di loro; la risposta era sempre stata a portata di mano, doveva solo guardarsi intorno. Così gli aveva detto inghilterra, ma più pensava a quello che gli aveva detto meno senso vi trovava.

< Italia. >

Perfetto come un'orologio svizzero, Inghilterra si avvicinò a lui, anche se si era tenuto in disparte. Erano abbastanza lontani dal resto del gruppo da poter passare inosservati; non si girò comunque e tenne le labbra serrate.

< Oh, for god sake. > lo sentì imprecare in inglese alle sue spalle, prima di sentire una mano prendergli la spalla e farlo girare velocemente verso di lui. < Stai esagerando ora. > gli disse appena incrociò lo sguardo infastidito di Italia.

< Lo hai fatto di nuovo. > gli disse sbattendogli la lettera sul petto. L'aveva letta davanti a tutti, lo sapeva cosa c'era scritto. < Io non ti ringrazierò. >

< Sei maledettamente testardo. > rispose di rimando. < Non lo capisci perché lo faccio e perché sacrifico ogni volta tutta questa magia? >

Italia scosse il capo per allontanar quelle parole. Qualsiasi cosa volesse dirgli, lui lo avrebbe bloccato. < Non voglio saperlo. Devi mettere in salvo tutti, non me. >

Vide Inghilterra stringere i pugni, quasi volesse afferrarlo e scuoterlo, percuoterlo, fino a farlo ragionare.


Per la prima volta Italia si era guardato attorno. Erano meno della metà, aveva perso ancora una volta. Il suo obiettivo era quello di farli uscire tutti, a discapito della sua stessa vita. Non aveva bisogno che Arthur riavvolgesse il tempo ogni volta che succedeva.

< Tutti insieme. >

Inghilterra arrivò alle sue spalle e si mise al suo fianco; lo osservò con occhi attenti, facendogli balzare il cuore in petto. Da quando sentiva una cosa del genere, quando Arthur si avvicinava a lui; da quanti loop stava succedendo ormai.

< Io... > iniziò a parlare Italia, ma Inghilterra scosse il capo e lo bloccò.

< Feliciano. Ho giurato come persona che avremmo mantenuto dei buoni rapporti. > gli disse seriamente, incrociando il suo sguardo. < Ho giurato che saremmo usciti di qua tutti assieme, vivi. Tutti e nove. >

Italia non parlò e non aggiunse altro; il magone alla gola gli impediva di dire qualsiasi cosa. Non erano ancora tutti; mancavano ancora troppe persone nel loro gruppo.

< Ora capisco, ma io non valgo la pena di così tanti sacrifici. > gli disse con voce calma, accettando di dover morire senza alcuna paura; ironico, lui era la nazione che più si spaventava di tutto.

< Per me vali tutto questo e molto altro. > gli disse Inghilterra con finalità nella voce.


< Sei un'idiota. >

Le parole erano un sussurro appena accennato, ma le sue orecchie percepirono ogni singola sillaba che gli aveva detto. < Non hai ancora capito? >

Italia lo guardò con un mezzo sorriso e lo sguardo divertito. < Forse ho bisogno di un chiarimento in più. >

Le labbra di Inghilterra si posarono ancora una volta sulle sue, prepotenti ed insaziabili; le braccia lo strinsero ancora contro di sé, mentre Italia ricambiava ogni gesto con eguale trasporto. Alla fine aveva capito; non credeva che da nemici sarebbero mai arrivati a quella situazione, che dietro ai sacrifici di Arthur c'era quel semplice motivo: così puro ed incredibile che faticava a credere fosse nato in un luogo maledetto come quello.

< Ed ora? > domandò appena, lanciando un'occhiata sopra la sua spalle e lasciandosi sfuggire una risatina. C'erano tutti e Italia sapeva, anche senza guardare, quali fossero i loro sguardi.

< Forse. > sorrise piano, afferrandogli il bavero della giacca per avvicinarlo a sé. Lo baciò ancora dolcemente, sentendo l'aria rinfrescare le sue guance stanche. Gli parve di sentire la voce di suo fratello Romano dire qualcosa contro l'inglese, ma entrambi ignorarono volutamente la cosa.

< Farò l'impossibile per salvarti, ogni volta che sarà necessario. > disse Inghilterra, anche se non c'era effettivo bisogno di dire qualcosa. Non era più necessario.


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Silvia Sais

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