la_sil_88: Minnie Mouse, Lucca 2017 (Default)
[personal profile] la_sil_88
Titolo: Bevi, ma non uccidere
Fandom: Ikemen Vampire
Pairing: Arthur/Isaac
Rating: NSFW
Conteggio Parole: 3230
Warning: Blood play; consensual sex; orgasm denial/delay.





Bevi. Bevi. Bevi.
 
Ma stai attendo a non uccidere.
 
Nella mente di Isaac c’erano solo ed esclusivamente quelle parole, mentre osservava Arthur disteso sotto di sé sul divanetto nero. Il colore era in contrasto con la sua pelle chiara, anche se era di una tonalità più scura della sua; era rosea e le guance erano arrossate dai movimenti che faceva sopra di lui. La situazione era completamente nelle sue mani e poco importava come l’avrebbe utilizzata alla fine; quella voce in fondo alla sua mente lo voleva portare verso una strada in particolare: il collo di Arthur, segnato dai suoi baci ed in mostra per la testa tirata indietro ogni volta che scendeva nei suoi movimenti sul suo membro.
 
< Arthur. > lo chiamò con voce tremante, leccandosi le labbra alla sola vista dello sguardo passionale che Arthur gli lanciò alla sua chiamata. Non pensava che essere in una situazione di dominanza, anche se sempre da passivo, poteva eccitarlo fino a quel punto. 
 
< Dimmi, Isaac… > sussurrò, prima di gemere un’altra volta quando Isaac roteò appena il bacino per trovare una posizione migliore. Lo scienziato lo seguì subito, inarcandosi con la schiena nel sentire la punta del pene premere contro la prostata.
 
< Oh, Arthur. > esclamò serafico, quasi invocasse il nome di un dio invece che quello del suo compagno. < Voglio morderti. Voglio bere il tuo sangue. > Con quale facilità stava ammettendo i suoi desideri più profondi, mentre i canini premevano contro al labbro inferiore quasi volessero mettersi in mostra: bianchi ed immacolati, ma letali e pronti ad affondare nella carne della sua vittima.
 
< Da quanto stai bevendo solo Blanc? > domandò a denti stretti, afferrandogli i fianchi e tenendolo fermo in quella posizione; lui invece alzò il bacino ed iniziò a spingere in lui, facendolo gemere ancora di più; le dita di Isaac affondarono nel suo petto, mentre si reggeva per non cadere su di lui; lasciò cadere un po’ il capo in avanti e si inclinò con il busto; cercò di riprendere il comando della situazione, ma Arthur faceva di tutto per tenerlo fermo. < Rispondimi. > gli ordinò, accompagnando quell’unica parola con una spinta ben precisa e più forte delle altre.
 
< AH! > Il suo gemito fu più alto ed acuto dei precedenti ed il suo corpo tremò quasi per lo sfinimento; avevano scommesso che si sarebbe trattenuto il più a lungo, permettendo ad Arthur di raggiungere l’orgasmo prima di lui. Come si stava rivelando difficile quella scommessa. < Io… da due settimane ormai. > rispose alla fine, il respiro affannoso e gli occhi lucidi puntati in quel di Arthur.
 
Lo scrittore lo guardò con attenzione, lo analizzò a fondo, prima di spostare di lato il volto e lasciargli tutto lo spazio di cui aveva bisogno. < Bevi pure. Ma le condizioni scelte valgono ancora: trattieniti per bene, Newt! > gli disse con un sorriso divertito, accarezzandogli il fianco fino a scendere al suo sedere; strinse una natica fra le dita e poi la colpi con la mano aperta, cosa che fece gemere e sussultare Isaac.
 
< Te la farò pagare. > sibilò contro al suo orecchio quando si fu abbassato per avere libero accesso al suo collo. La scommessa era la stessa: se Isaac avesse vinto, Arthur avrebbe smesso di chiamarlo Newt. Isaac era sicuro di vincere almeno quanto Arthur, soprattutto ora che lo avrebbe morso. Oh, entrambi sapevano che effetto arrivava ad avere il morso di un vampiro sulla sua stessa razza: potevano raggiungere l’orgasmo entrambi, nello stesso momento, o solo uno dei due avrebbe raggiunto la fine. Tutto dipendeva da come Isaac avrebbe giocato le sue carte in quel momento.
 
Arthur ridacchiò, prima di lasciarsi andare ad un sospiro tremante appena la lingua di Isaac toccò il suo collo. Era proprio posizionata sulla vena che voleva mordere, dove poteva sentire il pulsare del suo cuore - più lento di quello di un umano anche se decisamente veloce al momento, visto la piacevole e sfiancante attività in corso - ed il sangue che la percorreva, facendogli sfuggire un sospiro di desiderio. Adorava il sangue di Arthur: anche solo sentirlo nelle sue vene risvegliava la bestia che c’era dentro di lui, che lo spingeva a mordere e nutrirsi della vera e propria essenza della vita. Perché continuare ad affidarsi ad un surrogato come il Blanc, quando poteva avere l’originale sempre a disposizione ed in momenti come quello, quando il piacere non faceva altro che aumentare?
 
< Non dire che ti non ti ho avvisato, poi. > aggiunse un’ultima volta Isaac, continuando a concentrarsi sul suo collo. Le labbra si posarono leggere sulla sua pelle, carezzandola lentamente solo per sentire il corpo di Arthur tremare ed i suoi sospiro contro l’orecchio; non che la sua nemesi stesse completamente immobile: muoveva il bacino ad ogni tocco delle sue labbra, facendolo sussultare e gemere. Più di una volta aveva sfiorato la pelle con i canini durante uno dei gemiti, causandogli un tremore così forte da chiedersi se bastasse davvero così poco a farlo capitolare: tutto per una goccia di sangue, per affondare i denti in quella pelle morbida e chiara e rosea.
 
< Voglio sentire cosa sai fare, Isaac. > sussurrò piano Arthur, socchiudendo gli occhi e girando appena il viso per poterlo guardare; poté‌ notare come la pupilla di Isaac fosse dilatata quando si guardarono direttamente e come il suo volto arrossato e sudato dimostrasse lo scarso autocontrollo di quel momento. < Non trattenerti. > lo incoraggio, portando una mano alla sua nuca per spingerlo nuovamente nell’incavo del suo collo e vicino a quella vena che aveva preso di mira.
 
Isaac tremò ancora una volta fra le sue braccia, alla ricerca di quella sanità mentale che lo stava abbandonando senza che lui potesse fare qualcosa per trattenerla; il collo di Arthur era lì, a sua disposizione e pronto per essere macchiato del rosso del suo sangue.
Le sue dita affondarono nel petto di Arthur, mentre cercava un ultimo appiglio alla realtà ed alla ragione che lo aveva sempre mosso prima di quel giorno; deglutì più volte, sentendo la gola arida come se non avesse bevuto da mesi: gli dava l'impressione di essere di nuovo umano, alla fine di una giornata bloccato in laboratorio, uscendone affamato ed assetato. < Oh, Arthur... > esalò contro la sua pelle, muovendo il bacino contro al suo; lasciò che il suo membro spingesse più a fondo e trovasse nuovamente la prostata, mettendo da parte il pensiero della scommessa. Al diavolo se avesse perso: non era poi così male essere chiamati Newt, almeno da lui. Il suo membro sfregò contro lo stomaco di Arthur, facendolo sospirare ed agitare ancora di più: non c'era nulla di meglio di quella frizione, quando il vampiro sotto di lui non aveva fatto altro che negargli un po' di sollievo e soddisfazione per tutto il rapporto. 
 
Isaac leccò e succhiò ancora una volta il punto in cui voleva morderlo, facendo arrossare la pelle finché non ne fu soddisfatto; il fatto che adorasse quel colore non aveva nulla a che fare con le mele: semplicemente il rosso donava davvero ad Arthur, nonostante tendesse a vestirsi spesso con varianti del blu - dal cobalto a tonalità più scure. Sospirò ancora il suo nome, un ultima volta, prima di spalancare le fauci per poter finalmente affondare i denti nel suo collo; sentì Arthur irrigidirsi sotto di lui appena i canini forarono la pelle, provocandogli con probabilità un dolore al di sopra della soglia di sopportazione. Invece di continuare ad affondare nella sua carne, Isaac si staccò da lui e, con gli occhi appena socchiusi, osservò i due buchi lasciati ed il sangue che colava piano lungo la clavicola.
 
< Ngh. > Isaac gemette a quella vista, inarcandosi ancora e spingendosi contro al suo membro ora bloccato dentro di lui. Respirò affannosamente, mentre osservava quegli occhi che tanto amava ed aveva iniziato anche a sognare. < Ti prego... Non fermarti. > lo implorò, nonostante fosse lui quello a non doversi fermare: doveva continuare a morderlo e succhiare quel nettare dal sapore dolciastro di mandorle.
 
< Dovrei dirti lo stesso. > sibilò Arthur con un sospiro, digrignando i denti nel sentire il dolore arrivare dalla ferita. Se fosse andato avanti almeno un po', sarebbe sparito completamente e la sua mente sarebbe stata annebbiata dal desiderio e dal piacere. Si mosse comunque ed i muscoli di Isaac si strinsero intorno a lui in una nuova morsa; il suo volto si contorse per il piacere, mentre lo abbassava di nuovo vicino alla ferita.
 
< Non ti preoccupare. > lo rassicurò Isaac, andandogli incontro con movimenti lenti e precisi; dava l'impressione che la parte inferiore del suo corpo appartenesse a qualcun altro, a volte, soprattutto per il modo in cui si controllasse nei gesti e nei morsi da vampiro. Fu chiaro anche ad Arthur quanto fosse lucido, quando iniziò a leccare la scia di sangue e non affondò da subito i canini nella sua carne. La punta della lingua raccoglieva ogni goccia sfuggita alla ferita, accompagnata al respiro caldo ed affannoso di Isaac; il suo corpo tremava ancora, ma si stava contenendo in ogni movimento ed azione per non andare troppo oltre e prosciugare Arthur.
 
< Sei delizioso. > sussurrò Isaac, dandogli appena un'occhiata; osservò le guance rosse di Arthur ed il leggero tremito nei suoi occhi; vide il pomo d'Adamo fare su e giù quando deglutiva ad ogni sua parola e sospiro: non pensava di poter avere tanto controllo su un uomo che a letto reggeva le redini del gioco. Si morse il labbro inferiore, trattenendosi dall'affondare ancora i denti nel suo collo e concentrandosi a leccare via il sangue che si era ormai fermato. Arthur sussurrò qualcosa, forse una richiesta di morderlo o di non dire cose del genere; non lo aveva ascoltato, chiudendo fuori ogni rumore che potesse distrarlo realmente. Fece per avvicinarsi ancora alla ferita, pronto a farla sanguinare nuovamente, ma il bacino di Arthur diede una spinta più forte e decisa che lo scosse completamente, oltre che farlo gemere come se fosse in calore.
 
< Ascoltami. > sibilò contro al suo orecchio Arthur, sfiorando il lobo con i denti appuntiti. Il suo corpo ebbe un tremito e la sua mente si annebbiò di idee sempre più malsane: e se Arthur lo avesse morso? Se lo avessero fatto nello stesso momento? Il solo pensiero creò uno spasmo per tutto il suo corpo ed i muscoli dell'ano si serrarono sul pene di Arthur. < AH. Cazzo! > imprecò a denti stretto, mentre le dita affondavano nei fianchi morbidi di Isaac; lo obbligò a stare fermo, mentre le sue labbra continuavano a rimanere vicine al suo orecchio. < Non devi fermarti o trattenerti, Isaac. Non per il mio dolore, ma per te stesso. Vuoi così tanto il mio sangue con lo si capisce anche solo guardandoti, ma ti blocchi per fare cosa? Giocare con me o pensare al piacere che potrei trarre da un morso? Qualsiasi cosa mi farai... se andrai veloce o lento, sai già che godrò di quell'istante nel tuo stesso modo. Non avere cura di me ed io sarò pienamente soddisfatto. >
 
Da dove arrivava quel discorso? Perché si metteva a dire quelle cose in un momento in cui nemmeno lui capiva a pieno i suoi stessi gesti? Non era sicuro che lo stesse facendo per sé, quel giochino di negarsi una sana bevuta e del buon sesso; non era nemmeno certo che fosse per Arthur, che stava improvvisamente mostrando un lato masochista - come se entrambi condividessero lo stesso desiderio. O forse era semplice devozione nei suoi confronti, come aveva dimostrato in altri momenti da quando esisteva quella relazione. < Scusa. Non so nemmeno io cosa sto facendo. > si scusò e nascose il volto nell'incavo del suo collo. Strofinò il naso contro alla sua pelle, inspirando il suo odore mascolino e di colonia che nascondeva il profumo di mandorle del suo sangue; c'era anche un lieve sentore di sudore, ma mischiato tutto insieme al resto era il paradiso per lui.
 
< Vai avanti, allora. > lo incitò Arthur, mentre riprendeva a muoversi con lentezza e poca precisione; entrambi erano al limite e la scommessa era ancora lì, nel fondo delle loro menti annebbiate dal piacere. Isaac annuì piano ed i suoi denti affondarono di nuovo nella sua carne, perforarono la pelle leggera ed affondarono finché il sangue non invase completamente la sua bocca; gli sfuggì un gemito soddisfatto ed un sospiro pietoso, mentre iniziava ad ingoiare ogni goccia di sangue che gli arrivava sulla lingua. Il corpo di Arthur ebbe uno spasmo ed un gemito di dolore si perse nell'aria intorno a loro, prima che tutto quello si trasformasse in pura estasi di piacere. Intorno a loro l'aria era impregnata dei loro odori, di sangue, di sudore e di sesso; un'odore che, nel complesso, era così inebriante da cancellare ogni singola cosa ed ogni pensiero logico che non fosse quello di trarre piacere dall'altro. Si muovevano insieme, lentamente, mentre Isaac era completamente concentrato sul suo sangue, su come invadesse la sua bocca e scendesse lungo la gola con velocità; il sue desiderio di sangue era così grande che non si accorgeva nemmeno quante sorsate stava prendendo, ma solo che Arthur si agitava sotto di lui per il piacere e che i suoi gemiti erano alti vicino al suo orecchio. Non aveva mai sentito Arthur lasciarsi andare fino a quel punto ed abbandonare ogni inibizione per fargli vedere quanto la situazione gli stesse piacendo; il suo cuore si riempì d'orgoglio ed il desiderio di fargli raggiungere l'orgasmo prima di lui tornò a farsi forte: si staccò dal suo collo e tornò a leccare via il sangue che si era fermato vicino alla ferita; lo fece con delicatezza, ma comunque frettoloso di andare avanti a fare altro. < Voglio baciarti. Baciami! > esclamò di fretta Isaac, afferrando il volto di Arthur per girarlo dalla sua parte e premere le labbra contro le sue; per la forza che usò, i loro denti si scontrarono e le loro lingue si cercarono immediatamente: non c'era nulla di sensuale o romantico in quel gesto, solo il bisogno primario di divorare la bocca dell'altro e dominarlo anche in quella situazione. Si staccarono con uno schiocco per riprendere fiato, prima di riattaccarsi di nuovo ed usare i denti per mordersi le labbra per bere sangue anche in quel modo; così avevano la possibilità di assaggiare i loro sapori mischiati, vedere se l'alchimia che esisteva fra i loro corpi e le loro menti si poteva anche estendere al loro sangue. Sussurravano i loro nomi, si aggrappavano al corpo dell'altro, bevevano il sangue del proprio compagno; tutto come se fosse l'ultima cosa che avessero realmente potuto fare al mondo.
 
Bevi. Bevi. Bevi. 
 
Fallo. Ma non uccidere.
 
Quella voce era tornata forte nella testa di Isaac; lo spingeva verso l'altro lato del collo di Arthur, ancora intaccato e privo di ogni segno; gli diceva di bere ancora, perché il sapore del loro sangue mischiato era troppo ed aveva bisogno di una distrazione per non fare del male ed uccidere. Isaac si obbligò a staccarsi e posò una mano sulla testa di Arthur; lo guardò per qualche istante negli occhi e ricevette solo un breve cenno da lui: aveva capito e lo incoraggiava ad andare oltre, a non fermarsi. Erano vampiri e potevano resistere a cose ben peggiori. Napoleone era tornato completamente ferito, privo di conoscenza, ma era sopravvissuto. Isaac non lo avrebbe ucciso così facilmente, solo per aver bevuto da lui fino all'orgasmo.
 
Dopo l'assenso, Isaac non si fece attendere troppo: affondò i denti nel suo collo, senza un minimo di delicatezza; Arthur gemette di dolore, questa volta nascosto a fatica dietro la nebbia di desiderio: Isaac non tardò a succhiare via il suo liquido vitale, facendo in modo che il piacere prendesse il sopravvento; Arthur non doveva sentire altro dolore se non quello causato dal morso.
 
Non uccidere. Non uccidere!
 
< Isaac. > Lo chiamò con tono secco, mentre le mani lo stringevano sempre più forte. Invece di indebolirsi, sembrava rafforzarsi: i movimenti del suo bacino diventavano più secchi e precisi, affondando di più nel suo corpo e colpendo la prostata ogni volta; Isaac si vide costretto a lasciare il suo collo, gemere di piacere e chiamarlo in risposta ad ogni stoccata; si aggrappò al suo corpo con entrambe le braccia avvolte intorno al collo, mentre Arthur si alzava a sedere di colpo e lo aiutava a muoversi sul suo bacino. I loro movimenti persero il loro ritmo perfetto, cercavano solo di raggiungere l'orgasmo, di far crollare l'altro per primo, vincere quella scommessa.
 
Isaac attaccò nuovamente le sue labbra, gemendo in ogni bacio che si scambiavano prima di fermarsi all'improvviso; il suo corpo ebbe uno spasmo prima di irrigidirsi di colpo e poi rilassarsi fra le braccia di Arthur; lo stomaco dello scrittore era stato macchiato dallo sperma di Isaac, mentre ancora si muoveva dentro di lui. Ridacchiò contro alle sue labbra, prendendolo di forza per i glutei e continuare a muoverlo sopra di lui; i muscoli di Isaac si strinsero ancora intorno a lui per l'extra-stimolazione che stava subendo, portando Arthur oltre al limite qualche spinta più tardi. Rimasero bloccati in quella posizione seduta, ansimando contro le labbra dell'altro e riprendendo fiato; Isaac aveva gli occhi chiusi mentre cercava di riprendere il controllo del suo corpo tremante, ma Arthur lo stava guardando con tanta dolcezza da far pensare che si fosse innamorato ancora più di lui.
 
< Allora, Newt...? > esordì Arthur, staccando le mani dal suo sedere e salendo ad accarezzargli la schiena piano e con delicatezza.
 
< Ugh. > fu la semplice risposta di Isaac, mentre si abbandonava con la testa contro alla sua spalla sconfitto. Arthur ridacchiò divertito, sentendo i mormorii infastiditi di Isaac contro alla sua pelle. < Devo smetterla di darti retta e di fare scommesse con te. > sibilò alla fine, dicendo chiaramente quello che stava pensando di tutta quella storia.
 
< Ammettilo. Ti piace fare scommesse con me. > ribatté Arthur, punzecchiandogli un fianco con qualche pizzicotto. < Non ti divertiresti così tanto! > rise e si lasciò cadere all'indietro, sdraiandosi nuovamente sul divanetto per stare più comodo. Lui voleva tanto dimostrare di essere forte, ma la perdita di sangue era stata decisamente eccessiva ed anche Isaac ne era consapevole.
 
< Oh, certo. Dissanguarti è particolarmente divertente. > esclamò Isaac con sarcasmo, scuotendo piano la testa. Nel complesso era stata un'esperienza inebriante, ma non voleva mettere a rischio la salute di Arthur solo per fare prove così stupide. < La prossima volta evitiamo queste cose, Arthur. Soprattutto quando non mi nutro da tanto. > concluse alla fine, senza dargli la possibilità di ribattere; no, non era disposto a scendere a patti - anche se c'era in gioco il suo maledetto soprannome. Lo avrebbe tenuto per l'eternità, se significava lasciare Arthur in salute.
 
< Oh, sei un quastafeste, Newt. > disse Arthur imbronciato, guardandolo come un cucciolo. Come Vic, si trovò a pensare con un sospiro di fastidio.
 
< Smettila di fare il cane, Arthur. Sai che i cani non mi piacciono. > sbottò per un'ultima volta, prima di baciarlo con dolcezza per evitargli ogni possibile contro-risposta. Arthur ridacchiò stanco contro alle sue labbra, trattenendosi dal fare qualsiasi commento sull'amore di Isaac per i ricci e collegarlo subito al suo masochismo che lo accompagnava sempre nel sesso.
 

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Silvia Sais

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