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  <title>Silvia Sais</title>
  <subtitle>Silvia Sais</subtitle>
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    <name>Silvia Sais</name>
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    <title>Edamus, bibamus, gaudeamus!</title>
    <published>2020-04-01T21:46:06Z</published>
    <updated>2020-04-01T21:46:06Z</updated>
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    <content type="html">&amp;nbsp;I denti affondavano ai lati del suo collo simultaneamente. Isaac non poteva fare altro che accettare quella situazione, abbandonandosi contro al corpo dietro alle sue spalle. Tutto quello lo aveva voluto lui; aveva coinvolto prima Arthur e poi il Conte di Saint-Germain, troppo innamorato di entrambi per poter rinunciare ad uno solo di loro. Con sua enorme sorpresa, avevano accettato quella relazione a tre senza alcun dubbio o disgusto, trascinandolo fin da subito in un vortice di emozioni senza paragoni.&lt;div&gt;Quella, per&amp;ograve;, era la prima volta in cui riuscivano a passare del tempo tutti e tre assieme; era la prima volta in cui Isaac decideva di concedersi ad entrambi nello stesso momento; fino a quel giorno, avevano deciso che non era il caso di invadere l'intimit&amp;agrave; e la privacy che potevano avere Isaac ed Arthur assieme. Entrambi, per&amp;ograve;, sapevano che era inutile continuare a tenere fuori fino a questo punto Saint-Germain; alla fine avevano organizzato tutto quanto, avevano fatto in modo che fosse tutto pronto e che non ci fossero incidenti... Finch&amp;eacute; Isaac non aveva chiesto a tutti e due di essere morso e di poter sentire l'intensit&amp;agrave; del piacere che si percepiva dal morso di un vampiro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Stai andando bene. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; Arthur, alle sue spalle, prima di affondare di nuovo i canini nel suo collo poco pi&amp;ugrave; su della curvatura dove si trasformava lentamente in spalla; Saint-Germain, di fronte a lui, emise un verso affermativo, mentre continuava a bere il nettare che Isaac stava offrendo ad entrambi. E lui non poteva fare altro che sciogliersi fra le loro braccia e godere fino a raggiungere l'apice di tutto quello.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=26832" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Rimpiangere ciò che non è stato (e porvi rimedio)</title>
    <published>2020-04-01T21:31:38Z</published>
    <updated>2020-04-01T21:31:38Z</updated>
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    <content type="html">&lt;div&gt;Da quando era ritornata nel suo corpo, dopo quell'atroce morte, Elise non aveva mai smesso di rimpiangere un solo istante quello che aveva fatto e che aveva causato alla sua famiglia; il suo comportamento aveva causato la morte delle persone a lei pi&amp;ugrave; care, finendo poi con la sua stessa condanna a morte - con suo padre che implorava piet&amp;agrave; e chiedeva che non venisse uccisa, che fosse risparmiate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quello era un ricordo che la tormentava ogni notte, cos&amp;igrave; come gli occhi freddi e distanti del principe Linden mentre annunciava la sua condanna al rogo. Per questo stava facendo di tutto per risolvere quello che aveva fatto, per fare ci&amp;ograve; che avrebbe dovuto fare in quel passato che ora era ritornato ad essere presente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Elise stava solo cercando di salvare in tutti i modi la sua famiglia; il primo che avrebbe dovuto salvare era Chris, il fratello che adorava di pi&amp;ugrave; e che provava per lei un affetto profondo; la sua morte era stata causa sua: aveva preso parte ad una spedizione per rimediare ad un danno fatto da lei. Nemmeno si ricordava cosa fosse, ma voleva impedire a tutti i costi che gli succedesse qualcosa; aveva iniziato a cambiare atteggiamento, a cercare di annullare il suo matrimonio con Linden ed aveva deciso di intraprendere la carriera di medico: era la cosa giusta da fare; pi&amp;ugrave; si teneva lontana dalla corte imperiale di Brittia, pi&amp;ugrave; possibilit&amp;agrave; aveva di impedire che il suo futuro diventasse realt&amp;agrave;; sperava con tutta s&amp;eacute; stessa che ogni sua azione l'avrebbe portata il pi&amp;ugrave; lontano possibile dalla loro morte.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=26483" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Sarò il tuo scudo</title>
    <published>2020-04-01T21:22:01Z</published>
    <updated>2020-04-01T21:22:01Z</updated>
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    <content type="html">&amp;nbsp;Come soldato dell'impero di Brittia, Lenne aveva fatto un giuramento: avrebbe protetto la sua patria a costo della sua stessa vita; avrebbe versato il suo sangue anche per ripulire la reputazione della sua famiglia o per proteggerla. Qualsiasi cosa gli fosse stata richiesta, lui l'avrebbe messa in atto senza farsi troppi problemi. Era quella la vita di un soldato ed era pronto ad ogni eventualit&amp;agrave;; anche sacrificarsi per il principe ereditario. Aveva deciso di seguirlo e di proteggerlo, perch&amp;eacute; il suo onore di soldato gli diceva che era la cosa giusta da fare.&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Dimmi, Lenne. &amp;gt; inizi&amp;ograve; Linden, durante la battaglia nella penisola di Crimm; stava guardando le carte davanti a lui, cercando di capire quali movimenti avrebbe potuto fare lo scorpione del deserto per riuscire a vincere; quali stratagemmi ingannevoli e meschini avrebbe usato per arrivare direttamente alla loro base?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; S&amp;igrave;, Vostra Maest&amp;agrave;? &amp;gt; domand&amp;ograve; seriamente, gli occhi che si alzavano per un attimo dalla cartina davanti a lui. Non era un comandante con cui doveva discutere di strategie, eppure lo aveva chiamato l&amp;igrave; contro ogni previsione; aveva il suo battaglione da guidare, ma faceva comunque capo ad un altro comandante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Se ti chiedessi di combattere al mio fianco, lo faresti? &amp;gt; chiese dopo qualche istante di silenzio, andando ad incrociare il suo sguardo senza alcun problema; si osservarono per qualche istante, prima che Lenne si lasciasse sfuggire un sospiro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Lo farei. Sono un soldato e questo &amp;egrave; il mio compito. &amp;gt; disse con estrema seriet&amp;agrave;, facendo per&amp;ograve; apparire un sorriso sulle labbra di Linden.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Allora sii il mio scudo, nella battaglia di domani, ed io sar&amp;ograve; il tuo. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un sorriso apparve anche sulle labbra di Lenne, forse il primo che faceva dopo tanto tempo. &amp;lt; S&amp;igrave;, Vostra Altezza. Sar&amp;agrave; il vostro scudo. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=26216" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Questioni rimaste in sospeso</title>
    <published>2020-04-01T21:06:37Z</published>
    <updated>2020-04-01T21:06:37Z</updated>
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    <content type="html">&amp;nbsp;&amp;lt; Dobbiamo parlare. &amp;gt;&lt;div&gt;Linden era incredibilmente serio, mentre entrava nel suo ufficio dove gestiva il suo squadrone di soldati. Lenne era abituato al suo ingresso improvviso; non aveva quasi mai bisogno di essere annunciato, ma in quel momento forse era meglio che lo avesse fatto. Si lasci&amp;ograve; sfuggire un sospiro e fece cenno al suo secondo in comando a lasciarlo da solo con il principe. Qualcosa gli diceva che riguardava la discussione avuta qualche giorno prima.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Vedo che non sei come tua sorella. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; piano Linden, sedendosi davanti alla scrivania con una posizione sempre regale e perfetta. Non era stato un caso se, prima di quella discussione, Lenne aveva perso il controllo fino a baciarlo; un'azione che aveva ritenuto stupida pure lui stesso, quando a mente fredda aveva affrontato da solo quello che aveva fatto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Cos'ha fatto Elise? &amp;gt; domand&amp;ograve; con indifferenza, anche se la rigidit&amp;agrave; del suo volto e delle spalle mostravano quanto gli desse fastidio che la nominasse in un momento quando loro due dovevano risolvere i loro problemi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Mi ha evitato per giorni, settimane forse, prima di risolvere qualsiasi cosa. &amp;gt; gli rispose come se nulla fosse, ma tenendo gli occhi fissi su di lui; Lenne sapeva benissimo dei problemi che avevano avuto in passato, anche se ora sembravano una coppia felice pronta a convolare a nozze. &amp;lt; Tu non lo hai fatto. &amp;gt; constat&amp;ograve; infine.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; No, per niente. Siete stato voi, vostra altezza. &amp;gt; afferm&amp;ograve; con voce seria, inclinando il capo di lato. Punto gli occhi freddi come il ghiaccio nei suoi, caldi come l'oro e pieni di imbarazzo; Lenne rimase per un attimo sospreso, prima di lasciarsi andare ad un verso di sorpresa. &amp;lt; Oh. Volete dire... &amp;gt; inizi&amp;ograve; lui, prima di essere bloccato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Zitto. Non voglio dire nulla. &amp;gt; rispose piccato, passandosi poi una mano sul volto. &amp;lt; S&amp;igrave;, voglio dire proprio quello. &amp;gt; afferm&amp;ograve; alla fine con un sospiro arrendevole. &amp;lt; Ne ho parlato anche con Elise e, bhe... &amp;egrave; stata cos&amp;igrave; comprensiva che mi ha detto di buttarmi direttamente fra le tue braccia. &amp;gt; confess&amp;ograve; senza guardarlo negli occhi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lenne fu in grado di soffocarsi con la sua stessa saliva; inizi&amp;ograve; a tossire e a cercare di riprendere fiato assieme, mentre la loro questione in sospeso non sembrava pi&amp;ugrave; tale. Aveva pensato che fosse stata un'azione folle, che doveva essere lasciata in un angolo; ma sua sorella si metteva in mezzo e li portava a quella situazione. Avrebbe dovuto regalarle qualcosa, per il suo compleanno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=26075" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>La speranza lascia il posto alla disperazione</title>
    <published>2020-04-01T20:46:43Z</published>
    <updated>2020-04-01T20:46:43Z</updated>
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    <content type="html">&amp;nbsp;&lt;span&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.3800000000000001;margin-top:0pt;margin-bottom:7pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Il danno era ormai stato fatto.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Il cielo era scuro sopra le loro teste, mentre osservavano gli effetti delle loro azioni prendere piega davanti ai loro occhi. Poco importava quello che avevano cercato di fare per bloccare tutto quello, alla fine avevano semplicemente velocizzato il processo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.3800000000000001;margin-top:0pt;margin-bottom:7pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Ariane e Jonathan si guardarono per un istante, uno sguardo di rammarico e di delusione. Avevano lottato fino a quel punto, lasciato alle spalle amici e famiglia, guardato morire persone a loro importanti. I loro sforzi erano stati completamente vani: quell&amp;rsquo;apocalisse stava avvenendo, com&amp;rsquo;era avvenuta pi&amp;ugrave; di cinquemila anni prima, quando il grande impero tecnologico che era Enotria inizi&amp;ograve; a collassare su s&amp;eacute; stesso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.3800000000000001;margin-top:0pt;margin-bottom:7pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Abbiamo fatto la scelta giusta, secondo te? &amp;gt; domand&amp;ograve; Jonathan. Forse era una domanda incredibilmente stupida ed inutile, visto quello che stava succedendo davanti a loro. Ma ormai non avevano pi&amp;ugrave; niente da perdere: apocalisse o meno, non c&amp;rsquo;era pi&amp;ugrave; nessuno di importante da proteggere. E nessuno che avrebbe mai chiesto loro aiuto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.3800000000000001;margin-top:0pt;margin-bottom:7pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Non pentirti di quello che abbiamo fatto, Jo&amp;rsquo;! &amp;gt; gli rispose Ariane, dandogli una piccola spinta con la spalla. Gli fece un sorriso, ma era chiaro che fosse incredibilmente forzato e che non avesse alcuna voglia di mostrarsi rilassata. Aveva perso tanto anche lei: il suo primo amore, il suo futuro, i suoi sogni. Era un&amp;rsquo;umana che era andata contro la sua stessa gente, per supportare Eril ed Ibridi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.3800000000000001;margin-top:0pt;margin-bottom:7pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Non &amp;egrave; questo. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; Jonathan, mentre osservava il profilo della sua migliore amica. Una persona incontrata per caso, che inizialmente aveva giudicato come tutti gli altri umani. &amp;lt; Hai perso tanto. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.3800000000000001;margin-top:0pt;margin-bottom:7pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;La mano di Ariane and&amp;ograve; subito a stringere la sua; la tenne con forza, lasciando che le loro dita si intrecciassero. &amp;lt; Ma non ho perso tutto. &amp;gt; disse sincera, mentre il mondo intorno a loro veniva avvolto nel caos della sua fine. Il loro errore, per&amp;ograve;, non gli avrebbe permesso di vedere quello che sarebbe rimasto dopo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=25767" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Allucinogeno... per un Catlings</title>
    <published>2020-04-01T20:41:51Z</published>
    <updated>2020-04-01T20:41:51Z</updated>
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    <content type="html">&lt;div&gt;I colori erano cos&amp;igrave; vividi. Poteva vedere qualsiasi cosa nel suo vero colore e non pi&amp;ugrave; nascosto da quella patina in bianco e nero. Era successo cos&amp;igrave; velocemente, che non aveva ancora staccato le labbra dal bicchiere che aveva in mano. Era pieno di un liquido marroncino e frizzante, forse troppo dolce, che creava una leggera dipendenza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I suoi occhi erano spalancati, fissati sulla persona davanti a lui. Poteva vedere i capelli biondi come il grano &amp;ndash; e finalmente scopriva qual era il colore del grano; gli occhi, dall&amp;rsquo;espressione perplessa, avevano lo stesso colore del cielo sopra le loro teste. Azzurro? Celeste? Non si ricordava il nome giusto di quel colore, ma lo amava dal profondo del suo cuore. E poi si be&amp;ograve; della sua pelle rosata, della divisa completamente nera e le rifiniture dorate; le medaglie d&amp;rsquo;oro e d&amp;rsquo;argento brillare sotto la luce del sole. Ed il simbolo di Enotria, della loro nazione, nei suoi colori viola e bianco.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Jonathan&amp;hellip; Va tutto bene? &amp;gt; lo chiam&amp;ograve; Damian, davanti a lui. Era perplesso e preoccupato dalla sua improvvisa immobilit&amp;agrave; e da come il suo volto fosse sbiancato, prima che le sue gote prendessero una colorazione di grigio pi&amp;ugrave; intenso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Io&amp;hellip; Vedo i colori. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; stupito, staccando il bicchiere dalle labbra. Osserv&amp;ograve; il liquido marrone e subito dopo il proprietario dello stesso bicchiere. &amp;lt; Damian, vedo i colori! &amp;gt; ripet&amp;eacute; con pi&amp;ugrave; enfasi e con voce acuta, pronto quasi a saltare sul posto. Le orecchie feline nascoste fra i capelli scuri scattarono in alto, mentre la coda ebbe qualche scatto veloce. Era cos&amp;igrave; eccitato per la scoperta, che non fece caso allo sguardo sempre pi&amp;ugrave; preoccupato del suo interlocutore che, prontamente, and&amp;ograve; a prendergli il bicchiere di bevanda per tenerlo il pi&amp;ugrave; lontano possibile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Sapevo che voi Catlings avevate qualche problema con questo genere di bevande per umani, ma non fino a questo punto. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Eh? &amp;gt; Jonathan lo sguard&amp;ograve; perplesso, mentre Damian si alzava ed andava a buttare nel lavandino quella bibita deliziosa. Lo guard&amp;ograve; senza parole, chiedendosi cosa avesse fatto di sbagliato. O cosa avesse detto da farlo reagire cos&amp;igrave;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Jon, sapevo che diventavate troppo eccitati con queste cose. Ma non pensavo che avreste avuto le allucinazioni. &amp;gt; Damian scosse la testa e ritorn&amp;ograve; con un bicchiere di latte per il ragazzo, le cui orecchie si erano abbassate velocemente. Sembrava un robot a cui avevano tolto l&amp;rsquo;energia all&amp;rsquo;improvviso. Un piccolo broncio era apparso sulle sue labbra, mentre osservava il latte come se gli avesse fatto il peggiore dei torti al mondo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Non sto avendo alcuna allucinazione, Damian. Li vedo davvero. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sent&amp;igrave; la mano del colonnello accarezzargli i capelli lentamente, prima di andargli a pizzicare la guancia con fare giocoso. &amp;lt; Dai, Jonathan. &amp;Egrave; solo un effetto collaterale di quella bevanda. Tu pensi di vederli, ma non li stai vedendo davvero. &amp;gt; concluse il discorso senza dargli la possibilit&amp;agrave; di aggiungere qualcosa o di giustificarsi. Il solo fatto che dicesse di vedere i colori era di per s&amp;eacute; sconcertante, perch&amp;eacute; poteva significare grossi problemi per entrambi se solo fosse stato vero.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=25540" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Obblighi come catene</title>
    <published>2020-04-01T20:34:56Z</published>
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    <content type="html">&amp;nbsp;Lenne era l'erede della famiglia Clorence, il primo in linea di successione per ottenere il titolo nobiliare di suo padre; per questo fin da piccolo era stato istruito per ereditare il titolo, senza il tempo di pensare a passatempi o qualsiasi altra gioia della vita. Crescendo era diventato sempre pi&amp;ugrave; disinteressato nei confronti di qualsiasi cosa; anche con la nascita di suo fratello Chris e sua sorella Elise, questo suo tratto non era cambiato nemmeno un po'. Se doveva ammetterlo, ogni cosa legata alla famiglia non era di suo interesse, almeno finch&amp;eacute; questo non avesse insozzato completamente la reputazioni di tutti; per questo era stato sempre piuttosto severo nell'elargire giudizi negativi nei confronti della sorella, dicendo quello che pensava senza tanti problemi. Non voleva aiutarla, ma farle semplicemente capire che il suo comportamento andava a rovinare ogni membro della famiglia e non solo lei. Era suo dover farlo, come primogenito della famiglia Clorence.&amp;nbsp;&lt;div&gt;Lenne aveva sempre fatto cos&amp;igrave; ed era andato avanti, mettendo sempre al primo posto la reputazione ed il noblesse oblige; ma quando quella donna era entrata di forza nella sua vita, aveva fatto incredibilmente fatica a trattenersi e a continuare con la sua classica indifferenza. Era semplicemente una donna del popolo, ma di alta borghesia; la sua esuberanza e vivacit&amp;agrave; lo avevano trascinato per le vie di Londo come se fosse stata una cosa normale per due persone di ceti sociali differenti comportarsi in quel modo. Tutti i momenti insieme a lei lo avevano fatto sentire libero da ogni obbligo e catena che il suo rango gli imponeva.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=25117" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Le sinfonie celestiali</title>
    <published>2020-04-01T20:05:24Z</published>
    <updated>2020-04-01T20:05:24Z</updated>
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    <content type="html">&amp;nbsp;La musica stava guidando Lenne passo dopo passo nel giardino della residenza Clorence. Non aveva mai sentito una sinfonia cos&amp;igrave; bella, suonata da un semplice violino, in casa sua; sua sorella non era mai stata un'amante della musica e Chris aveva tutt'altro a cui pensare, invece che stare dietro a delle lezioni di musica. Si addentr&amp;ograve; fra i cespugli di rose e le aiuole di viole del pensiero, ignorando colori e profumi in favore di quel suono melodioso; le sue orecchie non sentivano altro, come se ogni uccello fosse stato messo a tacere per non sfigurare accanto a quella musica. Chiunque stesse suonando, doveva aver passato diversi anni a studiare, ad esercitarsi e doveva essere anche un conoscente della loro famiglia.&lt;div&gt;Quando Lenne super&amp;ograve; un ultimo cespuglio, si trov&amp;ograve; di fronte ad un gazebo dove - solitamente - sua sorella prendeva il t&amp;egrave; con Linden e loro madre; al suo posto c'era una giovane donna dai capelli scuri, legati in una coda alta e posati sulla spalla sinistra per non dare fastidio al violino; il vestito che indossava era di una semplicit&amp;agrave; incredibile, come se fosse stata lei ad insegnare ad Elise ad essere pi&amp;ugrave; umile e semplice.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Dama Elise? &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lenne sussult&amp;ograve;; la musica era cessata e la giovane donna si stava guardando intorno, prima di incrociare lo sguardo del maggiore dei figli di casa Clorence. Incroci&amp;ograve; un paio di occhi verdi e curiosi, mentre le labbra rosee si dischiudevano in un accenno di sorprsa; dur&amp;ograve; un solo istante, prima che si inchinasse di fronte a lui e mettesse davvero fine a quella melodia che non aveva smesso per un solo istante.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=24976" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Esistenza incontaminata</title>
    <published>2020-04-01T19:44:46Z</published>
    <updated>2020-04-01T19:44:46Z</updated>
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    <content type="html">&amp;nbsp;Ad Elise era stata posta fin troppe volte quella domanda: perch&amp;eacute; odiava cos&amp;igrave; tanto l'idea di non poter rimanere una dottoressa?&lt;div&gt;Bench&amp;eacute; volesse rivelare la realt&amp;agrave; delle cose, che non voleva morire per mano del principe Linden, c'era un motivo pi&amp;ugrave; profondo e reale: lei voleva essere semplicemente una dottoressa; nulla di pi&amp;ugrave;, nulla di meno. Affiancarci un ruolo come quello di futura imperatrice le avrebbe impedito di esercitare la sua professione, contaminando molto quell'immagine quasi sterile che aveva sempre avuto del suo lavoro di medico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Aveva provato a spiegarlo a suo padre, ai suoi fratelli ed all'imperatore stesso; nessuno sembrava comprendere fino a fondo quanto i due mondi dovessero rimanere separati e non contaminarsi a vicenda; rischiava di non essere presa cos&amp;igrave; sul serio come sperava, da medico. Da imperatrice, probabilmente, nessuno avrebbe mai preso in considerazione le sue conoscenze, dando per scontato che non capisse quello che volevano dire.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per questo aveva accettato quella scommessa con l'imperatore: avrebbe dimostrato, in sei mesi, di essere un medico degno di tale nome e avrebbe fatto in modo di attirare l'attenzione su di s&amp;eacute; cos&amp;igrave; tanto che nessuno avrebbe potuto negare le sue capacit&amp;agrave;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Davanti all'Ospedale Theresa, con gli occhi pieni di determinazione e desiderio di mostrare ci&amp;ograve; che era in grado di fare, Elise era pronta a dimostrare quanto incontaminato dovesse rimanere per lei quel mondo e come nessuno, nemmeno l'imperatore, poteva tenerla lontana da un sogno cos&amp;igrave; grande. Presto tutta Brittia avrebbe parlato di lei, facendo arrendere tutti quanti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=24760" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Prepararsi al viaggio</title>
    <published>2020-04-01T19:30:26Z</published>
    <updated>2020-04-01T19:30:26Z</updated>
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    <content type="html">&amp;nbsp;La sua mente, nella calma pi&amp;ugrave; totale in una qualsiasi occasione, quel giorno era in subbuglio; non vi erano dubbi sul motivo per cui Lenne non era calmo e qualcosa turbava la preparazione per la battaglia.&lt;div&gt;Sua sorella aveva fatto l'ennesima richiesta folle; dopo aver chiesto di voler diventare una dottoressa - nonostante la giovane et&amp;agrave; - ora aveva preteso di prendere il posto di Chris come scelta della famiglia Clorance. Il ragionamento che aveva fatto era giusto di per s&amp;eacute;, ma non trovava adatto che una ragazzina viziata come lei finisse su un campo di battaglia. L'imperatore ed il principe avvano accettato, anche se restii, accettando che Elise potesse fare la differenza in quella guerra.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lui no! Lenne non metteva in dubbio le sue capacit&amp;agrave;, ma era consapevole che la ragazzina non sarebbe mai stata in grado di affrontare davvero una guerra: le morti, il sangue, le urla disperate; se il campo medico fosse stato preso d'assalto, sarebbe stata indifesa anche se lui stesso le aveva insegnato ad usare la pistola per potersi proteggere in una simile situazione. Sapere questo, per&amp;ograve;, non metteva a tacere la sua mente agitata; continuava a domandarsi se non fosse stato il caso di fare pi&amp;ugrave; resistenza ed impedire che quella richiesta fosse accettata.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Quella ragazzina. &amp;gt; sospir&amp;ograve; con voce stanca, come se fosse ormai vecchio e non un semplice erede di una delle casate pi&amp;ugrave; fedeli alla famiglia imperiale. Si pass&amp;ograve; una mano davanti agli occhi azzurri, dando un'ultima occhiata al borsone: tutto pronto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=24561" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>la_sil_88 @ 2020-04-01T20:49:00</title>
    <published>2020-04-01T18:50:46Z</published>
    <updated>2020-04-01T18:50:46Z</updated>
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    <content type="html">&amp;nbsp;&lt;span&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.2;text-align: center;margin-top:3pt;margin-bottom:6pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 18pt; font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;quot;(Baby we both know) That the nights were mainly made for saying things that you can't say tomorrow day &amp;quot; - h/c&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.2;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;In mezzo alla foresta regnava il silenzio pi&amp;ugrave; assoluto. Sembrava che ogni forma di vita avesse abbandonato la zona per trovare un posto pi&amp;ugrave; sicuro, in attesa che la battaglia arrivasse ad una conclusione. La sparizione degli animali non era un fatto notturno; era percepibile nell'aria un senso di oppressione, come se un velo nero fosse stato poggiato sulla foresta ed i dintorni per celare al mondo quello che stava accadendo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.2;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;laquo; Va tutto bene? &amp;raquo;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.2;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;La voce di Lancelot ruppe quel silenzio, mentre lui ed il Re di Picche cercavano di trovare una via di fuga - il pi&amp;ugrave; lontano possibile dalla Magic Tower. Avevano fallito? S&amp;igrave;! E questo stava mettendo a rischio tutta Cradle. Ray scosse la testa in risposta, come se non avesse il coraggio di parlare. C'erano cose dette di notte che non si ripetevano mai il giorno dopo. Per loro, in quel momento braccati da Amon Jabberwock, voleva dire rivelare tante cose a s&amp;eacute; stessi e non sentire pi&amp;ugrave; la voce dell'altro il giorno successivo. Entrambi rischiavano di essere feriti gravemente, di essere separato e addirittura di morire. Nessuno dei due poteva abbassare la guardia in quel momento o poteva essere fatale per entrambi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.2;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;laquo; Ray! &amp;raquo; Lancelot insistette per avere la sua attenzione, lo afferr&amp;ograve; per un polso e lo fece voltare immediatamente verso di s&amp;eacute;. Erano stati separati da Luxray e Glaceon, la loro magia era allo stremo e quasi si trascinavano per la foresta. Non potevano andare oltre. Lo capivano entrambi, ma solo Lancelot sembrava agire con questo pensiero in testa. &amp;laquo; Fermati. Non puoi andare avanti cos&amp;igrave;. &amp;raquo; &amp;quot;Non possiamo andare avanti cos&amp;igrave;&amp;quot;, avrebbe voluto dire e quella frase avrebbe portato con s&amp;eacute; centinaia di significati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.2;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;laquo; Non possiamo... fermarci. &amp;raquo; Ray fece una pausa in quella frase, come se per un istante avesse valutato di dire altro o avesse interpretato in modo diverso le parole del Re di Cuori. Lancelot scosse la testa mentre lo spingeva velocemente contro un albero.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.2;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;laquo; Amon non ci trover&amp;agrave;. Non siamo da soli. &amp;raquo; gli fece notare velocemente, consapevole di quello che girava nella testa di Ray in quel momento. &amp;quot;Abbiamo fallito&amp;quot;, &amp;quot;Ora Amon distrugger&amp;agrave; Cradle&amp;quot;, &amp;quot;Perderemo tutto&amp;quot;. &amp;quot;Ti perder&amp;ograve;&amp;quot;. &amp;laquo; Alice &amp;egrave; salva. Harr e Loki stanno combattendo con noi. Addirittura i Godspeed ci stanno danno i loro cristalli magici. &amp;raquo; cerc&amp;ograve; di rassicurarlo Lancelot, mentre gli prendeva il volto fra le mani per tenere gli occhi puntati su di lui. Lo osserv&amp;ograve; con estrema attenzione, sfidandolo a mettere in discussione quello che stava dicendo. Lancelot sapeva perch&amp;eacute; si sentiva colpevole, ma non aveva alcuna colpa in tutto quello. &amp;laquo; Ray, sei stato fantastico in quella torre. Hai fatto pi&amp;ugrave; di quanto avresti potuto fare. &amp;raquo; si avvicin&amp;ograve; a lui ed appoggi&amp;ograve; la fronte sulla sua, mentre sentiva il respiro affannoso del Re di Picche contro al suo volto. Gli occhi erano spalancati e lucidi, come se il momento di panico lo stesse portando alle lacrime.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.2;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;laquo; Stavo crollando. &amp;raquo; sussurr&amp;ograve; Ray, guardandolo spaventato. &amp;laquo; Ti stavo per lasciare solo. &amp;raquo;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.2;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;laquo; Ma non lo hai fatto. Sei stato forte, ancora di pi&amp;ugrave; di quanto lo sei stato in questi ultimi anni. &amp;raquo; gli disse seriamente, rafforzando la presa sul suo volto. &amp;laquo; Non hai idea di quanto io sia orgoglioso di te. &amp;raquo; mormor&amp;ograve; piano, sperando di non farsi sentire.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.2;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;La notte era il momento in cui si dicevano cose che il mattino successivo non avresti mai detto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.2;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;laquo; Lancelot. &amp;raquo; sussurr&amp;ograve; Ray, guardandolo sorpreso. A quella distanza poteva benissimo sentire le sue parole, percepire ogni sussurro che diceva ed il rumore del suo respiro. Si morse il labbro inferiore con forza, rischiando quasi di farlo sanguinare prima che Lancelot lo liberasse dalla sua presa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.2;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;laquo; Lo penso davvero. E penso anche... &amp;raquo; sussurr&amp;ograve; piano, scuotendo il capo lentamente. Chiuse gli occhi per qualche istante, prima di tornare ad osservarlo con estrema attenzione. &amp;laquo; Penso anche che domani voglio svegliarmi e vedere Cradle libera insieme a te. Da ora in avanti. &amp;raquo;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.2;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Ray sent&amp;igrave; il cuore quasi esplodergli nel petto, mentre guardava il Re ammettere quei sentimenti. Sarebbe stata la prima ed ultima volta, quindi era il caso che anche lui dicesse apertamente quello che pensava. &amp;laquo; Anch'io. &amp;raquo; mormor&amp;ograve; a fatica, deviando leggermente lo sguardo anche se tutto quello che poteva vedere era Lancelot davanti a lui.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Liberation Serif&amp;quot;; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=24265" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Raccolta M6</title>
    <published>2020-04-01T18:48:31Z</published>
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    <content type="html">&lt;span&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;a href="#A"&gt;A&lt;/a&gt; - &lt;a href="#B"&gt;B&lt;/a&gt; - &lt;a href="#C"&gt;C&lt;/a&gt; - &lt;a href="#D"&gt;D&lt;/a&gt; - &lt;a href="#E"&gt;E&lt;/a&gt; - &lt;a href="#F"&gt;F&lt;/a&gt; - &lt;a href="#G"&gt;G&lt;/a&gt; - &lt;a href="#H"&gt;H&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="A"&gt;1. Le relazioni pericolose&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;La loro storia, sotto molti punti di vista, era qualcosa che non potevano considerare normale; Isaac ed Arthur passavano la maggior parte del tempo a punzecchiarsi e a litigare: per le mele, per i comportamenti di Arthur, per quelli di Isaac. C'erano tante cose che non erano perfette e che rendevano il loro rapporto tutt'altro che convenzionale; essere dei vampiri, poi, aggiungeva altra carne al fuoco. Il loro Sire, il Conte di Saint-Germain, aveva spiegato loro quanto pericoloso fosse mordere un proprio simile, soprattutto quando questo si rivelava essere la propria anima gemella.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Era proprio il loro caso e la situazione in cui si erano trovati per sbaglio, quando le abitudini alimentari di Isaac lo avevano portato al limite e rotto lo sbarramento delle sue inibizioni. Quando i denti erano affondati nella carne di Arthur, proprio nel punto in cui il collo si incurvava dolcemente per diventare spalla, entrambi avevano capito che qualcosa non stava funzionando nel modo giusto: i sentimenti del loro rapporto si erano intensificati ed Isaac aveva sentito il potere ed il controllo su Arthur aumentare all'improvviso. Sapere che quella era la pericolosit&amp;agrave; del loro rapporto, aveva causato un improvviso distanziamento; nel corso dei giorni lontani, entrambi avevano compreso quanto Isaac potesse ottenere da Arthur solo usando un semplice tono pi&amp;ugrave; autoritario. Arthur aveva desiderato ricambiare il &amp;quot;favore&amp;quot;, sfruttando un momento di distrazione di Isaac per morderlo e stringerlo a s&amp;eacute;, mentre il suo sangue inondava la sua bocca e la sua gola con il suo sapore inebriante di mele e cannella. Lo aveva tenuto stretto fra le sue braccia finch&amp;eacute; i tentativi di sfuggirli non si erano ridotti, con il corpo che rilassava fra le sue braccia ed un sospiro sfuggiva dalle labbra leggermente dischiuse di Isaac.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Sei... pazzo. &amp;gt; aveva sussurrato Isaac, voltando il viso verso di lui; lo aveva osservato con gli occhi annebbiati, ma un'espressione pacifica addolciva il perenne broncio sul suo bel viso. Arthur aveva riso e si era leccato le labbra insanguinate, prima di dargli un baci leggero sulle labbra umide.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; E tu sei pericoloso. Dovresti bere di pi&amp;ugrave;. &amp;gt; gli aveva detto con una nota dolce nella voce.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;a name="B"&gt;2. I fili intrecciati del destino&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Prima di potersi rendere conto di quello che stava succedendo, l'immenso portone si era chiuso fra di loro e li aveva separati: Arthur era rimasto nella villa, davanti all'unico accesso che avrebbe potuto portarlo da Isaac; sarebbe rimasto saldamente sigillato per un mese; il Conte non era mai stato specifico nel tempo richiesto per la sua riapertura. Sarebbe rimasto separato da Isaac per un mese, con la paura e l'ansia di non sapere se fosse vivo ed al sicuro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Arrenditi, Arthur. Non lo rivedrai. &amp;gt; gli aveva detto un giorno Theodorus, fermo davanti al portone che lo avrebbe portato da Isaac; i giorni erano passati veloci e lenti allo stesso tempo; Arthur aveva atteso con impazienza quel momento, per essere poi bloccato dal suo migliore amico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Lo rivedr&amp;ograve;. &amp;gt; aveva risposto con tono rabbioso, stringendo una mano a pugno; teneva sempre con s&amp;eacute; la spilla di Isaac, unico ricordo del vampiro rimasto con lui: una mela d'oro che appuntava sempre al suo gilet e che stonava in modo cos&amp;igrave; perfetto con il suo odio per le mele. Theodorus aveva scosso la testa e poi lo aveva preso di peso, portandolo lontano da quel passaggio temporale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Ogni mese andavano avanti cos&amp;igrave;, come in una caccia fra gatto e topo; ogni mese ripeteva le stesse cose e Theo lo trascinava via, talvolta aiutato da Napoleone o Dazai; mentre quella routine andava avanti, i mesi si trasformarono in anni e le speranze di Arthur iniziarono a spegnersi poco a poco. I suoi occhi si svuotavano di ogni emozione, mentre portava avanti al sua vita per semplice inerzia; i divertimenti fuori dalla villa non erano gli stessi senza Isaac, le sfide a scacchi con gli altri non erano pi&amp;ugrave; cos&amp;igrave; avvincenti e piene di risate. Passava la maggior parte del tempo nella sua stanza, riempiendo fogli su fogli di nuove storie; erano piene di malinconia e rimorsi e rimpianti, come il suo cuore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Senza rendersene conto, senza che la sua mente potesse registrare davvero quello che stava succedendo, era gi&amp;agrave; arrivato il duemilaventi e con esso tutti gli sviluppi tecnologici e medici che l'umanit&amp;agrave; era stata in grado di fare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; &amp;egrave; ora di uscire un po'. &amp;gt; gli disse Theodorus un giorno, prendendolo per il colletto della camicia per trascinarlo fuori dalla sua stanza e, di conseguenza dalla villa; le stelle brillavano sopra di loro, anche se l'illuminazione di Parigi le faceva impallidire: il telescopio di Isaac sarebbe stato inutile da quel momento in avanti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Arthur sospir&amp;ograve; piano e scosse il capo; anche dopo pi&amp;ugrave; di un secolo il pensiero dello scienziato non lo aveva abbandonato ed il suo cuore ancora batteva all'impazzata ogni volta che i ricordi prendevano il sopravvento: dopo tutto, quelle erano le stesse stelle che avevano osservato per tanto tempo assieme.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Theodorus lo guard&amp;ograve; per un istante, quasi fosse spazientito, prima di dargli una leggera gomitata contro al braccio; Arthur alz&amp;ograve; lo sguardo verso di lui, pronto a lamentarsi, prima di notare il cenno del suo capo e lo sguardo puntato in avanti; a pochi metri da lui, fermo fra la gente che faceva avanti e indietro per la citt&amp;agrave; affollata, c'era una persona che non aveva dimenticato in tutti quegli anni: i capelli rossi erano sempre gli stessi, cos&amp;igrave; come gli occhi rosati e le labbra tese in un sorriso. Il suo abbigliamento era cambiato e rispecchiava la moda di quel periodo, con quella camicia bianca dai bottoni slacciati vicino al collo ed i jeans neri ed un paio di sneakers ai piedi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Isaac. &amp;gt; mormor&amp;ograve; appena, come se temesse di vederlo sparire da un momento all'altro. I suoi piedi si mossero prima della sua mente e, passo dopo passo, si avvicin&amp;ograve; a lui quasi correndo. Gli gett&amp;ograve; le braccia al collo senza aspettare un solo istante, stringendo il suo corpo a s&amp;eacute; ed affondando il naso fra i suoi capelli; aveva lo stesso profumo, il suo corpo era uguale a quello di un tempo e non sembrava essere cambiato nulla di lui, quando si lasci&amp;ograve; sfuggire una risata e ricambiava l'abbraccio con lo stesso impeto. &amp;lt; Sei davvero tu! &amp;gt; mormor&amp;ograve; alla fine, chiudendo gli occhi e frenando le lacrime che minacciavano di sfuggirgli; aveva resistito per tutti quegli anni ed ora rischiava di crollare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Ne dubitavi? &amp;gt; mormor&amp;ograve; con dolcezza Isaac, spostando un po' il volto per poter avvicinare le labbra alle sue guancia; il calore della sua pelle era perfetto, reale, ed il tremore di Isaac mostrava quando fosse davvero emozionato di rivederlo. Le loro mani iniziarono a cercarsi e si intrecciarono le une con le altre, come se un filo invisibile li avesse guidati fino a quel punto per potersi di nuovo stringere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Mai. Non ho mai dubitato una sola volta. &amp;gt; disse con decisione, appoggiando la fronte contro alla sua; gli fece un sorriso, prima di posare le labbra sulle sue con delicatezza; entrambi si lasciarono sfuggire un sospiro tremante, assaporandosi di nuova a vicenda; iniziarono a riscoprirsi con quei piccoli gesti, prima di guardarsi negli occhi e scoppiare a ridere nel vedere come fossero in lacrime tutti e due, ma che la gioia era di nuovo tornata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;a name="C"&gt;3. Un brivido felino&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Le zampette di Lumi&amp;eacute;re non facevano alcun rumore sul tappetto rosso al centro del corridoio. Ogni volta che si muoveva, faceva molto attenzione a non farsi notare da qualcuno all'interno della villa; quando il suo nuovo &amp;quot;umano&amp;quot; lo aveva portato l&amp;igrave;, aveva imparato che molti degli abitanti di quel luogo erano fin troppo eccentrici per i suoi gusti e con animali da compagnia che avrebbe volentieri graffiato a morte: un po' come quel cagnetto fastidioso che tutti chiamavano Vic; era uguale in tutto e per tutto al suo padrone, compreso il segno nero sul pelo sotto l'angolo sinistro della bocca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Il gatto nero si infil&amp;ograve; nella prima stanza con la porta socchiusa, lasciando che i suoi occhi gialli si abituassero in fretta all'oscurit&amp;agrave; in essa; era ancora notte, ma poteva chiaramente vedere la forma avviluppata fra le coperte ed i capelli lunghi sparsi sul cuscino: la nuova arrivata della villa del Conte di Saint-Germain; era solo un gatto ma capiva quello che dicevano tutti e cosa succedeva intorno a lui. Si avvicin&amp;ograve; zampettando al grande letto a baldacchino e vi balz&amp;ograve; sopra con leggerezza, attendo a non far svegliare l'umana; lei poteva essere davvero definita cos&amp;igrave;, da lui: non c'era quell'odore di morte e sangue fresco che accompagnava gli altri, ed il suo corpo era molto pi&amp;ugrave; caldo ed accogliente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Lumi&amp;eacute;re si lasci&amp;ograve; sfuggire delle piccole fusa, abbastanza basse da non essere sentite; si avvicin&amp;ograve; alla giovane donna e si acciambell&amp;ograve; al suo fianco, trovando quel posto perfetto per dormire.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;a name="D"&gt;4. Custodi dei segreti&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Essere il migliore amico di qualcuno riservato come Isaac era, molto spesso, un vantaggio; questo Napoleone non poteva negarlo: rare volte il vampiro si confidava con lui alla ricerca di consigli, lasciandosi trascinare in qualche idea che riteneva folle o proprio fuori dalla sua zona comfort.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Quando gli aveva confidato, all'improvviso, di quella relazione con Arthur Conan Doyle, Napoleone era rimasto sorpreso e sconvolto assieme: per prima cosa Isaac si era aperto a lui fino al punto da rivelargli quel segreto; secondo, sapere che aveva una relazione con l'unica persona che gli dava sui nervi era sconcertante. Per diversi minuti era rimasto in silenzio, prima di chiedergli se stesse scherzando o meno. Ovvio che no, gli aveva risposto con un'occhiataccia delle sue; era stato un evento, perch&amp;eacute; Napoleone non era mai stato il destinatario di uno sguardo cos&amp;igrave; infastidito; non aveva potuto fare a meno di lasciarsi andare ad una risata, sollevato che il migliore amico si sentisse cos&amp;igrave; a suo agio da potergli rivelare qualcosa di cos&amp;igrave; intimo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Il tuo segreto morir&amp;agrave; con me. &amp;gt; gli disse con solennit&amp;agrave;, dandosi un colpo sul cuore; con il suo passato da soldato e poi imperatore, aveva imparato cosa significava non mantenere la parola data e perdere la fiducia degli affetti pi&amp;ugrave; cari; solo al potere, aveva visto come una sola parola di troppo poteva distruggere ogni cosa. La sua espressione seria sembr&amp;ograve; mettere un minimo di tranquillit&amp;agrave; nell'animo di Isaac, perch&amp;eacute; sospir&amp;ograve; ed accenn&amp;ograve; un sorriso; avere un custode per i propri segreti era davvero un sollievo in quelle oocasioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;a name="E"&gt;5. Sic transit gloria mundi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;La vita degli umani aveva sempre affascinato Leonardo da Vinci, sempre in mezzo a loro e pronto ad aiutarli con le sue conoscenze.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Il Conte di Saint-Germain non era da meno; il suo sguardo attento ed in apparenza distaccato era sempre puntato su di loro, sulla vita effimera e piena di eventi; anche il sapere di avere una vita breve, ognuno di loro viveva come se dovesse vivere per sempre.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Li trovava incredibilmente affascinanti, alla ricerca di modi per prolungare la vita e migliorare le proprie condizioni; adorava in modo particolare la societ&amp;agrave; del ventunesimo secolo, dove si recava spesso attraverso il portone della sua villa. Perdeva ore nel vedere come, nel corso degli anni, l'umanit&amp;agrave; si fosse estesa ed avesse occupato gran parte delle zone inabitate, bonificandolo e costruendo abitazioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Saint-Germain aveva visitato tutto il mondo di quel secolo, arrivando da un estremo all'altro della Terra, fino ad imbattersi in un giovane studioso di storia, cos&amp;igrave; appassionato da aver riconosciuto il suo nome; aveva visto i suoi occhi spalancarsi per la sorpresa e poi riempirsi di quella stessa sete di conoscenza di cui il suo caro amico Leonardo viveva. Lo aveva riempito di domande: perch&amp;eacute; fosse proprio in Giappone, se aveva davvero scoperto il modo di vivere in eterno e se si fosse davvero trovato in diversi posti nello stesso momento in tutte le corti dell'Europa, nel 1800. Il Conte aveva riso e gli aveva dato tutte le risposte che desiderava, vedendo in Akihiko Satou un umano di cui fidarsi. E quando gli propose di raggiungere la sua villa e vivere insieme a lui ed ai suoi ospiti, non aveva esitato a buttare ogni cosa che aveva e seguirlo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;a name="F"&gt;6. Battito della natura&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;La prima cosa che aveva sentito nello svegliarsi in quel mondo fu il battito di un cuore; non ancora in grado di vedere, con gli occhi serrati, le sue orecchie sentivano quel rumore ritmico e consolante; il suo animo si allineava ad essere e tutto sembrava prendere un significato pi&amp;ugrave; chiaro e profondo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Il battito di quel cuore, di Madre Terra continuava a dirgli con il suo ritmo, gli stava insegnando chi fosse e per quale motivo era nato; lui era Primavera, la stagione della rinascita; lui avrebbe portato nel mondo il soffio della vita, accompagnando il risveglio di Madre Terra e l'addormentarsi di sua sorella. Fu cos&amp;igrave; che scopr&amp;igrave; di non essere solo, di avere al suo fianco altre tre creature di simile natura; i suoi occhi si aprirono ed il sole illumin&amp;ograve; per la prima volta la sua nascita: not&amp;ograve; al suo fianco un uomo e due donne che emanavano energie opposte quanto simili alla sua; si sofferm&amp;ograve; a guardare sua sorella ed il suo volto addormentato, il petto che si alzava ed abbassava in un sonno profondo ed ancora lungo. Il battito intorno a lui gli disse che lei era Inverno, che il suo tempo era finito e che ora toccava a lui sostituirla; la natura intorno a lui iniziava a svegliarsi come faceva lui; le gemme sugli alberi si schiudevano a rallentatore sotto ai suoi occhi e mostravano foglie e fiori dei colori pi&amp;ugrave; disparati. Il battito gli disse di accompagnarli nella crescita e questo fece.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;a name="G"&gt;7. Ogni posto &amp;egrave; casa mia&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Tornatene a casa, Estate. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Quante volte Inverno gli aveva sputato in faccia quelle parole, il tono sempre infastidito, mentre rientrava nella sua grotta chiudendolo all'esterno; Estate aveva una casa: si trovava da qualche parte sulla linea dell'Equatore, dove l'estate non sembrava mai finire e l'unica che aveva accesso l&amp;igrave; era Autunno; era un semplice luogo fisico, dove concentrare il suo potere di Stagione: non sentiva di chiamarla casa, come luogo in cui tornare alla fine di una lunga giornata di lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Se mai qualcuno glielo avesse chiesto, il mondo era casa sua: ogni posto che aveva sfiorato con il suo calore portava con s&amp;eacute; un ricordo caro ed un pezzo del suo cuore; non vi era un luogo che amasse pi&amp;ugrave; di un altro, avendo ormai visto ogni angolo del globo - anche i luoghi pi&amp;ugrave; freddi dove solo Inverno poteva avere accesso realmente. Estate aveva lasciato s&amp;eacute; stesso un po' ovunque; durante quei millenni di onorato servizio per la Madre Terra, aveva potuto considerare casa ogni singolo posto visitato: sia nei luoghi dalla natura incontaminata come in passato, sia nelle grandi citt&amp;agrave;. L&amp;igrave;, in particolare, il suo soffio si adagiava pi&amp;ugrave; spesso e trovava dimora fra i grandi palazzi e gli immensi parchi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Gli umani dicevano che &amp;quot;casa &amp;egrave; dove si trova il proprio cuore&amp;quot;; Estate non poteva che condividere a pieno quella frase, sentendosi a casa in ogni luogo del mondo; dopo tutto aveva lasciato il suo cuore in ogni citt&amp;agrave; e foresta e questo non poteva dimenticarlo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;a name="H"&gt;8. Ritornare dove tutto &amp;egrave; finito&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Peter aveva sempre desiderato un abbraccio da Tony; pi&amp;ugrave; di una volta, negli incontri sfuggevoli avuti prima della guerra contro Thanos, era riuscito a rubare solo una pacca sulla spalla ed uno sguardo veloce.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Tony Stark era stato il suo idolo, una delle persone a cui si era ispirato di pi&amp;ugrave; durante i suoi studi; quando aveva sentito le sue braccia stringerlo con forza, dopo essere sparito per cinque anni, non era stato in grado di registrare fino in fondo quello che stava succedendo; aveva semplicemente ricambiato quell'abbraccio, sorpreso e felice assieme. Vivere del solo ricordo, per&amp;ograve;, non era affatto abbastanza: era dovuto tornare in quel luogo, dove tutto era finito e Tony li aveva lasciati; si era sacrificato per il mondo intero, rispondendo a Thanos con la sua solita sfacciataggine prima di schioccare le dita e venire sopraffatto dal potere delle gemme.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Il luogo in cui era avvenuta la battaglia non era stato pi&amp;ugrave; toccato; il vecchio quartier generale degli Avengers era rimasto un insieme di rovine lasciate indietro dalla guerra. L'unica cosa che avevano deciso di fare tutti quanti era di lasciare una targa, un segno che l&amp;igrave; si era combattuta l'ultima battaglia e ci&amp;ograve; che avevano perso per vincerla.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Io... volevo solo un abbraccio. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; Peter, inginocchiandosi davanti alla targa di pietra; pass&amp;ograve; le dita sul nome di Tony, sentendole in rilievo rispetto alla superficie; abbass&amp;ograve; gli occhi a terra, sospirando piano. No, lui voleva pi&amp;ugrave; di un abbraccio; ma ora non ne avrebbe ricevuti pi&amp;ugrave;.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=23752" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>As long as you love me</title>
    <published>2020-03-29T13:16:13Z</published>
    <updated>2020-03-29T13:16:13Z</updated>
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    <content type="html">&lt;span&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;font face="Arial"&gt;&lt;span style="font-size: 14.6667px; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;a href="#1"&gt;1&lt;/a&gt; - &lt;a href="#2"&gt;2&lt;/a&gt; - &lt;a href="#3"&gt;3&lt;/a&gt; - &lt;a href="#4"&gt;4&lt;/a&gt; - &lt;a href="#5"&gt;5&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo: As long as you love me &lt;br /&gt;Fandom: Originale - COWTverse &lt;br /&gt;Personaggi: Regis dell'Aliante; Leste dell'Orologio; Celes; Langley P&lt;br /&gt;airing: Regis/Leste; Regis/Celes &lt;br /&gt;Rating: NSFW &lt;br /&gt;Conteggio Parole: 1530 (divese in 250 x 4 + 500) &lt;br /&gt;Warning: explicit sexual content; voyerismo; morning sex; introspettivo.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="Arial"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;a name="1"&gt;1.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;La luce del sole filtrava dalle tende sulle finestre ed illuminava leggermente i corpi nudi stesi sul letto; anche se era giorno da un pezzo, le due figure non erano intenzionate ad alzarsi tanto presto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Avvinghiati l'uno all'altro, Regis e Leste erano persi nel loro mondo, muovendosi in sincrono e gemendo l'uno nella bocca dell'altra. Non era bastata la lunga notte di passione durante la festa a palazzo; avevano bisogno di altro, di sfogasi ancora e di prendere di pi&amp;ugrave; da quel partner - forse - occasionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Regis. &amp;gt; sospir&amp;ograve; piano Leste, mentre si muoveva sul suo bacino con ritmo lento e controllato; si godeva il momento, assaporava ogni secondo ed ogni movimento del corpo di Regis. Sospirava nel sentire le mani di Regis sul suo corpo, leggere come la brezza mattutina ma che sapevano mostrare una forza degna di un ciclone. Il suo corpo portava ancora i segni, i lividi ed i graffi; lo sentiva dolere mentre scendeva ancora con il bacino per impalarsi sul suo pene; poi tornava su lentamente, per&amp;ograve;, fino a farlo sfuggire al suo ano e ripetere il movimento, perdendo ogni tanto il ritmo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Non aveva mai apprezzato il sesso di prima mattina: troppo tempo sprecato e domande lasciate senza risposta; ma stava apprezzando quel risveglio, mentre osservava gli occhi di ghiaccio di Regis sciogliersi ancora una volta nella passione che l'apice stava aumentando. Si abbass&amp;ograve; su di lui e gli diede un bacio con schiocco, lasciando che l'orgasmo scuotesse ancora i loro corpi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;a name="2"&gt;2.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Regis lo sapeva che si trovavano un luogo scoperto, dove potevano essere scoperti da un momento all'altro; la sua mente annebbiata glielo faceva notare, ma il corpo di Leste era troppo caldo per continuare a respingerlo. Non si ricordava l'ultima volta in cui aveva ceduto ai suoi bisogno, ricercando un compagno per soddisfarli; con Leste fra le sue braccia sapeva che sarebbe finito sulla bocca di tutti, che i pettegolezzi non si sarebbero risparmiati, ma nessuno dei due aveva intenzione di dare troppo peso a quello che poteva succedere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Leste era bloccato fra lui ed il muro, i pantaloni e l'abbigliamento intimo gettati malamente a terra nella fretta di avere quella sveltita. Non sapeva nemmeno come facessero a trattenere i gemiti ed i sospiri, mentre Regis spingeva il pene dentro di lui e Leste lo stringeva in una stretta fin troppo piacevole.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Abbiamo poco tempo. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; Leste vicino all'orecchio che stava mordicchiando; usava la sua pelle per attutire i gemiti e a Regis non dispiaceva; i segni sarebbero stati visibili, ma non gli importava. Lo spinse ancora contro al muro, ottenendo un verso sorpreso da Leste, mentre aumentava il ritmo del bacino per arrivare in fretta all'orgasmo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Avremmo potuto andare in una stanza, come avevo detto. &amp;gt; mormor&amp;ograve; piano, prima di attaccare il suo collo ed iniziare a segnarlo con succhiotti rossi e violacei.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Raggiunsero l'apice assieme, il loro &amp;quot;poco tempo&amp;quot; gi&amp;agrave; finito da troppo, con le voci di Yande e Rufus che li chiamavano in lontananza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;a name="3"&gt;3.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;La lingua di Regis lo stava esplorando sapientemente e con molta attenzione; usava movimenti lenti e precisi, facendo attenzione a non andare troppo in basso. Come suo solito, si stava prendendo il suo tempo e Leste era sul punto di impazzire: anche se stava trattando il suo corpo con una cura eccezionale, il fatto di evitare volutamente il suo pene e qualsiasi altro punto vicino ad esso lo mandava fuori di testa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Voglio prendermi tutto il tempo necessario. &amp;gt; gli aveva detto, prima di attaccarsi ad un suo capezzolo. Si era aspettato qualcosa di veloce, invece aveva ottenuto qualcosa di lento e dolce: la lingua di Regis lo stava accarezzando come le sue mani, lasciando una scia incandescente dove passava; i suoi capezzoli erano ormai turgidi, umidi per il trattamento ricevuto - fin troppo fieri di mostrare come avesse stimolato il suo corpo con cos&amp;igrave; poco. Non si era mai vergognato della sua eccitazione, di come si fiondava - a gambe aperte - nel letto di qualcuno; di solito avveniva tutto con meno cura, con pi&amp;ugrave; attenzione al piacere dei partecipanti ed al raggiungimento dell'orgasmo. Un modo per dire che Leste dell'Orologio era finito in quel letto. Con Regis era tutto diverso: c'erano cure ed attenzione solo dedicate a lui, che ignoravano totalmente lo stregone dell'aria. Ed i suoi occhi di ghiaccio, sempre puntati su di lui, lo scaldavano ed eccitavano allo stesso tempo e gli impedivano di andare a cercare una risposta sensata a quello che stava succedendo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;a name="4"&gt;4.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Continua a guardare. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Regis era stupito quando Leste per il suo tono di voce: duro, saldo e dominante; da quando la loro relazione era iniziata, non aveva mai usato un tono cos&amp;igrave;. Era sempre stato dolce e passionale, ma essere in quella situazione aveva scombussolato tutto. Leste era piegato in avanti e si teneva aggrappato alla cornice dello specchio davanti a loro. L'idea folle, come sempre, era arrivata dallo stregone del tempo; lui ci si era fiondato subito, per provare e vedere come si sarebbe sentito in quella situazione: con il suo membro completamente affondato nel corpo di Leste, poteva vedere ogni espressione ed ogni movimento del suo corpo anche attraverso lo specchio davanti a loro. Era questo il motivo per cui gli aveva detto di continuare a guardare, di non abbassare lo sguardo in quel momento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Non avrei mai immaginato di...ngh... tirare fuori questo... da te... &amp;gt; mormor&amp;ograve; Leste fra i gemiti ed i sospiri, mandandogli un sorriso attraverso lo specchio: anche se si era sorpreso, aveva preso quel tono per quello che era: un uomo al limite del piacere e pronto a perdere la testa; gi&amp;agrave; pregustava il finale, raggiungere l'orgasmo intoccato e vedere Regis seguirlo senza pi&amp;ugrave; controllo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Regis afferr&amp;ograve; i suoi fianchi con forza, affondando le dita nei muscoli mentre iniziava di nuovo a muoversi; tutto quello era cos&amp;igrave; erotico da aggiungere piacere al piacere, aumentando in modo esponenziale l'eccitazione ed il desiderio di raggiungere l'orgasmo e riempire Leste con il suo seme.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;a name="5"&gt;5.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Langley era fermo alla porta, le braccia incrociate al petto, mentre i suoi occhi osservavano quello che succedeva davanti a lui. Se l'era un po' cercata, dopo aver detto che sarebbe stato presente, qualsiasi cosa fosse successa. Serr&amp;ograve; la mascella e blocc&amp;ograve; un moto di gelosia, mentre lo stregone riempiva di baci e di carezze il veggente, il suo Celes. Doveva concederglielo, per&amp;ograve;: Regis era attento ed ogni suoi gesto sul corpo di Celes erano destinate a farlo stare bene, a fargli lasciare quei sospiri di piacere che mettevano a dura prova anche il suo stesso autocontrollo; ogni sussurro, anche se ben udibile da lui, serviva a tranquillizzarlo e a farlo rimanere calmo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Celes era rosso in volto, mentre si aggrappava alle spalle di Regis e gli permetteva di penetrarlo dopo un'attenta preparazione; lo stava trattando come la creatura pi&amp;ugrave; preziosa che potesse avere fra le sue braccia, pensando pi&amp;ugrave; al piacere di Celes che al suo. Langley sent&amp;igrave; il suo animo quietarsi, mentre il desiderio di unirsi ai due diventava quasi insostenibile. Un po' voleva essere al posto di Regis che, con spinte ben controllate, affondava nel corpo di Celes centimetro dopo centimetro; voleva seguire il percorso delle sue labbra sul collo inarcato, lasciargli quei segni rossi che sarebbero durati almeno un paio di giorni come un marchio di possesso. Desiderava con tutto s&amp;eacute; stesso toccare il suo corpo seguendo le mani di Regis, che con una lenta carezza scendevano dai fianchi fino al sedere per afferrarlo con forza; lo spingevano contro di lui ogni volta che rientrava in lui, affondando il suo membro a fondo ed alla ricerca della prostata per dargli ancora pi&amp;ugrave; piacere; i movimenti dello stregone si fecero via via pi&amp;ugrave; intensi e meno controllati, cos&amp;igrave; come gli spasmi del corpo di Celes diventavano pi&amp;ugrave; violenti ogni volta che venivano toccate le corde giuste del suo corpo. Quante volte lo aveva visto cos&amp;igrave;, perso nel piacere che lui e Shannen gli davano; osservarlo da esterno, per&amp;ograve;, aveva tutt'altro effetto: aveva una visione pi&amp;ugrave; completa di come il corpo di Celes si inarcava ad ogni tocco e di come il rossore si espandeva dal volto al collo fino ad arrivare al petto; la sua pelle era imperlata di sudore e sembrava brillare alla luce fioca che illuminava la stanza. Era bellissimo, anche mentre veniva scopato da qualcuno che non fosse lui. Quando la mano di Regis and&amp;ograve; ad afferrare il suo membro, muovendola allo stesso ritmo delle sue spinte, Langley trattenne a stento un gemito di desiderio. Sapeva bene cosa avrebbe ottenuto: da l&amp;igrave; a poco Celes avrebbe raggiunto l'orgasmo e tutto sarebbe finito; ci avrebbe pensato lui a dargli quell'affetto che avrebbe voluto, ma non si sentiva completamente incline ad allontanare fin da subito Regis. Stava facendo tanto per Celes in quel momento che, forse, poteva tranquillamente dargli un'occasione per stare con lui anche dopo. La gelosia che doveva continuare a sentire si plac&amp;ograve; lentamente, mentre i due sul letto si perdevano nel loro piacere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Va bene cos&amp;igrave;. &amp;gt; mormor&amp;ograve; contro ogni previsione, dopo che Regis ebbe raggiunto l'orgasmo. &amp;lt; Rimani qui, Regis. &amp;gt; gli permise contro ogni aspettativa di Celes e Regis stesso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=23194" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Di veleni ed interrogatori</title>
    <published>2020-03-28T20:59:08Z</published>
    <updated>2020-03-28T20:59:08Z</updated>
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    <content type="html">&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="#A"&gt;A&lt;/a&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;a href="#B"&gt;B&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo: Di veleni ed Interrogatori&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fandom: Originale - COWTverse&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Personaggi: Leste dell'Orologio; Regis dell'Aliante; un po' tutti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pairing: Leste/Regis&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rating: NSWF&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Conteggio Parole: 2020&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Warning: major character death; graphic description of death&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="A"&gt;Prima parte&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dalla novit&amp;agrave; della gravidanza di Celes alla restaurazione delle Lande era passato poco tempo, ma abbastanza per far apparire i primi segni sul corpo del Veggente. La pancia era aumentata fino a formare un leggero rigonfiamento ormai visibile con qualsiasi indumento; Shannen e Langley passavano poco tempo lontani da lui e Manila, sua madre, non smetteva di prepararsi in ogni modo all'arrivo dei due gemelli. Una stanza era stata preparata per loro, arredata finemente per accompagnare i primi mesi di vita, proprio accanto a quella dove Celes ed i suoi compagni dormivano. Stava cercando anche una balia da latte all'altezza per prendersi cura dei suoi nipoti in ogni occasione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Celes, in tutto quello, aveva cercato in Regis un supporto: anche se sua madre poteva dargli consigli su come affrontare il parto, lui sarebbe semplicemente stato un padre; voleva sapere cosa lo attendeva e, fra gli stregoni, Regis era l'unico ad avere un figlio - ora nel pieno della sua istruzione nell'accademia magica di Titania.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Com'&amp;egrave; essere padre, Regis? &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Era una delle tante domande che gli aveva fatto in quel periodo, dopo la fine del loro compito; nessuno degli stregoni se ne era andato dalla corte, ritornando alla propria vita, per essere ancora d'aiuto. Regis e Leste, soprattutto, cercavano un modo per dare una mano in pi&amp;ugrave;; lo facevano sempre assieme, pronti a mettersi in prima fila per darsi aiutarsi il pi&amp;ugrave; possibile a vicenda.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Uhm, bella domanda. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; Regis, accennando un piccolo sorriso; i suoi occhi si riempirono di nostalgia, come se il suo pensiero ritornasse ad un tempo lontano quando sua moglie Lavinia era ancora viva ed il suo bambino appena nato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Sono curioso di sapere la tua risposta. &amp;gt; afferm&amp;ograve; Leste, che lo osservava con la stessa curiosit&amp;agrave; innocente e giovane di Celes. Gli occhi di tutte e due non si staccavano dal suo volto,  spingendolo a portare una mano davanti alle labbra per nascondere una risata divertita. Nulla a che vedere con le risate che Leste sentiva in privato, ovvio, ma gli fece sfuggire lo stesso un sospiro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Sicuro che vuoi sapere solo la sua risposta? &amp;gt; Arriv&amp;ograve; la domanda di Celes innocente e divertita, mentre catturava per un attimo l'attenzione di Leste e gli provocava non poco imbarazzo. Non era pi&amp;ugrave; sulla bocca di tutti, nessuno sapeva che cosa stava facendo, ma a Celes era chiaro il motivo - il modo in cui lavoravano assieme e si guardavano, si cercavano. Non era un esperto, ma rivedeva s&amp;eacute; stesso in Leste ed i primi passi con i suoi compagni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Mpf. &amp;gt; Leste sbuff&amp;ograve; spazientito, nascondendo un po' di imbarazzo; qualcuno se ne era accorto, sia lui che Regis lo sapevano, ma almeno erano i pi&amp;ugrave; discreti fra tutti e poco inclini a dare pettegolezzi alla corte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Vuoi ancora la tua risposta, figlio dell'aria? &amp;gt; lo richiam&amp;ograve; all'attenzione Regis, facendolo scattare seduto in una posizione rigida; lo vide sfiorarsi l'addome gonfio con una carezza delicata che gli ricord&amp;ograve; Lavinia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Scusami! &amp;gt; mormor&amp;ograve; piano ed i due stregoni si lasciarono sfuggire una risata amorevole, quasi stessero guardando un bambino in quel momento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; All'inizio &amp;egrave; stato difficile. &amp;gt; inizi&amp;ograve; con la sua risposta, accarezzandosi la barba corta. &amp;lt; Lavinia ed io eravamo inesperti; anche con tutto l'aiuto possibile delle nostre famiglie, beh, i momenti pi&amp;ugrave; duri da superare rimanevano sempre sulle nostre spalle. Mio figlio, lui... Era un piccolo demonio, anche nei momenti pi&amp;ugrave; calmi. Da padre &amp;egrave; stato difficile fare la parte del duro, di quello che cerca sempre di rimetterlo in riga; volevo gi&amp;agrave; da subito viziarlo e dargli ogni cosa che desiderava. &amp;gt; Regis si ferm&amp;ograve; ed accenn&amp;ograve; ad un sorriso nostalgico; quando si parlava di Lavinia era sempre cos&amp;igrave;. La sua defunta moglie era un piacevole ricordo del suo passato, che non avrebbe mai dimenticato e che non voleva in alcun modo cancellare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; E cosa facevi, alla fine? &amp;gt; domand&amp;ograve; Celes, con gli occhi che splendevano nel sentir parlare di un ricordo cos&amp;igrave; bello e nostalgico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Regis si lasci&amp;ograve; sfuggire una risata calma, osservando per un attimo Leste seduto di fronte a lui; c'era un dolcezza infinita nei suoi occhi che strapp&amp;ograve; un sospiro al giovane stregone. Si sent&amp;igrave; incredibilmente fortunato ad avere al suo fianco qualcuno come Regis. &amp;lt; Facevo le cose di nascosto. E quando Lavinia lo scopriva, si infuriava come non mai. Dovevate vederla in quei momenti: aveva un'energia che avrebbe messo al tappeto chiunque. Alla fine, per&amp;ograve;, si calmava e diceva che una volta ogni tanto andava bene viziare quella piccola peste. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Celes rimase in silenzio per un attimo, mentre i bicchieri di alcolici venivano messi davanti a loro. Per un attimo nessuno dei tre li guard&amp;ograve;, presi ancora a parlare fra di loro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; E fra te e Lavinia? Com'era il vostro rapporto dopo la nascita del bambino? &amp;gt; domand&amp;ograve; cautamente Celes, lanciando una breve occhiata a Leste; ormai era chiaro che c'era una qualche relazione fra di loro, qualcosa che aveva alimentato i pettegolezzi sullo stregone del tempo e sulle nulle attivit&amp;agrave; sessuali nell'ambiente della corte. Con tutta la curiosit&amp;agrave; che poteva avere, non voleva in qualche modo ferire Leste parlando della defunta Lavinia; lo stregone gli fece un sorriso tranquillo, scuotendo appena il capo: diceva cos&amp;igrave; di non preoccuparsi e chiedere a Regis tutto quello che voleva sapere, indipendentemente dalla sua presenza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Regis si pass&amp;ograve; una mano sulla barba ben fatta, accarezzando leggermente il meno. &amp;lt; Uhm. Inizialmente &amp;egrave; stato difficile riprendere la vita del prima; lo sar&amp;agrave; anche per voi tre, figlio dell'aria. Ci saranno tanti cambiamenti a cui dovrete adattarvi, sar&amp;agrave; inevitabile litigare ed avere pareri discordanti sull'educazione dei figli, ma saranno momenti che vi uniranno ancora di pi&amp;ugrave;. Se siete arrivati cos&amp;igrave; lontano, non sar&amp;agrave; questo a dividervi. &amp;gt; gli disse con sicurezza, osservando il calice davanti a lui. Osserv&amp;ograve; il liquido per qualche istante, annusando l'aria e percependo l'odore di alcol arrivare dai bicchiere. Alz&amp;ograve; di scatto la testa e si volt&amp;ograve; a guardare Celes con il bicchiere gi&amp;agrave; in mano e pronto e portarlo alle labbra.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Alt! &amp;gt; disse con tono intransigente ed espressione dura. La mano scatt&amp;ograve; subito ad afferrare il bicchiere dalla sua mano per allontanarlo, attento a non far cadere da nessuna parte il contenuto per non sporcare. &amp;lt; Niente alcol. Hai due gemelli da far crescere, l&amp;igrave; dentro. &amp;gt; disse con un cenno al rigonfiamento sotto le vesti di Celes; il veggente port&amp;ograve; subito la mano all'addome, mentre le gote si coloravano di un leggero rossore. Non si era ancora abituato all'idea, era evidente, ma era una cosa che non poteva evitare al momento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Facevi cos&amp;igrave; anche con Lavinia? &amp;gt; scherz&amp;ograve; Leste, sapendo bene che la risposta ottenuta sarebbe stata affermativa. Infatti Regis li sorrise divertito, mostrando i denti bianchi e perfetti nascosti dietro le labbra che avrebbe tanto voluto baciare in quel momento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Un po' meno apprensivo. &amp;gt; afferm&amp;ograve; con calma, alzando le spalle con noncuranza. Leste ridacchi&amp;ograve;, inclinando il capo di lato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Devo essere geloso, per caso? &amp;gt; chiese con finta offesa nel tono di voce, mettendo su un broncio; subito dopo afferr&amp;ograve; il suo bicchiere per bere un paio di sorsi di alcolico. &amp;lt; Uhm. Troppo dolce. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; appena, scuotendo il capo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Leste, Celes potrebbe essere tranquillamente mio figlio. O quasi. &amp;gt; si giustifico lanciando un'occhiata quasi paterna al giovane veggente - che strinse istintivamente la conchiglia fra le mani come a cercare un senso di protezione. Gli sguardi che si erano lanciati in passato, durante la ricostruzione delle Lande, dicevano qualcosa di diverso, ma ora era tutto cambiato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Ehi! Ho la sua stessa et&amp;agrave;, in pratica. Non dirmi che mi consideri come un figlio! &amp;gt; Questa volta un po' offeso lo era davvero, mentre osservava Regis concedergli un sorriso pi&amp;ugrave; caldo dei precedenti; in pochi istanti la sua espressione si sciolse e si lasci&amp;ograve; andare ad un sospiro da innamorato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Leste, io e te abbiamo un rapporto completamente differente. Ma se volessi considerarmi come un padre... &amp;gt; sussurr&amp;ograve; con tono suggestivo, ormai finito nell'uragano sensuale che era la vita insieme a Leste. Inizi&amp;ograve; a bere anche lui, percependo una nota piuttosto sgradevole nella bevanda, come se fosse stato aggiunto qualche frutto esotico strano e particolare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Oh, un gioco? &amp;gt; domand&amp;ograve; Leste, accendendosi immediatamente; il sorriso sensuale che rimand&amp;ograve; a Regis fece arrossire Celes che, suo malgrado, fu obbligato a vedere i due stregoni flirtare ed amoreggiare come se fossero da soli.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Possiamo farlo, stasera e... &amp;gt; Regis si blocc&amp;ograve; di colpo, lasciandosi andare un colpo di tosse; deglut&amp;igrave; velocemente la saliva che si andava formando nella sua bocca, mentre Leste lo prendeva in giro riguardo alla sua incapacit&amp;agrave; di sopportare gli alcolici troppo forti. Lo stregone dell'aria si rese conto, per&amp;ograve;, che nulla aveva a che fare con l'alcol presente in quella bevanda. Inizi&amp;ograve; a prendere respiri profondi, sentendo i polmoni dilatarsi con estrema fatica e non accumulare abbastanza aria. Espir&amp;ograve; quasi subito e la trachea si serr&amp;ograve; di colpo, facendolo boccheggiare e togliergli qualsiasi possibilit&amp;agrave; di inspirare o espirare con facilit&amp;agrave;. Si alz&amp;ograve; in piedi di colpo, lasciando cadere sul tavolo il bicchiere mezzo vuoto sul tavolo, a cui si appoggi&amp;ograve; per reggersi in piedi. Il suo volto stava diventando paonazzo, mentre le labbra iniziavano a prendere un colore bluastro-violaceo; la sedia sulla quale era seduto fino ad un istante prima cadde alle sue spalle, mentre barcollava quasi potesse aiutarlo a prendere aria e a tornare a respirare. Leste fu immediatamente al suo fianco, sorreggendolo quando lo vide inclinarsi in avanti e pronto a cadere a terra.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Regis. Cosa succede? &amp;gt; lo chiam&amp;ograve; con urgenza nella voce, mentre la domanda era pi&amp;ugrave; rivolta verso Celes e gli altri stregoni che si stavano avvicinando. Pot&amp;eacute; vedere addirittura Eva Lirica presente in quel momento, gli occhi sbarrati per la sorpresa; se la ricordava dal primo giorni di quel viaggio, quando aveva passato la &amp;quot;staffetta&amp;quot; a Regis come comandante di uno squadrone in particolare. Tutti erano, per&amp;ograve;, ammutoliti; nessuno capiva cosa stava succedendo e cosa dovevano fare. Le mani di Leste tremarono leggermente, mentre andava ad afferrare il bavero della giacca di Regis per slacciare i bottoni e dagli pi&amp;ugrave; spazio per respirare. Non serv&amp;igrave; a nulla, perch&amp;eacute; lo stregone continuava a prendere corti ed affannosi respiri che non sembravano dargli abbastanza aria per continuare a respirare; la sclera bianca si stava striando di rosso, mentre gli occhi grigi si puntavano su di lui quasi con disperazione e le labbra assumevano un colore sempre pi&amp;ugrave; cianotico; invece le mani che afferravano le sue si dimostrarono essere gelide contrariamente a quanto il suo volto sudato volesse mostrare. Leste lo tenne stretto a s&amp;eacute;, temendo di vederlo collassare a terra da un momento all'altro. Nessuno seppe fare nulla, mentre il corpo di Regis tremava e gli ultimi respiri sembravano quasi rantoli soffocati pronti a smettere; un brivido percorse il corpo di Leste, mentre utilizzava la magia per percepire qualcosa, qualsiasi cosa, pur di capire cosa fare e come aiutare l'uomo di cui si era innamorato in cos&amp;igrave; poco tempo; strinse le labbra in una linea dritta, trattenendosi dal morderle per la paura e l'ansia che stava provando. Poi sent&amp;igrave; un sussurro leggero all'orecchio, come un ultima preghiera che gli veniva offerta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Le...ste... &amp;gt; sussurr&amp;ograve; Regis, guardandolo negli occhi per un ultima volta. Leste non pot&amp;eacute; fare altro che osservare quel momento come se stesse durando un'eternit&amp;agrave;: gli occhi di Regis si fissavano sul suo volto, immobili, mentre il suo corpo si irrigidiva per un istante e poi diventava molle fra le sue braccia. L'improvviso peso morto lo butt&amp;ograve; a terra e lui non fece nulla per trattenersi in piedi e non farsi schiacciare; fin&amp;igrave; sul pavimento, in ginocchio, mentre intorno a lui scoppiava il caos - ordini, richieste di aiuto, urla disperate; lui non ascoltava nulla, sentendo il peso della testa di Regis sulla sua spalla e la sua immobilit&amp;agrave; contro al suo corpo. Rimase immobile, incapace di registrare quello che stava succedendo, prima di lasciarsi sfuggire un urlo disperato ed accompagnato dal nome di Regis.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Titolo: Di veleni ed interrogatori - seconda parte&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fandom: Originale - COWTverse&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Personaggi: Leste dell'Orologio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pairing: Leste/Regis&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rating: Nsfw&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Conteggio Parole: 5200&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Warning: graphic description of violence; torture; interrogatorio; sadistic!Leste&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="B"&gt;Seconda Parte&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Leste stava camminando lungo il corridoio con passo di marcia; il suo sguardo era puntato dritto davanti a lui, l&amp;rsquo;espressione serissima e fredda; non c&amp;rsquo;era pi&amp;ugrave; niente del Leste di una volta, quello prima della morte di Regis.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Lo hanno trovato. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alla fine del percorso, c&amp;rsquo;era Shannen; quando era successo il fatto, aveva scoperto che il bicchiere di Regis doveva essere bevuto da Celes; si era gettato anche lui nella ricerca del servo che aveva servito loro le bevande, fino ad arrivare a questo risultato. Stessa cosa per Langley che, probabilmente, aveva contribuito a quel risultato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Grazie, Shannen. &amp;gt; rispose monocorde; gli fece appena un cenno, smuovendo un po' i capelli che si erano allungati durante quei giorni di ricerca. Si ferm&amp;ograve; davanti alla porta dove si trovava Shannen per un istante: si sistem&amp;ograve; gli abiti neri ed accollati, che richiamavano in parte lo stile di Regis. Non lo aveva fatto volontariamente, ma da un giorno all'altro aveva iniziato a cambiare ogni cosa di s&amp;eacute;, fino a portare omaggio a l'uomo con cui era pronto ad iniziare una relazione stabile - o quando meno a fermare il suo passaggio di letto in letto. Di tutta Tanit, oltre al figlio di Regis, lui era quello che aveva accusato un colpo pi&amp;ugrave; duro di quanto si aspettasse; la morte dello stregone dell'aria lo aveva devastato, facendolo sentire impotente mentre osservava gli ultimi istanti di vita dell'uomo senza poter fare nulla - senza capire cosa avesse provocato il soffocamento e la conseguente morte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Vuoi una mano? &amp;gt; domand&amp;ograve; il ragazzo, ottenendo un sorriso quasi maniacale in risposta. Oh, no. Non ne aveva bisogno. Nessuno avrebbe dovuto vedere quello che sarebbe successo in quella stanza e rischiare di essere coinvolto accidentalmente nella sua magia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; No. Ti far&amp;ograve; sapere i risultati alla fine di tutto. &amp;gt; esclam&amp;ograve; seriamente, quasi ordinandogli di andarsene il pi&amp;ugrave; lontano possibile da quella stanza. La sua rabbia era cos&amp;igrave; grande che non era certo di poter trattenere il suo potere all'interno di quelle quattro mura. &amp;lt; Allontanati il pi&amp;ugrave; possibile da qui. &amp;gt; aggiunse alla fine, mostrando un minimo di considerazione per chi gli stava attorno. L'amabile e carismatico Leste non esisteva quasi pi&amp;ugrave;, ma ogni tanto prendeva il sopravvento e dava l'impressione che non fosse morto insieme a Regis. Shannen lo osserv&amp;ograve; per qualche istante, prima di lasciarsi sfuggire un sospiro ed allontanarsi dalla stanza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Leste lo osserv&amp;ograve; allontanarsi da l&amp;igrave;, sentendo una stretta al cuore al pensiero che stesse raggiungendo Celes e Langley; per un egoistico momento, desider&amp;ograve; che Regis non avesse mai preso quel bicchiere e che il veleno avesse raggiunto il suo destinatario. Non doveva morire Regis. Lui doveva essere ancora al loro fianco. Le sue orecchie rimasero in attesa che ogni rumore fosse sparito, che l'eco dei passi di Shannen si fosse dissolto nell'aria e nel tempo assieme. Infine, fece un passo verso la porta e la spalanc&amp;ograve; lentamente; nel silenzio del corridoio il cigolio dei cardini fu quasi assordante, facendo scattare l'uomo legato alla sedia nel centro della stanza. Era ancora integro, senza alcun segno visibile sul suo corpo; gli occhi schizzavano a destra e a manca, alla ricerca di una via di fuga o di un modo per salvarsi a quell'interrogatorio, per salvarsi da Leste e dalla sua rabbia. Lo stregone ebbe un moto di gioia malsana, quando vide la paura e la certezza di morire farsi strada sul volto del servo; vide, come a rallentatore, il pomo d'Adamo salire e scendere ogni volta che tentava di deglutire e risolvere l'improvvisa secchezza alla gola. Leste gli offr&amp;igrave; un sorriso amabile, ma i suoi occhi scuri erano un pozzo di freddezza e crudelt&amp;agrave; mentre rimanevano fissi su di lui e sul suo volto pallido.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Buongiorno. &amp;gt; lo salut&amp;ograve; calmo, utilizzando quel tono di voce che gli aveva permesso di essere invitato nei letti di uomini e donne senza troppa resistenza; stonava completamente con l'aria gelida intorno a loro, i movimenti delle sue mani che andavano a tirare su le maniche della giacca di pelle e mettere in mostra i bicipiti sempre pi&amp;ugrave; allenati; aveva passato le ultime settimane a prepararsi a quel momento, allenando il fisico e la magia per ottenere il massimo risultato e non crollare per il troppo dispendio di energie.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; B-Buong-giorno. &amp;gt; rispose il servo, appiattendosi contro la sedia quando Leste gli lanci&amp;ograve; un'occhiata fredda ed attenta, mentre esaminava il pi&amp;ugrave; possibile il corpo dell'uomo davanti a lui con l'intento di colpire punti non vitali per distruggerlo lentamente e dolorosamente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Vedo che hai voce. &amp;gt; mormor&amp;ograve; fra s&amp;eacute; e s&amp;eacute;, come se stesse valutando per bene le capacit&amp;agrave; di comprensione del servo; si tenne a debita distanza da lui, iniziando a girare per la stanza con fare pensieroso. Il rumore dei suoi stivali contro al pavimento in pietra grezza era quasi assordante, unico suono presente nella stanza oltre al respiro affannoso del prigioniero. &amp;lt; Per chi era il veleno? &amp;gt; domand&amp;ograve; secco, all'improvviso. Il suo tono era un colpo di frusta ben assestato, violento ed inevitabile, che fece uggiolare di paura l'uomo. &amp;lt; Rispondi. &amp;gt; ordin&amp;ograve; con freddezza, fermandosi al suo fianco ad una distanza di un metro e mezzo, forse due metri.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; N-Non so d-di cosa p-parlate. &amp;gt; rispose con voce simile al pigolio di un pulcino. Cerc&amp;ograve; di farsi anche piccolo, con l'uomo indegno di essere in quel palazzo, come se tutto quello avesse potuto risparmiargli ogni genere di punizione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Bugiardo. &amp;gt; afferm&amp;ograve; senza alcun dubbio nella voce. Lo aveva riconosciuto; forse anche Celes lo aveva confermato, quando lo aveva visto prima di lui. Non sarebbe stato chiamato l&amp;igrave;, se non fosse stato il loro indiziato e, possibilmente, anche informatore sul mandante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; N-No... Non so d-di nessuno v-veleno. &amp;gt; ripet&amp;eacute; ancora scuotendo il capo pi&amp;ugrave; e pi&amp;ugrave; volte per avvalorare la sua risposta. Pensava forse che le parole di un bugiardo gli avrebbero salvato la vita? Stolto! Leste lo osserv&amp;ograve; con disgusto mal celato; un uomo senza valore che cercava di salvarsi quando non vi era alcuna possibilit&amp;agrave; di sopravvivere, se non avesse parlato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Sei stato tu a servire il bicchiere. &amp;gt; disse con voce chiara e sicura, mentre muoveva una mano con fare distratto. Stava gi&amp;agrave; iniziando a mettere in atto il suo piano per ottenere una risposta, creando una sfera d'acqua di medie dimensioni sopra la testa del colpevole. Non si fece notare, avendo il vizio di gesticolare ogni volta che parlava. &amp;lt; Per tua sfortuna, il veleno ha raggiunto il bersaglio. Per tua sfortuna, &amp;egrave; morto uno stregone molto importante per Tanit. Dunque, chi ti ha dato quel veleno? &amp;gt; domand&amp;ograve; questa volta, mentre l'uomo scuoteva la testa pi&amp;ugrave; volte. Leste sospir&amp;ograve; quasi esasperato, facendo un gesto della mano per bloccare i suoi gesti; l'uomo si blocc&amp;ograve;, ma il segno non era per lui: dalla bolla d'acqua che si era creata sopra la sua testa, senza che se ne accorgesse, iniziarono a scendere poche gocce lente e ritmiche sul cranio dell'uomo. Il servo alz&amp;ograve; lo sguardo in quel momento e spalanc&amp;ograve; gli occhi per la sorpresa, notando cosa si trovasse sopra di lui. Un altro gesto della mano di Leste e la bolla cadde direttamente sul suo volto, facendolo annaspare e tossire appena l'acqua entr&amp;ograve; nelle sue vie respiratorie; Leste lo osserv&amp;ograve; con indifferenza, mentre sputacchiava e respirava in rantoli per cercare di riprendere fiato; il corpo era scosso dagli spasmi della tosse, mentre si piegava in avanti trattenuto dalle corde che lo legavano alla sedia. Lo stregone del tempo fu subito su di lui: lo afferr&amp;ograve; per i capelli e lo tir&amp;ograve; in dietro, facendolo gemere di dolore per la forza utilizzata. Non avrebbe avuto cura di lui, se lo sguardo implorante voleva dire quello.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Dove hai preso quel veleno! &amp;gt; esclam&amp;ograve; con rabbia, scoprendo i denti in un ringhio contro al suo volto. E intanto la sua magia, ancora in suo controllo, andava a riformare un'altra bolla di acqua - pi&amp;ugrave; grande della precedente - sfruttando l'umidit&amp;agrave; intorno a loro; ne avrebbe prelevata direttamente anche dal corpo di quell'essere, se fosse stato necessario.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Non so di cosa state parlando. &amp;gt; esclam&amp;ograve; ancora, terrificato dalla situazione. La bolla cade nuovamente sul suo viso, bloccato gi&amp;agrave; verso l'altro dalla presa di Leste sui suoi capelli; lo stregone rimase fermo e non si allontan&amp;ograve; da lui, lasciando che l'acqua scivolasse sul suo braccio e suoi vestiti di pelle nera. L'interrogato toss&amp;igrave; ancora una volta, trovando pi&amp;ugrave; difficile trovare di nuovo il respiro e liberarsi dell'acqua nelle vie respiratorie.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Vuoi ancora mentire? &amp;gt; domand&amp;ograve; seriamente, stringendo il pugno nei suoi capelli e graffiandogli lo scalpo nel processo; pi&amp;ugrave; gli faceva male, meglio si sentiva; pi&amp;ugrave; questo gemeva di dolore, pi&amp;ugrave; il suo si quietava. Lo avrebbe torturato fino a non sentire pi&amp;ugrave; niente, fino ad ottenere quella risposta che voleva sapere ad ogni costo. Regis era morto per un malaugurato errore e lui gli avrebbe fatto pagare in ogni modo la sua disattenzione e la sua stupidit&amp;agrave;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Sto dicendo la verit&amp;agrave;! &amp;gt; esal&amp;ograve; fra i conati di tosse, il respiro ancora affannoso dopo aver recuperato il respiro a fatica. Leste lo degn&amp;ograve; di un'occhiata derisoria, mentre lasciava andare di colpo i suoi capelli dopo avergli spinto in avanti la testa con forza. Lo sent&amp;igrave; gemere, mentre gli voltava le spalle e si allontanava ancora da lui; gli dava le spalle, ma il numero di bolle d'acqua che si crearono intorno all'accusato erano sempre opera sua, in pieno controllo del suo potere: una dopo l'altra, senza dargli la possibilit&amp;agrave; di prepararsi e prendere fiato, si infransero contro al suo volto. Oltre all'impossibilit&amp;agrave; di respirare, si aggiunse anche l'impatto dell'acqua sul suo volto, come una piccola bomba che gli esplodeva in faccia e gli arrossava il viso, gli feriva gli occhi e la pelle; pi&amp;ugrave; lo sentiva gemere di dolore ed annaspare per l'aria, pi&amp;ugrave; la forza dell'acqua contro di lui aumentava, finch&amp;eacute; tutto non scese nel silenzio assoluto rotto solo dalle gocce d'acqua che cadevano sul pavimento. I respiri del servo erano corti e veloci, mentre cercava di mantenere conoscenza e prepararsi ad un'altra ondata di acqua. Questo Leste non glielo avrebbe permesso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il secondo giorno di tortura era gi&amp;agrave; iniziato all'alba; Leste non aveva voluto perdere alcun tempo. La domanda era sempre la stessa, cos&amp;igrave; come la risposta che riceveva dal servo accusato. Shannen e Langley, questa volta, erano fuori dalla porta ed ascoltavano ogni cosa di quello che succedeva, pronti ad intervenire nel caso in cui Leste non fosse stato pi&amp;ugrave; in grado di controllare la sua magia: era solo il secondo giorno e quei due si preoccupavano per nulla. Lui poteva andare avanti tranquillamente ancora per molti giorni, avendo a sua disposizione un numero infinito di torture da poter mettere in atto grazie alla sua magia. Solo se necessario sarebbe ricorso all'uso della manipolazione dello spazio per creare delle illusione; vista la testa dura del prigioniero, non faticava a credere che sarebbe arrivato fino a quel punto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Ancora una volta. &amp;gt; disse dopo qualche ora dall'inizio dell'interrogatorio, mentre teneva lo sguardo fisso negli occhi terrificati del servo. &amp;lt; Chi ti ha dato il veleno e per chi era? Regis? Celes? Me? &amp;gt; domand&amp;ograve; per l'ennesima volta, con la voce incredibilmente calma e fredda. Aveva abbandonato la giacca quel giorno, rimanendo in semplice maniche di camicia con i primi bottoni slacciati. Utilizzare la magia dell'aria creava una fonte di calore fastidiosa anche per lui, obbligandolo a rimanere in abiti leggeri.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Quale veleno? Io non so di nessun veleno! &amp;gt; rispose a voce alta il servo. Comprensibile, visto che aveva usato spostamenti d'aria rumorosi per assordarlo passo a passo. Dovevano provocare solo dei fastidi, fischi nelle orecchie e stordimento momentaneo, per spingerlo a dargli una risposta. Ma da ore continuava a dargli quella risposta inconcludente. Quale veleno? Davvero pensava che fosse cos&amp;igrave; stupido da non sapere a cosa si stesse riferendo?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Ricominciamo. &amp;gt; disse solamente, facendo un movimento della mano per creare uno spostamento d'aria abbastanza forte da causare un rumore di esplosione vicino all'orecchio del servo. Questi url&amp;ograve; ancora una volta, agitandosi sulla sedia per sfuggire alla fonte del rumore, fino a cadere a terra con tutta la sedia. Ancora una volta. A questo giro, per&amp;ograve;, non si prese nemmeno la briga di rialzarlo; avrebbe cercato ancora di sfuggire al suono - impossibile - fino a cadere a terra; forse la sua stupidit&amp;agrave; era dovuta alle botte che aveva preso in testa e che avevano causato degli ematomi sul viso e sulle tempie; un rivolo di sangue colava anche dal lato destro della testa, vicino all'attaccatura dei capelli: scendeva lungo lo zigomo e la guancia fino a raggiungere la mascella ed il collo imperlato di sudore. Si raggruppava al bordo della casacca lacera, sporcandola ancora di pi&amp;ugrave;. Sospir&amp;ograve; piano e si pass&amp;ograve; una mano sul volto, mentre calmava i pensieri ed iniziava prendere in considerazione diversi approcci per estorcergli una risposta sensata e veritiera.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Per chi era il veleno? &amp;gt; domand&amp;ograve; ancora una volta, avvicinandosi a lui; utilizz&amp;ograve; un piede per far girare la sedia e farlo mettere supino; lo osserv&amp;ograve; dall'alto con disgusto, mentre gli occhi dalle pupille dilatate del prigioniero lo guardavano e lo imploravano di smettere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Il veleno era per il veggente. Ora basta. Smettila. Non ce la faccio pi&amp;ugrave;! &amp;gt; esclam&amp;ograve; con voce acuta; fuori dalla porta arriv&amp;ograve; un rumore di colluttazione, prima che Shannen e Langley entrassero di colpo nella stanza. Li guard&amp;ograve; impassibile, prima di avvicinarsi a lui e posare una mano sulla spalla di entrambi; pass&amp;ograve; lo sguardo dall'uno all'altro, rafforzando la presa su di loro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Datevi un contegno. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; appena, in modo da farsi udire solo da loro. &amp;lt; Non avete idea di quanto io voglia ucciderlo in questo momento, ma non abbiamo tutte le informazioni che ci servono. &amp;gt; afferm&amp;ograve; con seriet&amp;agrave; e maturit&amp;agrave;; gli occhi dei compagni del Veggente scattarono da lui al prigioniero, combattuti su quale fosse l'azione giusta da fare. Massacrarlo di botte o lasciare che Leste lo torturasse ancora per ottenere qualche risposta in pi&amp;ugrave;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Prima della fine della settimana avremo tutte le risposte. &amp;gt; afferm&amp;ograve; con voce seria, lasciando le loro spalle e facendo un cenno per invitarli ad uscire dalla stanza prima di lui. Diede un'occhiata veloce al servo che aveva dato il veleno a Celes, ma che aveva ucciso Regis. Lo osserv&amp;ograve; con una rabbia che non sarebbe stata placata tanto facilmente: lo stregone dell'aria era stato ucciso per un maledetto errore, perch&amp;eacute; qualcuno aveva deciso di servirlo in un alcolico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Torner&amp;ograve;. &amp;gt; gli disse minaccioso, avviandosi verso la porta senza guardarsi pi&amp;ugrave; indietro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il terzo giorno non fu diverso dal primo: il servo faceva finta di non sapere, continuava a tergiversare sulle domande. La pazienza di Leste stava arrivando al suo limite, mentre infilava un ago nel collo del prigioniero; si premur&amp;ograve; di farlo penetrare lentamente, ignorando le urla di dolore ed i movimenti a scatti del corpo davanti a lui. Non era altro che un corpo, nulla di cos&amp;igrave; importante da preservare nella sua integrit&amp;agrave; e nel flusso vitale che percorreva quell'ammasso di carne che non meritava proprio di vivere. In un moto di rabbia improvvisa, fece penetrare l'ago in un sol colpo; probabilmente sfior&amp;ograve; qualche tendine o qualche nervo, perch&amp;eacute; il prigioniero lanci&amp;ograve; un urlo pi&amp;ugrave; alto di quelli precedenti ed il suo corpo ebbe uno spasmo pi&amp;ugrave; violento del solito.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Rispondi. Chi ti ha dato il veleno? &amp;gt; domand&amp;ograve; con rabbia, abbassandosi al suo livello per guardarlo negli occhi con minaccia evidente. Sarebbe andato avanti a qualunque costo, fino a farlo cedere e a rispondere ad ogni domanda come un uccellino addestrato a cantare ad ogni loro richiesta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Nessuno. Nessuno. &amp;gt; rispose ancora, facendo infuriare Leste ancora di pi&amp;ugrave;. Il volto pallido si contorse in una morsa infastidita, mentre afferrava un altro ago. Si spost&amp;ograve; alle sue spalle ed appoggi&amp;ograve; la punta d'acciaio contro la zona pi&amp;ugrave; morbida fra una costola e l'altra; l'acciaio penetr&amp;ograve; lentamente nella carne, sospinto dalle sue dita affusolate fino a farlo arrivare in profondit&amp;agrave;; i suoi polpastrelli sfiorarono la carne sotto di lui, ormai impossibilitato ad estrarre l'oggetto dal corpo che stava torturano. Si lasci&amp;ograve; sfuggire una risata quasi maniacale, pensando gi&amp;agrave; a come sfruttare il metallo presente nel suo corpo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; I veleni non appaiono magicamente nei bicchieri. Non ti dicono a chi darlo, senza che qualcuno lo faccia. &amp;gt; afferm&amp;ograve; seriamente, spingendo la punta del dito contro la punta dell'ago come se volesse spingerlo ancora pi&amp;ugrave; a fondo. Erano solo dieci centimetri di lunghezza, ma sicuramente stava andando a toccare qualcosa di vitale nel suo corpo. &amp;lt; Chi ti ha dato il veleno e le istruzioni. &amp;gt; disse con rabbia, premendo ancora una volta quel punto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Non so niente. &amp;gt; url&amp;ograve; il prigioniero, cercando di allontanarsi da lui e dal dito premuto sulla schiena. Ma pi&amp;ugrave; lui si allontanava, pi&amp;ugrave; Leste rincorreva quel punto aiutato anche dalle corte che legavano il corpo alla sedia. Non sarebbe sfuggito facilmente alla tortura ed alle sue domanda, al dolore ed al desiderio che la morte sopraggiungesse veloce. Leste non gli avrebbe concesso il lusso di morire velocemente come voleva, perch&amp;eacute; finch&amp;eacute; non avesse dato le risposte che cercava lui lo avrebbe torturato, perseguitato ed umiliato fino all'ultimo secondo in cui il suo cuore avrebbe battuto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Mentire non servir&amp;agrave; a darti una morte veloce. &amp;gt; gli fece notare, allontanandosi nuovamente da lui.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Leste aveva chiesto due giorni di isolamento del prigioniero. Due giorni in cui nessuno aveva avuto il permesso di entrare nella sua cella, se non per fornirgli solo dell'acqua necessaria a fargli superare quelle giornate di solitudine. La stanza in cui si trovava era stata resa completamente buia, senza che nessuna luce filtrasse per diradare un attimo l'oscurit&amp;agrave;. Leste non gli aveva nemmeno tolto gli aghi, lasciandoli nel suo corpo come un monito a ricordargli quello che aveva passato in uno dei giorni precedenti. Non era cos&amp;igrave; magnanimo da concedergli un attimo di pace senza avere un secondo fine.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando entr&amp;ograve; nella stanza al secondo giorno, bench&amp;eacute; la luce fosse scintillante attraverso l'unica finestra presente, sapeva che gli occhi del servo non vedessero nulla.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Icas. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Leste sent&amp;igrave; quelle parole ed un moto di gioia sembr&amp;ograve; prendere il sopravvento in lui. Avevano un nome, forse? Si avvicin&amp;ograve; con passo svelto e pesante a lui e lo afferr&amp;ograve; per le spalle, scuotendolo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Chi &amp;egrave; Icas? &amp;gt; domand&amp;ograve; con urgenza, scuotendolo ancora quando scosse di nuovo il capo. Leste ringhi&amp;ograve; e si stacc&amp;ograve; da lui; chiuse le mani in due pugni, come se il desiderio di sporcarsi le mani in modo pi&amp;ugrave; diretto fosse impossibile da ignorare. Ogni giorno il servo sembrava prendersi gioco di lui, portandolo vicino alla soluzione ma, al tempo stesso, molto lontano dalla verit&amp;agrave;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Ti far&amp;ograve; parlare. &amp;gt; disse alla fine, prendendo un respiro profondo. Dalle sue mani arriv&amp;ograve; il rumore dello sfrigolio della corrente, mentre energia elettrica di bassa intensit&amp;agrave; si concentrava sulle punte dei polpastrelli. &amp;lt; Prima della fine di questa giornata mi dirai tutto quanto. &amp;gt; afferm&amp;ograve; con convinzione, senza cedere alle disperazione di non riuscire mai a trovare il colpevole reale. Quell'uomo avrebbe pagato comunque per aver portato a termine il compito, ma chi avrebbe subito i danni maggiori era la persona che muoveva le fila di quell'assurdo gioco di enigmi. Leste avvicin&amp;ograve; subito la mano alla sua spalla, appoggiandola in quel punto e rafforzando la presa; lo sfrigolio di carne e l'odore di bruciato arrivarono al suo naso prima del sussulto e del gemito di sorpresa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;quot;Troppo bassa&amp;quot;, pens&amp;ograve; mentre allontanava la mano e guardava il servitore che girava il volto a destra e a sinistra come se volesse guardare qualcosa; il mondo gli rimandava solamente buio assoluto. Finch&amp;eacute; Leste non avesse sciolto l'incantesimo, l'oscurit&amp;agrave; avrebbe regnato per sempre intorno a lui.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo stregone osserv&amp;ograve; ancora una volta la mano e piccole scintille partirono dalla punta delle sue dita mentre l'elettricit&amp;agrave; aumentava piano piano; si ferm&amp;ograve; solamente quando anche il suo palmo inizi&amp;ograve; a percepire una leggera scossa, ricordandogli che esisteva un limite oltre il quale gli stregoni venivano influenzati dalla loro stessa magia. Si avvicin&amp;ograve; di nuovo a lui e, questa volta, and&amp;ograve; a sfiorare appena uno degli aghi d'acciaio ancora conficcati nel suo corpo. La scarica che provoc&amp;ograve; e che percorse il corpo del prigioniero lo fece scuotere come se stesse per avere uno spasmo prima di morire; le labbra si spalancarono in un urlo sordo, mentre gli occhi roteavano all'indietro quasi a sparire. Ritir&amp;ograve; la mano solo in quel momento, studiando il limite di quel corpo e fino a che punto la tortura sarebbe diventata morte certa. Il corpo fumava per la scarica, qualche ciocca di capelli sembrava bruciacchiata sulle punte, mentre il punto intorno all'ago sfrigolava ed era rossastro come la carne viva.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Leste osserv&amp;ograve; il suo operato con particolare soddisfazione, accennando un debole sorriso senza gioia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Chi &amp;egrave; Icas? &amp;gt; domand&amp;ograve; ancora e ancora; rimanendo vicino al suo corpo e toccando i punti in cui si trovavano gli aghi affondati nella sua carne. Le scosse arrivavano pi&amp;ugrave; in profondit&amp;agrave;, lacerando la pelle dove entrava in contatto con la scossa. La magia del tuono poteva essere molto utile in quei momenti, ma si stava rivelando un vicolo cieco per la lingua legata dell'uomo. Leste scosse velocemente la mano e richiam&amp;ograve; a s&amp;eacute; la magia, annullandola completamente. Sentiva i polpastrelli pi&amp;ugrave; sensibili del solito, con un leggero formicolio che indicava la lunga durata dell'incantesimo. Si mise a camminare avanti e indietro per la stanza, ignorando completamente il servo. Almeno finch&amp;eacute; questi non decise di parlare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Perch&amp;eacute; vi interessa tanto, Leste dell'Orologio? &amp;gt; domand&amp;ograve; con voce flebile, la testa abbandonata in avanti per la stanchezza che la tortura e l'elettricit&amp;agrave; gli avevano causato. Non sarebbe stata una sorpresa se parte del suo cervello fosse stato danneggiato in qualche modo, magari cancellando ricordi che non dovevano essere dimenticati.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Perch&amp;eacute; hai commesso un crimine. &amp;gt; disse meccanicamente, andando a posizionarsi davanti a lui. Aveva gli occhi aperti, anche se la cecit&amp;agrave; che gli aveva causato annullava completamente la possibilit&amp;agrave; di vedere qualsiasi cosa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Uhm. Capisco. E Regis dell'Aliante, chi era per voi? &amp;gt; domand&amp;ograve; ancora; nella sua voce c'era una vena di divertimento, come se sapesse gi&amp;agrave; la sua risposta ma volesse sentirla arrivare direttamente dalla sua bocca.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Penso che sia ovvio. Le voci devono essere arrivate anche a te. &amp;gt; gli disse con sarcasmo, guardandolo dall'alto con disgusto, lo stesso con cui si guardava un insetto che si voleva schiacciare ma che avrebbe lasciato una sgradevole macchia sul pavimento. Leste mosse le dita delle mani, quasi le volesse sgranchire; o forse stava resistendo semplicemente alla tentazione di dargli un pugno. Non ricevendo alcuna risposta da lui, il servo inizi&amp;ograve; a ridacchiare in modo isterico; le spalle tremavano, prima che tirasse indietro la testa ed incominciasse a ridere a squarciagola. Ed in quella risata uscirono poche e semplici parole.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Icas. Io mi chiamo Icas. &amp;gt; disse come se fosse la cosa pi&amp;ugrave; divertente che potesse dire.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'urlo frustrato di Leste sorpass&amp;ograve; la risata, mentre voltava le spalle ad Icas ed usciva dalla stanza, sbattendosi la porta alle spalle.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Avvisate Shannen che voglio parlare con lui. &amp;gt; ordin&amp;ograve; alle guardie pi&amp;ugrave; vicine, superandole con passo di marcia. La sua pazienza era arrivata al limite estremo e questa volta non poteva fare altro che cedere ed usare la manipolazione della realt&amp;agrave; per ottenere le risposte con la forza. Tutti avrebbero saputo chi era il mandante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lui vedeva ogni cosa dell'illusione. Sapeva cosa stava passando il prigioniero e questo gli dava una gioia immensa; aveva alterato la realt&amp;agrave; intorno al servo, creando una situazione mortale solo per lui. Bench&amp;eacute; fosse richiesto un grande utilizzo della sua energia magica, era ormai allenato da far durare tutto quello per almeno un'ora, finch&amp;eacute; l'illusione fosse rimasta circoscritta alla stanza ed ai pochi metri intorno al prigioniero. Essendo l'ultimo tentativo che stava facendo, dopo aver portato avanti un inconcludente interrogatorio su chi e perch&amp;eacute; volesse avvelenare Celes, ancora una volta i compagni del veggente erano presenti nella stanza. Loro non potevano vedere quello che stava subendo, ma osservavano l'uomo dimenarsi ed urlare come se stesse subendo la peggiore delle torture utilizzata su Tanit. Ed in effetti era cos&amp;igrave;, ma solo nella sua mente. Leste poteva vedere tutto, ogni singola cosa che quelle guardie illusorie gli stavano facendo: in quel preciso istante lo stavano mettendo all'interno della Vergine di ferro, un meccanismo di tortura che provocava una morte lenta e dolorosa; le lame all'interno del contenitore erano posizionate lontane dagli organi vitali, ma penetravano nella carne in zone altrettanto dolorose e mortali. L'uomo urlo spaventato, dimenandosi nella presa delle guardie, cercando di sfuggire al suo destino; non aveva alcuna possibilit&amp;agrave;, perch&amp;eacute; l'illusione sarebbe andata come Leste voleva. Niente sarebbe sfuggito al suo controllo. Il contenitore, a grandezza d'uomo, si chiuse con un colpo secco e le urla diventarono pi&amp;ugrave; forti ed assordanti; nel suo raggio visivo, vide Langley e Shannen sussultare per la sorpresa, ma li ignor&amp;ograve; in favore di concentrare la sua energia nella manipolazione della realt&amp;agrave; e della mente del prigioniero.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; La domanda &amp;egrave; sempre la stessa, Icas. &amp;gt; disse mentre camminava avanti e indietro, davanti all'uomo. In uno degli interrogatori aveva dato il suo nome, rendendo in utile un'altra giornata di tentativi. Sembrava pi&amp;ugrave; che si prendesse gioco di loro, invece che dare l'impressione di non sapere nulla del veleno e degli obiettivi di chi glielo aveva consegnato. &amp;lt; Chi ti ha ordinato di mettere il veleno nel bicchiere di Celes? &amp;gt; domand&amp;ograve; per l'ennesima volta, ormai una domanda che aveva imparato a memoria parola per parola per tutte le volte in cui l'aveva ripetuta. Dall'interno della Vergine di ferro continuavano ad arrivare le urla e le sue inutili bugie, di come tutto fosse gi&amp;agrave; pronto e che lui era una vittima innocente dei piani di qualcun altro. Aveva smesso di crederci la prima volta in cui aveva sentito quelle parole. Come se l'aver dato quel bicchiere proprio al veggente fosse stata solo un malaugurato sbaglio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Leste scosse piano il capo e con un gesto della mano l'illusione svan&amp;igrave;. Non c'era sangue, non c'erano urla di dolore; solo il respiro affannoso di Icas e le sue preghiere per essere risparmiato. Non lo avrebbe fatto; ancor prima di trovare il mandante, lui doveva vendicare la morte di Regis a qualsiasi costo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Non va bene. Lo sai che chi mente viene punito? &amp;gt; domand&amp;ograve; retorico e con un velo di sadismo nella voce; le sue labbra si tirarono in un sorriso al limite della follia, mentre un gesto della mano andava a creare l'ennesima tortura. Questa volta Icas era sdraiato sulla ruota di un carro, con gambe e piedi legati alle ginocchia ed ai gomiti; stava dando l'impressione di trovarsi davanti ad uno stuolo di persone, che bisbigliavano fra di loro con occhi accusatori.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; &amp;egrave; lui che ha ucciso Regis dell'Aliante. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Il nostro capo avr&amp;agrave; finalmente giustizia. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Bastardo! &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Muori tu adesso, stronzo. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Ti meriti la tortura. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Servitore infame, per te solo lame. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Leste si sent&amp;igrave; particolarmente compiaciuto nell'ascoltare quelle parole; sebbene fosse solo un'illusione, aveva dato l'idea di come Regis fosse davvero amato da tutta la corte e da Tanit. Di come lui lo amasse al punto da arrivare ad usare le sue abilit&amp;agrave; illusorie, nonostante prosciugassero tutta la sua energia. Per dare un senso reale alla manipolazione della realt&amp;agrave;, cre&amp;ograve; un altro s&amp;eacute; stesso che si present&amp;ograve; come giudice di quella tortura: si volt&amp;ograve; verso il pubblico presente ed apr&amp;igrave; le braccia come in un caldo abbraccio a quelle persone che avevano a cuore Regis.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Finalmente abbiamo scovato l'assassino. L'uomo che ci ha privato di qualcuno tanto amato come Regis dell'Aliante. &amp;gt; disse con solennit&amp;agrave;, facendo scorrere lo sguardo castano scuro su tutte le persone. &amp;lt; Sono stato scelto per elargire una punizione a quest'uomo, affinch&amp;eacute; paghi con il sangue l'affronto fatto a Tanit ed alla sua gente. &amp;gt; dichiar&amp;ograve; alla fine, facendo un gesto con la mano alle guardie - ora munite di mazza; erano quattro ed ognuna di loro si posizion&amp;ograve; vicino agli arti legati dell'uomo. Lentamente alzarono le mazze verso il cielo, eseguendo il gesto che emulava la stessa solennit&amp;agrave; con cui aveva annunciato quell'esecuzione; ad un suo cenno calarono le mazze con dei colpi secchi. La piazza, diventata all'improvviso silenziosa, si riemp&amp;igrave; del rumore dei colpi e delle urla di Icas; ogni tanto il rumore di ossa spezzate veniva udito al di sotto dei colpi, mentre gli arti finivano penzoloni e scomposti oltre la ruota a cui era legato; il sangue colava lungo le braccia e le gambe, gocciolando a terra in una pozza sempre pi&amp;ugrave; ampia. Le guardi si allontanarono e all'illusione di Leste fu data di nuovo la parola.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Quest'uomo si &amp;egrave; preso la colpa di ogni cosa ed ora attender&amp;agrave; la morte qui, dove tutti potranno vederlo, come avviso a chiunque gli abbia ordinato di uccidere il nostro amato Regis: il prossimo ad essere punito sar&amp;agrave; lui. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le ultime parole di Leste vennero nascoste dalle urla di Icas, dolore e disperazione assieme, mentre chiedeva piet&amp;agrave; e perdono; il servitore continuava a chiamare qualcuno, a chiedere di essere aiutato e liberato da quelle catene, da quel dolore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Chi stai chiamando, Icas? Chi &amp;egrave; che implori cos&amp;igrave; tanto per essere salvato e liberato? &amp;gt; disse il vero Leste, quello che muoveva ancora l'illusione come se fosse la realt&amp;agrave;. &amp;lt; Sai che finir&amp;agrave; tutto se deciderai di dirmi quel nome. &amp;gt; concluse con tono sincero, perch&amp;eacute; infine gli avrebbero dato la morte se il mandante fosse uscito allo scoperto. Leste si avvicin&amp;ograve; all'uomo sulla sedia, come lo vedeva in realt&amp;agrave;, appoggiandosi con le mani allo schienale. &amp;lt; Dimmi quel nome. &amp;gt; sbott&amp;ograve; con un ringhio, incrociando gli occhi vacui e privi di voglia di vivere di Icas.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Il suo nome... &amp;gt; sussurr&amp;ograve; piano, alzando il volto verso Leste. &amp;lt; Lei &amp;egrave;... &amp;gt; Mosse le labbra a sillabare un nome con un sussurro, facendo sgranare gli occhi di Leste all'improvviso. Scatt&amp;ograve; subito indietro e l'illusione spar&amp;igrave; velocemente. Icas cadde in avanti, sfinito dal dolore e dall'illusione, mentre Leste si mantenne in piedi - saldo, ma tremante - mentre registrava a stento le parole che gli erano state dette.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Leste, chi &amp;egrave; stato? &amp;gt; domand&amp;ograve; Langley all'improvviso, con urgenza nella voce, facendo un passo verso di lui. Shannen gli mise una mano sulla spalla e lo blocc&amp;ograve; subito, mentre Leste si voltava a guardare entrambi con gli occhi sgranati e sorpresi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le sue labbra si schiusero pi&amp;ugrave; volte senza emettere un solo suono; tutti avevano sentito quel nome a Tanit e nelle Lande. Nessuno ignorava il suo significato e ci&amp;ograve; che aveva provocato alle persone che pi&amp;ugrave; avevano care. Gli ci vollero diversi minuti prima di ritrovare di nuovo l'uso della parola e dire finalmente quel nome, cosa che gli tolse tutte le forze e la possibilit&amp;agrave; di trovare la persona su cui scaricare la vendetta personale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Celestia. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=23031" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Tonight I'm **** you</title>
    <published>2020-03-28T20:48:17Z</published>
    <updated>2020-03-28T20:48:17Z</updated>
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    <content type="html">&lt;div&gt;&lt;div&gt;Titolo: Tonight I'm **** you&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fandom: Originale - COWTverse&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Personaggi: Leste dell'Orologio; Regis dell'Aliante&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pairing: Regis/Leste&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rating: NSFW&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Conteggio Parole: 3806&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Warning: explicit sexual content; M1B; NSFW; pining;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;esercito festeggiava quel lieto giorno. Ogni abitante di Tanit si lasciava andare alla gioia e all&amp;rsquo;euforia di quella sera. Le Lande erano state risanate, le fondamenta diventate pi&amp;ugrave; forti ed i popoli erano finalmente al sicuro. Il Veggente festeggiava con i suoi compagni la lieta notizia, ancora scosso dal tradimento del suo corpo ma felice di sapere sua madre ancora viva. Lontano dal baccano di quella serata, Regis osservava con la solita pazienza ogni istante che passava davanti ai suoi occhi, le labbra leggermente tirate in un sorriso; anche se aveva chiesto una ricompensa - e Celes aveva deciso di darne una a tutti loro - non era in vena di riscuoterla; nessuno di loro lo sembrava veramente, presi da quel momento, ognuno in un angolo diverso del grande salone ed intento a fare pi&amp;ugrave; i propri affari che a ricercare l'attenzione del veggente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Pensieroso come sempre, Regis dell&amp;rsquo;Aliante?&amp;zwnj; &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Leste si era avvicinato a lui con passo leggero, ma senza creare alcuna sorpresa in lui; gi&amp;agrave; aveva percepito l&amp;rsquo;aria muoversi insieme a lui, intenta ad avvisarlo del suo arrivo; si volt&amp;ograve; a guardarlo e per un istante i suoi occhi scivolarono lungo la sua figura, forse soffermandosi troppo a lungo alla ricerca di un punto particolare che aveva notato diverse volte durante quelle settimane di lavoro e convivenza forzata. Leste doveva aver notato il suo sguardo, perch&amp;eacute;&amp;zwnj; ammicc&amp;ograve; e fece un sorriso soddisfatto. Regis sapeva benissimo come adorava essere ammirato, soprattutto grazie a quegli abiti cos&amp;igrave; succinti che lasciavano poco all'immaginazione, ma anche troppo celanti per non desiderare di strapparglieli di dosso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Non proprio! &amp;gt; gli rispose con un cenno esasperato delle spalle. La sua nomea a corte era nota anche a lui, che tentava di rimanere lontano pi&amp;ugrave; possibile dai gossip - sia come protagonista che come ascoltatore. La presenza di un figlio a cui era infinitamente legato lo spingeva a quella vita quasi di isolamento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Quindi?&amp;zwnj; Perch&amp;eacute;&amp;zwnj; ti sei isolato da tutti? &amp;gt; domand&amp;ograve; curioso, accennando ancora ad un sorriso divertito prima di girarsi verso la sala e dargli una bella visuale sul suo fondoschiena. Per nulla imbarazzato lo fiss&amp;ograve; per qualche secondo, contemplando in silenzio la rotondit&amp;agrave; visibile anche attraverso quegli abiti - che lasciavano poco all&amp;rsquo;immaginazione da quanto erano stretti e rilevanti. &amp;lt; Non vuoi rispondermi? &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;ldquo;Avrei qualcos'altro a cui pensare&amp;rdquo;, avrebbe voluto dirgli; e quel qualcosa a cui pensare era proprio lui, ma era comunque un uomo abbastanza paziente e poteva tranquillamente attendere il momento giusto. &amp;lt; Ho cercato solo un attimo di tranquillit&amp;agrave;. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Uhm&amp;hellip; Capisco. &amp;gt; rispose sibillino, guardandolo da sopra la spalla con una risata divertita negli occhi, prima di spostare lo sguardo verso Celes, Langley e Shannen. &amp;lt; Stai aspettando il premio? &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Regis lo guard&amp;ograve; per un attimo sorpreso, prima di lasciarsi andare ad una risata divertita. Era stato preso chiaramente alla sprovvista, se quella risata sfuggiva cos&amp;igrave; facilmente alle sue labbra; scosse piano il capo, smuovendo leggermente quelle ciocche di capelli pi&amp;ugrave; lunghi. &amp;lt; No, per nulla. In questo momento non sono interessato. Come voi tre, d'altronde. &amp;gt; lo punzecchi&amp;ograve; un attimo, facendo un passo avanti e sistemandosi al suo fianco. Gli lanci&amp;ograve; un&amp;rsquo;occhiata calda quasi quanto l&amp;rsquo;aria del salone; con tutta quella gente era normale che l&amp;rsquo;atmosfera si scaldasse. Eppure nello sguardo di Regis c&amp;rsquo;era altro: c&amp;rsquo;era un desiderio sopito da tempo ed una passione che, in quel preciso istante, era indirizzata a qualcuno che non fosse Celes. Leste si sent&amp;igrave; lusingato di essere il ricevente di quello sguardo, felice di aver attirato gli occhi ed il desiderio del pi&amp;ugrave; recluso degli stregoni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; S&amp;igrave;, in effetti, il mio interesse &amp;egrave; altrove. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; piano, ricambiando il suo sguardo. Gli fece un sorrisetto, prima di voltargli le spalle; cammin&amp;ograve; fino a sparire oltre ad un angolo - probabilmente lungo un corridoio - guardandosi alle spalle una sola volta. Regis rimase fermo, lo guard&amp;ograve; con quella calma che lo accompagnava sempre, prima di concedersi un&amp;rsquo;occhiata veloce intorno ed un sorriso divertito. Incroci&amp;ograve; per un attimo lo sguardo degli altri stregoni e ricevette da loro uno sguardo di incoraggiamento; tutti e tre sapevano che lui e Leste sarebbero stati sulla bocca di tutti il giorno successivo, ma non trovava cos&amp;igrave; difficile accettarlo. Per una volta poteva anche uscire dalla sua vita tranquilla e pacifica ed essere accostato ad uno degli stregoni pi&amp;ugrave; discussi della corte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Regis fece un ultimo cenno a Yande e Rufus, voltando loro le spalle per allontanarsi verso la strada che aveva gi&amp;agrave; preso Leste; la fretta era evidente nel pi&amp;ugrave; giovane dei due, come se rallentare un attimo gli avesse tolto del tempo prezioso, come se non volesse sprecare un solo secondo. Tutto il contrario di lui, che sembrava l&amp;rsquo;incarnazione della calma e della pazienza - come una brezza leggera che muoveva le foglie degli alberi e carezzava la pelle di ogni creatura. Percorse il corridoio, osservando la sua schiena qualche metro pi&amp;ugrave; avanti; non affrett&amp;ograve; il passo - sembrava rallentarlo invece - come a godersi ancora di pi&amp;ugrave; quell&amp;rsquo;attesa e l&amp;rsquo;impazienza che faceva fremere il corpo di Leste.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Avanti. Sei troppo lento! &amp;gt; esclam&amp;ograve; con voce alta Leste, fermandosi per un attimo alla fine del corridoio prima di imbucarne un altro, sulla sinistra. Regis si lasci&amp;ograve; sfuggire una risata divertita, sicuro che l&amp;rsquo;aria l&amp;rsquo;avrebbe trasportata fino alle orecchie di quel frettoloso di Leste. Erano cos&amp;igrave; diversi, eppure non poteva fare a meno di desiderare lo stregone; poteva giurare che la cosa fosse reciproca, vista la reazione dell&amp;rsquo;altro. Quando svolt&amp;ograve; l&amp;rsquo;angolo, si trov&amp;ograve; faccia a faccia con Leste - spazientito ed imbronciato davanti a lui: aveva le braccia incrociate al petto ed un piede che batteva a terra in modo veloce e ritmico. &amp;lt; Il tempo non va sprecato! &amp;gt; gli disse seriamente, anche se il suo volto giovane e dai lineamenti cos&amp;igrave; morbidi attutivano l&amp;rsquo;espressione che cerca di farsi minacciosa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Regis gli sorrise, mentre alzava la mano verso il volto dello stregone. Sembrava che fosse l&amp;rsquo;aria a guidare le sue mosse, spostare i suoi arti fino a guidarli nella posizione giusta: le dita della mano destra sfiorarono la sua guancia pallida, mentre la sinistra strinse quella di Leste con forza. &amp;lt; Non &amp;egrave; tempo sprecato. Un po&amp;rsquo; di attesa non rende tutto pi&amp;ugrave; eccitante, Leste? Non ti piace godere di ogni istante, anche quello pi&amp;ugrave; lungo? &amp;gt; domand&amp;ograve; quasi con dolcezza, inclinando il capo di lato. Avevano visioni cos&amp;igrave; diverse nel modo di fare le cose; forse l'et&amp;agrave; e le esperienze li avevano portati lungo quelle strade cos&amp;igrave; dissimili, da avere una visione differente della vita stessa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; No. Per niente! Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; nulla di bello nell&amp;rsquo;attesa, quando vuoi qualcosa con tutto te stesso. &amp;gt; afferm&amp;ograve; con voce chiara e sicura, tenendo ancora quel broncio. Regis non poteva fare a meno di trovarlo cos&amp;igrave; adorabile al punto che i suoi lineamenti duri si addolcivano ancora di pi&amp;ugrave;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Ma aspettare non vuol dire godere meno quando otterrai quello che vuoi, Leste. &amp;gt; gli fece notare, mentre la sua carezza leggera come una brezza primaverile si spostava dalla guancia alla nuca dello stregone; fece una leggera pressione finch&amp;eacute; le loro fronti non furono l&amp;rsquo;una contro l&amp;rsquo;altra. &amp;lt; Vediamo cosa ne penserai dopo. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; piano, premendo le labbra contro le sue - infine. Regis sent&amp;igrave; un gemito da parte di Leste morire contro alle sue labbra, mentre lui stesso approfittava del momento per cercare la sua lingua; sfrutt&amp;ograve; quelle labbra dischiuse per invadere la sua bocca, esplorarla con leggere lappate e spingersi piano contro la sua lingua. Non era mai stato un appassionato di baci cos&amp;igrave; lunghi, ma la bocca di Leste era calda ed accogliente ed il suo sapore lo inebriava al punto da non volersi staccare. Le loro azioni si sincronizzarono perfettamente, mentre i volti si spostavano per poter avere un raggio di azione maggiore; lo stregone del tempo apr&amp;igrave; ancora di pi&amp;ugrave; la bocca, facendo guizzare la lingua al di fuori per esplorare quella di Regis con foga e fretta. Classico di lui, ma un'azione che gli fece sfuggire un sospiro insoddisfatto; anche se l'aria iniziava a mancare, Regis voleva di pi&amp;ugrave;. Fu Leste, alla fine, il primo ad allontanarsi e a mettere fine a quel bacio, con il fiato corto ed il petto che alzava ed abbassava con velocit&amp;agrave; contro al suo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Tu sei uno stregone dell&amp;rsquo;aria ed avrai anche trovato un modo per sopravvivere senza, ma io no! &amp;gt; gli disse con sarcasmo, ma con una flessione cos&amp;igrave; divertita da non potersi offendere a quell'interruzione; il rosso spiccava contro alla pelle candida del volto, dando l'impressione che la temperatura del suo corpo si stesse alzando insieme al desiderio. Regis lo osserv&amp;ograve; con attenzione, mentre allontanava da lui le mani e lo lasciava di nuovo libero di muoversi; non era tipo da legare qualcuno a s&amp;eacute;, aveva imparato ad amare la libert&amp;agrave; in ogni sua forma - anche quando riguardava lasciare spazio agli altri. In quel caso, per&amp;ograve;, si era rivelato pi&amp;ugrave; difficile allontanarsi da quel contatto cos&amp;igrave; desiderato, forse da quando aveva avuto modo di scoprire quanto maturo e potente fosse in realt&amp;agrave; Leste. &amp;lt; E comunque&amp;hellip; Forse avevi ragione. &amp;gt; mormor&amp;ograve; piano, allontanando un po&amp;rsquo; lo sguardo da lui.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Regis si lasci&amp;ograve; sfuggire una risata, mentre prendeva la sua mano e la stringeva con forza nella sua. Era un suono caldo in grado di sciogliere anche il cuore pi&amp;ugrave; freddo e questo fece aumentare ancora di pi&amp;ugrave; il rossore sulle guance di Leste; mai si era sentito cos&amp;igrave; in imbarazzo prima di quel momento e mai aveva provato una sensazione cos&amp;igrave; piacevole al petto che sembrava riscaldarlo pi&amp;ugrave; di qualsiasi altra cosa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Tutto bene? &amp;gt; domand&amp;ograve; allo stregone, accarezzandogli il dorso della mano con il pollice. Lo guard&amp;ograve; con attenzione, scrutandolo con gli occhi grigi; Leste torn&amp;ograve; a guardarlo con leggero imbarazzo, ma l'innocenza apparente del tutto sparita dai suoi lineamenti morbidi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; S&amp;igrave;, s&amp;igrave;. &amp;gt; ripet&amp;eacute; due volte, un po' affannato e frettoloso mentre ricambiava la stretta di Regis con la sua mano; lo tir&amp;ograve; verso di s&amp;eacute; di colpo, sfruttando quel momento di calma apparente e gli avvolse avvolse il collo con un braccio per farlo abbassare alla sua altezza: non ci avrebbe minimamente pensato di mettersi in punta di piedi per poterlo baciare come stava facendo in quel momento, con trasporto e disperazione - e con l'intento di farlo cedere, di far sparire quella maschera di calma ed indifferenza che lo accompagnava ogni volta che parlavano di qualsiasi cosa. &amp;lt; Star&amp;ograve; meglio quando, finalmente, ti deciderai a scoparmi come si deve. &amp;gt; sbott&amp;ograve; contro alle sue labbra, mordendogli il labbro inferiore con forza - una punizione che si meritava dopo tutto il tempo che gli aveva fatto aspettare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; D'accordo, va bene. &amp;gt; ridacchi&amp;ograve; Regis, anche se la sua voce era altrettanto affannosa e poco calma; si era lasciato sfuggire anche un gemito, preso in contropiede dalle azioni del pi&amp;ugrave; giovane. &amp;lt; Andiamo. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; poi, rafforzando la presa sulla sua mano; Leste lo tir&amp;ograve; velocemente e questa volta rimase al passo, non rallent&amp;ograve; per giocare a chi resisteva di pi&amp;ugrave;; si lasci&amp;ograve; guidare fino alla prima porta disponibile - una stanza con letto a baldacchino che Leste doveva gi&amp;agrave; conoscere - e si chiuse la porta alle spalle, pochi istanti prima di essere attaccato da Leste e dalla sua bocca vorace: lo accolse fra le sue braccia, lo strinse a s&amp;eacute; con forza e ricambi&amp;ograve; il suo bacio con desiderio irrefrenabile; il loro respiri si mischiarono insieme ai sussurri che chiamavano i loro nomi e davano indicazioni all'altro; le sue mani scesero dalla schiena fino al sedere di Leste: lo strinse con forza e ne tast&amp;ograve; le rotondit&amp;agrave;, apprezzando il tutto con un gemito. Non poteva negare che, fra gli stregoni, fosse quello decisamente dotato di un lato b migliore di tutti. Gli massaggi&amp;ograve; il sedere attraverso i pantaloni, cercando quasi un contatto maggiore senza togliergli gli indumenti. Ah, quanto desiderava avere una magia in grado di poter far sparire ogni cosa che indossavano in poco tempo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Ti piace? &amp;gt; domand&amp;ograve; Leste, divertito e malizioso, gi&amp;agrave; impegnato a liberarlo dagli abiti comodi e semplici che era indossava ogni volta, anche in occasioni di festa come quella sera.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Troppo. &amp;gt; rispose con una risata, tastando ancora le natiche finch&amp;eacute; non fu obbligato a staccare le mani; i suoi indumenti sparirono in fretta, almeno quanto quelli di Leste, pi&amp;ugrave; facili da sfilare per l'incuria con cui lo stregone li indossava - non che avesse da ridire a quella mise trasandata: era il motivo per cui i suoi occhi venivano sempre catalizzati verso di lui. Lo aveva desiderato perch&amp;eacute; aveva gi&amp;agrave; mostrato ci&amp;ograve; che poteva offrirgli, almeno in parte; e non aveva mai pensato meno di lui. Aveva visto coraggio nel suo portamento e sfacciataggine nei suoi modi che lo rendevano il migliore in quella corte dove tutti si comportavano secondo l'etichetta. E la gente si domandava per lui, Regis, avesse consentito al figlio di studiare su Titania. Come poteva permettergli di continuare la sua educazione in un luogo dove lo avrebbero giudicato per ogni cosa fatta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Concentrati su di me. &amp;gt; disse Leste all'improvviso, finalmente nudo davanti ai suoi occhi; vederlo cos&amp;igrave; lo rendeva magnifico, bellissimo ai suoi occhi e solo per lui - almeno in quel momento; la luce della luna illuminava la pelle chiara, non quanto quella di Rufus, ma di una tonalit&amp;agrave; rosea che accendeva il desiderio di divorarlo centimetro dopo centimetro. Ora s&amp;igrave; che si sarebbe concentrato su di lui; nessun pensiero avrebbe allontanato la mente da quella visione celestiale e demoniaca allo stesso tempo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Non allontaner&amp;ograve; gli occhi da te per un solo istante, Leste dell'Orologio. &amp;gt; gli disse con voce sicura, facendo dei passi controllati verso di lui; ogni volta che si avvicinava, Leste faceva qualche passo indietro e metteva una distanza fra di loro che non era eccessiva, ma non gli permetteva di toccarlo realmente. Pochi passi ancora e furono finalmente su quel letto e finalmente Regis pot&amp;eacute; di nuovo stringerlo fra le sue braccia; gli avvolse la vita con forza e lo avvicin&amp;ograve; a s&amp;eacute;, i loro corpi nudi finalmente a stretto contatto; le loro eccitazioni erano ormai evidenti, niente poteva davvero diminuire il desiderio che c'era fra di loro in quel momento e nessuno sarebbe riuscito ad interromperli. &amp;lt; Ti ho preso. E sei mio. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; un istante prima di catturare ancora quelle labbra; si dovette inclinare in avanti, perch&amp;eacute; Leste era poco intenzionato a facilitargli quel gesto, ad andargli incontro alzandosi sulle punte. Era un uomo che si faceva desiderare in modo completo, senza vie di mezzo. Ogni azione che faceva era indirizzata ad accendere l'attenzione nei propri confronti e tutto portava alla soddisfazione di ci&amp;ograve; che provava. Totalmente diverso da Celes, che gli sarebbe saltato addosso senza problemi se Nonna Giovanna non lo avesse bloccato sul pi&amp;ugrave; bello.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Cosa dicevi? &amp;gt; mormor&amp;ograve; Leste con un morso sulle sue labbra, lasciandosi cadere all'indietro sul letto e trascinandosi dietro Regis utilizzando il suo peso come leva; Regis dovette lasciare la presa sulla sua vita per attutire la caduta con le mani e non crollargli addosso, nonostante Leste fosse ben allenato ed in grado di sopportare ben altro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Lo so. Ma non ho potuto fare a meno di paragonarti al Veggente. &amp;gt; gli disse con un mezzo sorriso, abbassandosi su di lui per depositare un bacio leggero sulle labbra improvvisamente imbronciate; no, non gli era piaciuto il motivo della sua distrazione, quindi era il caso di spiegarsi. &amp;lt; Non ti lasci sopraffare dalle tue emozioni e desideri, non ti getti subito fra le braccia di qualcuno - a meno che non ti abbia fatto spazientire. &amp;gt; disse con una piccola risata, incrociando lo sguardo di Leste. &amp;lt; Preferisco questo, all'avventatezza del Veggente. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; piano, notando come lo sguardo di Leste si schiarisse e ritornasse a mostrare il desiderio che provava per lui.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Lo desideri? &amp;gt; domand&amp;ograve; cauto, prendendogli il volto ed iniziando a dargli piccoli baci sulle labbra e sul volto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Regis sospir&amp;ograve; piano, chiudendo gli occhi per godersi quel momento. &amp;lt; Come lo desideriamo tutti quanti, Leste. Questo non posso negarlo. &amp;gt; ammise fra un bacio e l'altro, godendosi la lingua di Leste che, serpentina, lasciava leccatine sulle sue labbra ogni tanto. &amp;lt; Ma &amp;egrave; tutto causato dalla sua magia. Fra di noi non c'&amp;egrave; questo problema. &amp;gt; concluse con tono deciso, incontrando di nuovo le sue labbra in un bacio intenso; ancora una volta si persero l'uno nella bocca dell'altro, assaggiandosi a vicenda ed approfondendo il contatto fino ad esplorare le loro bocche; si scambiavano sospiri e gemiti, sussurravano i loro nomi, mentre i loro corpi si spingevano l'uno contro l'altro come se fossero gi&amp;agrave; nel pieno dell'atto sessuale. Invece non avevano realmente iniziato, si divertivano a stuzzicarsi, a vedere quanto la loro pazienza sarebbe durata prima di crollare ed arrivare al limite per prendersi ci&amp;ograve; che entrambi stavano desiderando.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Capisco. &amp;gt; mormor&amp;ograve; piano Leste; avvolse le gambe intorno alla vita di Regis e lo strinse a s&amp;eacute;, facendo scontrare i loro peni in una frizione troppo piacevole ma - al tempo stesso - non abbastanza per soddisfare i loro bisogni. &amp;lt; C'&amp;egrave; una cosa in comune, fra me e lui. &amp;gt; aggiunse con seriet&amp;agrave;, incrociando i suoi occhi grigi; erano di un colore cos&amp;igrave; freddo che avrebbero potuto gelare i suoi occhi marroni - sempre caldi e pieni di vita. Anche se la passione navigava in essi, non ne venivano completamente sottomessi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Cosa? &amp;gt; domand&amp;ograve; con eguale seriet&amp;agrave;, accarezzandogli piano il volto come un invito ad andare avanti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Tu. Sei tu. &amp;gt; gli disse con enfasi, approfittando del momento di sorpresa in Regis per invertire le posizioni e sedersi sul suo bacino, quasi schiacciandolo sul letto. &amp;lt; Hai ci&amp;ograve; che desideri davanti ai tuoi occhi, ma non lo afferri realmente. Potevi avere Celes quel giorno, ma hai lasciato che qualcuno vi interrompesse. &amp;gt; Scosse la testa e sospir&amp;ograve; esasperato. &amp;lt; Non dico che ne sarei stato felice, che avrei fatto i salti di gioia, ma avresti dovuto farlo. Come dovresti farlo ora. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Andare dal Veggente? &amp;gt; domand&amp;ograve; perplesso Regis, inclinando lentamente il capo; nel cambio di posizione aveva afferrato i suoi fianchi con forza; ora le dita affondavano nella sua carne, lasciando segni che il giorno dopo sarebbero stati ben evidenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; No! &amp;gt; sbott&amp;ograve; spazientito, lanciandogli anche un'occhiataccia. &amp;lt; Per tutta la magia del tempo, hai il cervello pieno d'aria? &amp;egrave; da l&amp;igrave; che tiri fuori la tua magia? Sto parlando di me! Dovresti prendermi, se mi vuoi cos&amp;igrave; tanto. Smettila di tentennare o di fare il gioco a chi resiste di pi&amp;ugrave;! &amp;gt; Lo stregone del tempo sospir&amp;ograve; ancora, passandosi una mano sul volto senza rendersi conto di come era influenzato dall'uomo sotto di lui; non poteva negare che lo avesse desiderato per tanto tempo e che averlo l&amp;igrave;, finalmente, era una vittoria incredibile e soddisfacente. Non si immaginava di sentire il mostro verde della gelosia spingerlo a parlare cos&amp;igrave;, a dirgli chiaramente di scoparselo e di non pensare ad altri se non a lui. Non gli era mai successo ed era una novit&amp;agrave; spaventosa, visti i suoi precedenti con partner occasionali con cui si era divertito per una sola notte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Regis si lasci&amp;ograve; andare ad un piccolo sospiro, mentre iniziava ad accarezzare i fianchi di Leste per farlo calmare, ottenere qualcosa che non fosse una reazione cos&amp;igrave; non da lui; lo osserv&amp;ograve; con attenzione, come il suo volto si fosse arrossato e che quel rosso stava scendendo fino al collo piano piano; anche le orecchie, ben visibili fra i capelli scuri, avevano preso una tonalit&amp;agrave; rosata pi&amp;ugrave; intensa. &amp;lt; &amp;egrave; cos&amp;igrave; evidente che io stia tentennando? &amp;gt; domand&amp;ograve; dopo qualche istante, ottenendo un altro sospiro esasperato da Leste; lo stava facendo spazientire e forse perdere anche ogni voglia di fare sesso, per quella sera.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; S&amp;igrave;. Fin troppo! &amp;gt; sussurr&amp;ograve; piano, seguito dall'ennesimo sospiro mentre si sdraiava su di lui ed appoggiava il capo sul suo petto. Poteva sentire il suo cuore battere vicino al suo orecchio, veloce ed incontrollato; era in pieno ritmo con il suo, ma entrambi si stavano calmando nonostante la situazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Mi dispiace. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; piano Regis, passandogli una mano fra i capelli con una carezza leggera; per risposta - e vendetta - gli lasci&amp;ograve; un morso appena sopra il capezzolo sinistro, facendolo gemere di dolore. Si era denudato per lui, si era offerto a lui ed ora finiva tutto in quel modo: come se nulla fosse, era disposto a chiudere quella nottata; non avrebbe ceduto ai suoi desideri, nascondendosi dietro alla sua solita calma e imperscrutabilit&amp;agrave;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Ti odio. &amp;gt; mormor&amp;ograve; infastidito, sistemandosi meglio su di lui per continuare a sentire il calore del suo corpo. E pi&amp;ugrave; che odiare lui, odiava s&amp;eacute; stesso; avrebbe dovuto andarsene, lasciarlo l&amp;igrave; a riflettere su quello che aveva fatto, ma alla fine si rifugiava fra quelle braccia che erano pi&amp;ugrave; solide dell'aria che Regis dominava e pi&amp;ugrave; durature del tempo che lui manipolava con la magia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Lo so. &amp;gt; rispose senza alcun rancore, come se si fosse aspettato tutto da quella situazione, anche arrivare a quello. &amp;lt; Spero che non durer&amp;agrave; in eterno. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Sei abbastanza fortunato da piacermi, Regis. &amp;gt; gli rispose seriamente, stringendo la mano appoggiata al petto in un pugno; approfitt&amp;ograve; di quel movimento per graffiare il suo petto, lasciargli qualche segno che dicesse che lui era passato da l&amp;igrave; e che nessuno avrebbe dovuto avvicinarsi. &amp;lt; Se cos&amp;igrave; non fosse, ti avrei gi&amp;agrave; preso a calci. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E Regis rise ancora; fece quella risata calda che lo aveva fatto arrossire e sciogliere come la neve al sole; si odi&amp;ograve; ancora di pi&amp;ugrave;, nel constatare che era gi&amp;agrave; arrivato ad un punto di non ritorno. &amp;lt; Sono fortunato, s&amp;igrave;. Ma devo dirti che mi piaci abbastanza da poter confermare che ci sar&amp;agrave; una prossima volta con certezza. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Maledetto! &amp;gt; ringhi&amp;ograve; fra i denti, andando a nascondere il volto contro al suo petto per non fare vedere quanto fosse diventato rosso e come la situazione fosse completamente nelle mani di Regis. Quando aveva perso il controllo di ogni cosa? Leste aveva pensato che per tutto quel tempo fosse stato lui a decidere, a dare il ritmo, ma ora si trovava alla merc&amp;eacute; di Regis e delle sue promesse, delle sue parole cos&amp;igrave; vere che gli riempivano in modo eccessivo il cuore. &amp;lt; Se non mantiene la promessa, te ne far&amp;ograve; pentire amaramente. &amp;gt; lo minacci&amp;ograve; alzando infine lo sguardo per mandargli un'occhiata di avvertimento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Potrai fare di me quello che vuoi! &amp;gt; annunci&amp;ograve; Regis con solennit&amp;agrave; e questa volta Leste si rese conto che non aveva in mano la situazione: aveva direttamente in mano il suo cuore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=22637" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Raccolta M5</title>
    <published>2020-03-21T19:31:07Z</published>
    <updated>2020-03-21T19:34:05Z</updated>
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    <content type="html">&lt;a href="#A"&gt;A&lt;/a&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;a href="#B"&gt;B&lt;/a&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;a href="#C"&gt;C&lt;/a&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;a href="#D"&gt;D&lt;/a&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;a href="#E"&gt;E&lt;/a&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;a href="#F"&gt;F&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo: &lt;a name="A"&gt;Carpe Diem&lt;/a&gt;&lt;div&gt;Fandom: Cowtiverse&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Personaggi: Leste; Regis&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pairing: Regis/Leste&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rating: safec&amp;igrave;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Conteggio Parole: 224&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Warning: M5; cogliere l'attimo; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Com'&amp;egrave; che si dice? Afferra i giorno! &amp;gt; mormor&amp;ograve; Leste, trattenendo un leggera risatina prima di premere le labbra contro quelle di Regis. Era un po' un evento raro che si trovassero da soli, con gli altri stregoni pi&amp;ugrave; interessati alle novit&amp;agrave; sul veggente che ad usare la loro magia per far rifiorire tutti i mondi del polyverso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Non dovrebbe essere questo il momento giusto. &amp;gt; rispose Regis, allontanandolo dopo averlo afferrato per le spalle. Lo ammon&amp;igrave; con lo sguardo, un po' come faceva con il figlio quando sbagliava qualcosa. E Leste si imbronci&amp;ograve; in egual modo, strappandogli un sorriso quasi paterno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Qualsiasi momento &amp;egrave; quello giusto, se siamo solo io e te. &amp;gt; ribatt&amp;eacute; lo stregone del tempo, cercando ancora una volta di baciarlo e di non lasciare che quel contatto rimanesse qualcosa di effimero che sprecasse quell'unico momento a loro disposizione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Quando avremo finito il nostro lavoro. &amp;gt; gli sorrise Regis. Oh, quindi voleva fare il prezioso e farsi desiderare? Leste poteva benissimo giocare a quel gioco, perch&amp;eacute; era uno di quelli che sapeva di poter vincere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Stregone dell'aria, stai giocando ad un gioco che non puoi vincere. &amp;gt; lo minacci&amp;ograve; scherzosamente, mettendo un po' di distanza fra di loro in modo che Regis lasciasse le sue spalle. &amp;lt; Coglier&amp;ograve; qualcos'altro oltre all'attimo che mi offrirai. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Titolo: &lt;a name="B"&gt;De gustibus non est disputandum&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fandom: Ikemen Vampire&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Personaggi: Isaac Newton; Napoleone&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pairing: Conte/Isaac/Arthur&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rating: safe&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Conteggio Parole: 548&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Warning: M5; pettegolezzi; threesome mentioned&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Hai gusti strani, Isaac. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Napoleone lo stava guardando con attenzione; i suoi occhi andavano da lui ai bambini a cui stavano facendo da insegnanti. Era pi&amp;ugrave; Napoleone che si occupava di loro; i bambini, con lui, si divertivano semplicemente ad assalirlo e a chiedergli storie nuove sulle stelle.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; A cosa ti riferisci? &amp;gt; domand&amp;ograve; all'amico, incrociando le braccia al petto. Inclin&amp;ograve; appena il capo di lato e si mise ad osservarlo pensieroso; c'erano tante cose su cui si poteva discutere quando si parlava dei suoi &amp;quot;gusti&amp;quot;, partendo tranquillamente dalla sua alimentazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Al Conte e ad Arthur. &amp;gt; afferm&amp;ograve; con sincerit&amp;agrave;, leggermente imbarazzato. Le guance gli si erano imporporate e, per contro, anche le sue seguirono il loro esempio. Nascose un po' il viso dietro la mano, cercando di non far notare il leggero imbarazzo che stava provando.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Uhm... Ecco... &amp;gt; cerc&amp;ograve; di dire qualcosa, ma la sua mente non riusciva a costruire una frase compiuta che potesse dare una spiegazione all'amico. Napoleone rise al suo evidente imbarazzo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Non ho nulla da ridire. Tranquillo. &amp;gt; lo rassicur&amp;ograve;, avvicinandosi a lui per scompigliargli i capelli. Un po' come faceva con i bambini di cui si prendevano cura.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Non sono un bambino. &amp;gt; gli rispose secco, facendolo ridere ancora. Lo sapeva che non aveva nulla da ridire; Napoleone non era mai stato il tipo da discutere dei gusti degli altri e giudicarli come sbagliati. Era una persona che accettava qualsiasi cosa con un sorriso, dando un impressione totalmente diversa dall'imperatore di Francia che era stato. &amp;lt; Ti dovrei una spiegazione. &amp;gt; mormor&amp;ograve; subito dopo, sospirando piano.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; S&amp;igrave;, &amp;egrave; vero. Ma la spiegazione la devi dare solo se sei sicuro tu. &amp;gt; Napoleone lo guard&amp;ograve; incoraggiante, dandogli poi una pacca sulla spalla. &amp;lt; &amp;egrave; la tua vita e loro sono parte di essa. Sono... uhm... &amp;gt; si blocc&amp;ograve; un attimo, cercando una parola giusta da usare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; I miei compagni. &amp;gt; lo aiut&amp;ograve; ed un sorriso apparve sulle sue labbra. Era felice che non venisse giudicato per quella relazione cos&amp;igrave; strana, che coinvolgeva due persone del suo stesso sesso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Lo sanno? &amp;gt; domand&amp;ograve; cautamente, facendogli alzare gli occhi al cielo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Per l'amore del cielo, Napoleone. &amp;gt; disse con un sospiro, scuotendo il capo. &amp;lt; Ti sembro il tipo di persona da tener nascosta una cosa del genere ad Arthur e al Conte? &amp;gt; Non era un caso che avesse nominato prima lo scrittore, che con il suo acume sembrava scoprire anche il segreto pi&amp;ugrave; nascosto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Touch&amp;eacute;. &amp;gt; disse alzando le mani. Lo guard&amp;ograve; per un attimo con curiosit&amp;agrave;, prima di lasciarsi andare ad un sorriso dolce. &amp;lt; Sono contento per come stanno andando le cose fra di voi. Con tutti i vostri litigi, non lo avrei mai immaginato. &amp;gt; disse riferendosi a lui e ad Arthur.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Chi disprezza compra. &amp;gt; mormor&amp;ograve; fra le labbra, prima di fare una risata auto-ironica. Incredibile, dall'odiare Arthur era arrivato ad avere una relazione con lui - che con il tempo aveva coinvolto anche il Conte. O era stato il contrario? Ormai non si ricordava quasi com'era iniziato tutto, ma andava bene cos&amp;igrave;. Almeno finch&amp;eacute; non ci sarebbe stato nessuno a giudicare quello che c'era fra loro ed i gusti che li avevano portati assieme.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Titolo: &lt;a name="C"&gt;Dulcis in fundo&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fandom: Ikemen Revolution&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Personaggi: Lancelot Kingsley; Ray Blackwell&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pairing: Lancelot/Ray&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rating: Safe&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Conteggio Parole: 252&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Warning: M5; relazione segreta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lancelot non aveva mai assaporato niente di pi&amp;ugrave; dolce della pelle di Ray. Ruvida dov'era segnata dalle cicatrici e liscia nei punti che nessuno aveva mai sfiorato, tranne lui; era come il dolce pi&amp;ugrave; buono che arrivava alla fine di un lauto pasto: per lui Ray rappresentava questo, alla fine di ogni giornata di lavoro, quando poteva affondare fra le sue braccia e le sue gambe e divorarlo fino allo sfinimento. I loro corpi, poi, si fondevano in modo cos&amp;igrave; dolce che era totalmente in contrasto con la forza usata per appropriarsi dell'altro, di reclamare ogni parte del corpo che avevano davanti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Lancelot. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; Ray, accarezzandogli il volto sudato quando Lancelot pos&amp;ograve; i capo sul suo petto. Erano entrambi sfiniti, ma c'era un qualcosa di dolce nell'odore intorno a loro e nel modo in cui i loro corpi dolevano per la stanchezza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Dimmi. &amp;gt; domand&amp;ograve; piano, depositando un bacio leggero sul suo collo; assapor&amp;ograve; ancora una volta la sua dolcezza, leccando via le gocce di sudore con la punta della lingua.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Come mai sei sempre cos&amp;igrave; dolce? &amp;gt; domand&amp;ograve; lentamente, abbassando lo sguardo su di lui ed incrociando gli occhi azzurri come il ghiaccio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Perch&amp;eacute; sei anche tu dolce. &amp;gt; afferm&amp;ograve; senza problemi, facendo un sorriso divertito nel vederlo imbarazzato; lo sent&amp;igrave; biascicare qualcosa simile ad una negazione prima di afferrargli volto e baciarlo con abbandono. Non c'era niente di migliore di un bacio che arrivava alla fine della serata, come un dolce alla fine del pasto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Titolo:&lt;a name="D"&gt;Electa una via, non datur recursus ad alteram&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fandom: Ikemen Revolution&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Personaggi: Lancelot Kingslay&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pairing: Lancelot/Ray&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rating: safe&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Conteggio Parole: 221&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Warning: M5; introspettivo&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lancelot aveva avuto sempre dubbi sulla sua scelta: era quella giusta? Non aveva sbagliato? Avrebbe dovuto ribellarsi? Tante domande gli affollavano la mente, mentre valutava con attenzione ogni mossa da fare. L&amp;rsquo;arrivo di Alice aveva reso ancora pi&amp;ugrave; difficile e tortuosa la via scelta, ma non poteva in alcun modo cambiarla. Non c&amp;rsquo;era possibilit&amp;agrave; di tornare indietro e decidere di non cadere nella minaccia di Amon; anche pensandoci in quel momento, le vite di Sirius e Harr sarebbero state in pericolo. Alice sarebbe stata in pericolo, appena messo piede a Cradle - non sarebbe passata inosservata per un paio di settimane com&amp;rsquo;era successo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora, poi, doveva prendere in considerazione la presenza di una quarta persona da proteggere. Steso nel suo letto, il Re Nero stava dormendo pacificamente; l&amp;rsquo;orologio non aveva fatto in tempo a segnare la mezzanotte che i suoi occhi si erano gi&amp;agrave; chiusi ed il suo respiro si era fatto lento e profondo. Gli strapp&amp;ograve; un sorriso vederlo cos&amp;igrave; rilassato, cos&amp;igrave; giovane ed al sicuro nella sua stanza; la sua forza ed il suo acume non sarebbero serviti a proteggerlo, se Lancelot avesse preso un&amp;rsquo;altra strada. Ora non poteva pi&amp;ugrave; deviare dal percorso, anche se in gran segreto stava organizzando una ribellione insieme all&amp;rsquo;Esercito Nero. Doveva percorrere quella strada fino alla fine, qualsiasi fosse stato il risultato ad attenderlo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Titolo: &lt;a name="E"&gt;Habere non haberi&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fandom: Ikemen Vampire&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Personaggi: Arthur Conan Doyle; Isaac Newton&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pairing: Isaac/Arthur&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rating: safe&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Conteggio Parole: 276&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Warning: M5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Isaac era cos&amp;igrave; sfuggente agli occhi di Arthur; sempre concentrato su qualche strano aggeggio o a studiare le stelle. Per quanto allungasse la mano, Arthur non riusciva mai ad afferrarlo davvero; per quanti notti passassero assieme, al culmine della passione, sapeva che non era davvero suo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Invece Arthur poteva definirsi davvero di Isaac; cuore e corpo gli appartenevano e avrebbe potuto tranquillamente fare di lui ci&amp;ograve; che voleva. Non si vergognava ad ammettere questo, nemmeno con il suo migliore amico Theo che, ormai, lo considerava completamente perso per lo scienziato. Come biasimarlo: gli bastava vederlo in una stanza per sentirsi subito attratto da lui, ma Isaac non dava a vedere nulla del rapporto che c'era fra di loro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Isaac, posso considerarti mio? &amp;gt; domand&amp;ograve; un notte, dopo aver sfogato i loro bisogno assieme, come facevano ogni notte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Che domanda stupida. &amp;gt; bisbigli&amp;ograve; Isaac, voltandosi a guardarlo con un leggero tremito; ah, sapeva che le carezze alla schiena, soprattutto in mezzo alle scapole, gli davano quella splendida sensazione di piacere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; &amp;egrave; una domanda lecita. &amp;gt; rispose Arthur, arricciando le labbra in un broncio quasi infantile. Nei suoi occhi c'era il dubbio, come ogni volta che si affrontava un discorso del genere. E come ogni volta, Isaac non gli diede una risposta chiara.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Indovina. &amp;gt; mormor&amp;ograve; piano, prima di affondare lentamente i denti nel suo collo in modo lento e delicato, anche se non si ferm&amp;ograve; prima di essere completamente nella sua carne.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come ogni sera, con la mente annebbiata dal piacere e dal dolore, Arthur si diede una semplice risposta: no, non poteva; lui apparteneva ad Isaac, ma Isaac non era di nessuno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Titolo: &lt;a name="F"&gt;Scientia potentia est&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fandom: Ikemen Vampire&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Personaggi: Napoleone; Isaac Newton&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rating: safe&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Conteggio Parole: 265&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Warning: M5; introspettivo&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quando Isaac studiava qualcosa di nuovo ed apprendeva nuove nozioni scientifiche, si sentiva incredibilmente potente; sentiva che quella nuova conoscenza lo avrebbe aiutato ad affrontare un qualsiasi problema durante la giornata.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Non ti capisco. &amp;gt; gli disse un giorno Napoleone, osservando come stesse lavorando su un nuovo meccanismo per il grammofono ormai rotto. Isaac alz&amp;ograve; appena gli occhi dal suo lavoro, qualche secondo per analizzare la sua espressione dubbiosa, e ritornare ad osservare i pezzi sparsi del grammofono.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Ogni tanto gli altri vogliono sentire qualcosa che non sia la musica di Mozart, sai? &amp;gt; gli disse con velato sarcasmo, sistemando i vari pezzi insieme.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; S&amp;igrave;, lo so. Ma non era questo il dubbio. &amp;gt; Da quando erano diventati cos&amp;igrave; amici, Isaac non mancava mai di punzecchiarlo o di usare il sarcasmo nei suoi confronti; avere la possibilit&amp;agrave; di prendere in giro un imperatore senza conseguenze doveva divertirlo parecchio. &amp;lt; Non capisco perch&amp;eacute; ti immergi cos&amp;igrave; tanto, fino questo punto. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le mani di Isaac si bloccarono subito, mentre si rimetteva in posizione eretta per guardarlo direttamente negli occhi. &amp;lt; Mi da una sensazione di potere che normalmente non avrei. &amp;gt; gli disse sincero, abbozzando anche un sorriso. &amp;lt; &amp;egrave; come un duello fra te e Jean, dove la vostra energia fisica vi fa sentire potenti. Io mi sento cos&amp;igrave; quando apro un libro e studio qualcosa di nuovo, per poi applicarlo nella vita di tutti i giorni. &amp;gt; gli spieg&amp;ograve; con enfasi, gli occhi che brillavano di gioia nel descrivere quella sensazione. &amp;lt; Vedi, Napoleone, per me la scienza &amp;egrave; potere. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br type="_moz" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=22345" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Basorexia</title>
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    <content type="html">&lt;div&gt;Titolo: Basorexia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fandom: Cowtverse&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Personaggi: Regis; Celes&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pairing: Regis/Celes&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rating: Safe&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Conteggio Parole: 525&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Warning: M2 - Basorexia&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lo stregone dell'aria aveva atteso con il cuore in gola, il suo ritorno; vederlo giungere a loro in mezzo all'accampamento, cavalcando i venti , Regis aveva sentito una ventata di sollievo placare il suo animo. Sempre composto ed attento, non aveva dato a vedere quanto l'assenza del Veggente lo aveva scosso; quando li aveva lasciati, sparendo chiss&amp;agrave; dove, si era per un attimo sentito perso. Voleva afferrarlo e fermarlo, arrivando a tendere la mano nel tentativo di portarlo verso di s&amp;eacute;. Non era successo, anche se ora non era pi&amp;ugrave; importante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vedere Celes ritornare da loro, correre come il vento - come un figlio dell'aria - non aveva potuto fare a meno di spalancare le braccia ed accoglierlo fra di esse. Lo aveva stretto cos&amp;igrave; forza a s&amp;eacute;, mentre Celes si abbandonava contro di lui; il suo corpo sembrava cantare in quel contatto tanto desiderato, mentre alzava lo sguardo verso di lui e gli sorrideva con gli occhi luminosi come gemme.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Sei tornato, figlio dell'aria. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Celes sorrise ancora, inclinando un po' il viso di lato ed alzando si in punta di piedi, verso di lui e la sua bocca. Oh, non aveva bisogno di aggiungere parole, non aveva bisogno di chiedere e dire nulla, quando l'aria intorno a lui vibrava al punto da dire cosa volesse: un bacio. Il desiderio di baciarlo era forte, trattenuto troppo a lungo, da quando la magia di Yande aveva fatto presa su di lui.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Regis non si sforz&amp;ograve; nemmeno di trattenersi, lasci&amp;ograve; andare la sua maschera di pazienza e di contegno per attaccare quelle labbra all'apparenza soffici e divorabili. E fece questo: non si limit&amp;ograve; a baciarlo, a prendersi quello che aveva negato nel tempo; divor&amp;ograve; ogni centimetro di Celes che quel bacio gli stava offrendo, mentre affondava una mano nei suoi capelli e l'altra nel suo fianco - per tenerlo fermo, per bloccarlo contro al suo corpo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Chi fu il primo dei due a gemere, o se lo fecero insieme, non sfior&amp;ograve; nemmeno la mente di Regis; non si sofferm&amp;ograve; nemmeno a pensare quanto potesse essere sbagliato o indecente. Almeno per quella volta aveva deciso di mettere da parte ogni controllo, baciandolo e baciandolo e baciandolo ancora; lo esplorava con la lingua, incontrando la sua in una carezza insistente; ingoiava ogni suo respiro e gemito - rispondendo a sua volta con sospiri soddisfatti. Non importava quanto spettacolo stessero dando davanti agli altri stregoni; che guardassero pure e che lo invidiassero, per essere stato il primo di loro a gustarsi il suo sapore ed il suo calore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Regis... &amp;gt; arriv&amp;ograve; la semplice chiamata di Celes, dolce ed affannosa, e nel socchiudere gli occhi pot&amp;eacute; osservare il suo volto arrossato e le labbra gonfie e rosse come delle ciliegie; ebbe il desiderio di divorarlo ancora, di prendere ancora quella bocca e farla sua finch&amp;eacute; il fato non avesse abbandonato completamente i loro corpi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Fermo un attimo, Celes! &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E ancora prima che potesse lasciarsi al desiderio famelico di baciarlo ancora una volta, qualcuno alle loro spalle li blocco ed ottenne la totale attenzione del Veggente che, come l'aria, sfugg&amp;igrave; dalle sue braccia senza possibilit&amp;agrave; di riafferrarlo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=22071" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Ask Body</title>
    <published>2020-03-21T18:48:23Z</published>
    <updated>2020-03-21T19:11:39Z</updated>
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    <content type="html">&lt;div&gt;Titolo:&amp;nbsp;&lt;span style="color: rgb(29, 28, 29); font-family: Slack-Lato, appleLogo, sans-serif; font-size: 15px; font-variant-ligatures: common-ligatures; white-space: pre-wrap;"&gt;Inverno&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fandom: Originale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Personaggi: Inverno; Primavera&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rating: Safe&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Conteggio Parole: 321&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Warning: Ask body;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Inverno non era mai stata una stagione che ascoltava molto ci&amp;ograve; che le diceva il suo corpo. Osserveva il mondo intorno a s&amp;eacute;, come i suoi fratelli e sua sorella si occupassero del mondo insieme a lei.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anche quando aveva iniziato quella sfida a colpi di freddo fuori stagione e calura estiva con Estate, non aveva mai fatto caso a come il suo corpo stesse reagendo a tutto quello.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Stai sfiorendo. &amp;gt; le aveva detto un giorno Primavera, osservandola con rimprovero. Quell&amp;rsquo;uomo sapeva guardare oltre alla facciata dura e coraggiosa che mostrava ogni volta; cos&amp;igrave; diverso da lei, eppure cos&amp;igrave; uguale al punto da capirla nel profondo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Ti sbagli. &amp;gt; aveva risposto lei, voltandogli le spalle per impedirgli di cercare oltre. Nei suoi occhi cerchiati di blu, nella pelle sempre pi&amp;ugrave; pallida e nel corpo sempre pi&amp;ugrave; magro. E Primavera non si fece ingannare da quel muro di ghiaccio invisibile, ma che creava illusioni a tutti quegli che le si avvicinavano; inizi&amp;ograve; a domandarle se mangiava, se dormiva, se pensava a s&amp;eacute; stessa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Inverno rise divertita, la voce cristallina che faceva tintinnare le piccole stalattiti che pendevano dal soffitto. &amp;lt; Pensare a me? Oh, Primavera. Non possiamo pensare a noi, quando il mondo sta morendo. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Se il mondo muore, &amp;egrave; perch&amp;eacute; stiamo morendo anche noi. &amp;gt; disse con tono malinconico. La stagione pi&amp;ugrave; bella, nella sua personificazione e nel risveglio della natura, si stava preoccupando del suo stato fisico come se fosse la cosa pi&amp;ugrave; importante al mondo. &amp;lt; Se non ti prendi cura di te, come porterai l&amp;rsquo;inverno? Il freddo ed il gelo hanno bisogno di te. Io ho bisogno di te, per rinascere. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo disse con una tale convinzione che Inverno non seppe cosa rispondere. Osserv&amp;ograve; il riflesso distorto nel ghiaccio, iniziando a chiedersi se quella guerra con Estate valesse davvero la pena e se stesse davvero morendo come il mondo che voleva proteggere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Titolo: Autunno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fandom: Originale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Personaggi: Autunno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rating: Safe&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Conteggio Parole: 302&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Warning: Ask body; introspettivo&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ad Autunno piaceva un sacco ascoltare il suo corpo, come le diceva che la natura era pronta ad accogliere il suo arrivo. Nonostante il caldo che ritardava ad andare via ed il freddo che anticipava la sua venuta, non aveva mai mancato di ascoltare quella sua chiamata.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il suo corpo bruciava e la invitava a colorare di giallo, rosso ed arancione ogni cosa che toccava; Autunno non ci pensava due volte ad ascoltarlo: era cos&amp;igrave; doloroso, alcune volte. Il suo corpo sembrava andare davvero in fiamme, implorandola di lasciare che la sua magia prendesse il sopravvento sul mondo; non poteva ignorarlo, lasciando che Inverno ed Estate facessero il loro gioco. Si indeboliva sempre di pi&amp;ugrave;, per questo, e la sua unica possibilit&amp;agrave; era lasciare libera la sua natura di stagione. Ma non era sua intenzione entrare in quella guerra di potere fra le due stagioni pi&amp;ugrave; forti e micidiali: non le passava nemmeno per la testa di sfidare la loro forza, mettendo ancora pi&amp;ugrave; a rischio la sua salute. Ed il suo corpo lo sapeva e lei lo ascoltava, gli chiedeva quale fosse la scelta pi&amp;ugrave; giusta da fare e lasciarsi andare al suo controllo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Autunno sapeva che era una cosa che avrebbero dovuto fare tutti: dalla razionale Inverno alla libera Primavera; ma soprattutto Estate, avrebbe dovuto ascoltare di pi&amp;ugrave; il suo corpo, sempre indirizzato verso la sua pi&amp;ugrave; grande nemica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Lo capiranno, un giorno? &amp;gt; Autunno mormor&amp;ograve; al nulla, forse ponendo quella stessa domanda al su corpo. Chiedere e lasciarsi guidare da esso era ormai la sua vita, ma sperava che anche gli altri avessero capito quanto fondamentale fosse quel passaggio: i loro corpi erano un&amp;rsquo;estensione della natura e del mondo. Se non li ascoltavano, come facevano a capire quale era la richiesta pi&amp;ugrave; importante che il mondo faceva loro?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br type="_moz" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=21762" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Apricity</title>
    <published>2020-03-21T18:40:47Z</published>
    <updated>2020-03-21T18:40:47Z</updated>
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    <content type="html">&lt;div&gt;Titolo: Apricity&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fandom: Originale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Personaggi: Estate; Inverno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pairing: Estate/Inverno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rating: Safe&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Conteggio Parole: 695&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Warning: M3 - Apricity; ossessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Lasciati sfiorare!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Oh, ma quante volte aveva pensato a quelle parole, ogni volta che osservava Inverno fra i suoi ghiacci - cos&amp;igrave; intenta nel suo compito di stagione da ignorare ogni cosa, anche s&amp;eacute; stessa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Invidiava quei raggi di sole che avevano il privilegio di sfiorare la sua pelle bianca, riscaldandola anche quando il suo corpo sarebbe stato semplicemente freddo come i ghiacci che invocava.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Estate, cosa ci fai qui? &amp;gt; domand&amp;ograve; la donna quando si accorse della sua presenza, all'ingresso della sua dimora fra le nevi pi&amp;ugrave; fredde e gelide. Estate si obblig&amp;ograve; a ritornare alla realt&amp;agrave;, osservarla davvero e notare come il suo sguardo fosse freddo e distante come sempre.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Lasciati sfiorare!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Fece qualche passo verso di lei, incerto, prima di avvicinarsi e tendere la mano verso di lei. La afferr&amp;ograve; con forza e la strinse a s&amp;eacute;, senza alcuna protesta dalla stagione sua opposta. &amp;lt; Estate, mi rispondi? &amp;gt; chiese ancora, il respiro contro al suo collo un soffio freddo sulla sua pelle sempre calda. Chiss&amp;agrave; che il suo calore le ricordava il calore dei raggi di sole in una giornata d'inverno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Volevo vederti. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; piano, chiudendo gli occhi mentre affondava il naso fra i capelli della donna, neri come la notte profonda dell'inverno. &amp;lt; Volevo stringerti. &amp;gt; le disse ancora una volta, percependo il corpo fra le sue braccia irrigidirsi per un attimo e poi iniziare ad agitarsi per sfuggire alla sua presa. Non fece nulla per trattenerla, lasciando sfuggisse dalle sue braccia; non era pronto per un'altra discussione, un'altra lotta, che sarebbe finita come ogni volta a rovinare il mondo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Non ne hai il diritto. &amp;gt; disse Inverno, arricciando le labbra infastidita. Eppure si era fatta stringere, finch&amp;eacute; lui non le aveva detto la verit&amp;agrave;. Estate fece un passo avanti e la sua mano si alzo verso il volto di lei; sfior&amp;ograve; la pelle fredda della sua guancia, scendendo lentamente fino a raggiungere le labbra rosee - forse troppo chiare per dare un contrasto netto con il suo volto gi&amp;agrave; pallido.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Stai bene? &amp;gt; le domand&amp;ograve; seriamente, sfiorando il labbro inferiore con il pollice. Inverno non fece nulla; sospiro semplicemente a quel contatto e chiuse gli occhi, come a concedersi solo quel momento di debolezza di fronte a lui.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; S&amp;igrave;, divinamente. &amp;gt; rispose nonostante il suo pollice non accennava a spostarsi. Inverno socchiuse gli occhi, sospirando ancora. &amp;lt; Sei caldo, ma non abbastanza per sciogliermi. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; poco dopo. Estate percep&amp;igrave; quelle parole sulla sua pelle, mentre cercava di annullare ancora una volta quella distanza fra di loro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Allora vieni qui. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; piano, tenendo l'altro braccio per farla avvicinare a s&amp;eacute; e non allontanarla. &amp;lt; Perch&amp;eacute; continui a sfuggirmi? &amp;gt; domand&amp;ograve; seriamente, incrociando gli occhi azzurri come il ghiaccio. Erano in netto contrasto con i suoi, di un caldo marrone ed in perfetta armonia con la sua pelle nera. L'unica cosa che avevano in comune era il colore scuro dei capelli, ma anche quello non era perfettamente uguale: pi&amp;ugrave; caldo il suo, pi&amp;ugrave; freddo quello di Inverno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Perch&amp;eacute; dovresti capire che siamo troppo diversi. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; Inverno, ma lasci&amp;ograve; che la mano di Estate le afferrasse la sua, stringendola nel suo calore quasi bruciante. &amp;lt; Sei come il sole d'inverno, Estate; non dovresti scaldarmi, anche se lo desideri cos&amp;igrave; tanto. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Estate scosse la testa, arricciando le labbra alla sua affermazione. Lui potrebbe scaldarla, dovrebbe scaldarla, anche se le loro stagioni erano cos&amp;igrave; opposte. Anche se la loro essenza li allontanava senza alcuna possibilit&amp;agrave; di impedirlo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Vuoi davvero rinunciare a questa possibilit&amp;agrave;? &amp;gt; domand&amp;ograve; Estate seriamente; le loro dita si intrecciarono e per la prima volta Estate cap&amp;igrave; cosa significava essere come il sole che scalda una giornata d'inverno: inutile, perch&amp;eacute; il calore veniva completamente sovrastato dal freddo che avvolgeva la terra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; La tua &amp;egrave; solo un'ossessione, Estate. Passer&amp;agrave; e ti renderai conto che non ne valeva la pena. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; Inverno e, infine, sfugg&amp;igrave; alla sua presa mettendo ancora pi&amp;ugrave; distanza fra di loro. Per la prima volta, Estate provo il freddo gelido dell'inverno sulla sua pelle bollente; ma nella sua ossessione pens&amp;ograve; ancora una volta: Lasciati sfiorare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=21675" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Inter nos</title>
    <published>2020-03-21T17:03:47Z</published>
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    <content type="html">&amp;nbsp;&lt;span style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Titolo: Inter nos&lt;/span&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Fandom: Ikemen Vampire&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Personaggi: Conte di Saint-Germain; Isaac Newton&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Pairing: Conte/Isaac&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Rating: NSFW&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Conteggio Parole: 1113&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Warning: blood drinking; sexual content;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Se Isaac doveva descrivere il rapporto fra lui ed il Conte, poteva tranquillamente parlare di Sire e figlio; non era un legame parentale stretto, ma il potere che il Sire aveva su qualunque vampiro che aveva creato era enorme. Tante volte si era chiesto se il legame che si era instaurato fra di loro fosse causato proprio da questo potere. E tante altre volte, fra i baci ed i morsi, il Conte era stato ben attento a far sparire ogni dubbio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Durava poco, Isaac ne era consapevole; il tempo di allontanarsi da lui ed i dubbi tornavano prepotenti. Si chiedeva se fosse tutto reale, se facesse davvero tutto di sua spontanea volont&amp;agrave;. Anche se non fosse stato cos&amp;igrave;, per&amp;ograve;, non era scontento di come il suo corpo doleva ogni volta e di come si sentisse al sicuro fra quelle braccia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Isaac, va tutto bene? &amp;gt; domand&amp;ograve; il Conte con voce calma, sospirando contro al suo orecchio; lo aveva penetrato lentamente, con pi&amp;ugrave; cura rispetto a qualsiasi altro giorno. Non negava che amava quando il Conte si prendeva quello che voleva, facendolo quasi urlare per il dolore ed il piacere che si mischiavano insieme.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; S&amp;igrave;. &amp;gt; rispose ansimando, alzando il capo per guardarlo negli occhi al di sopra della spalla. &amp;lt; Va tutto bene. Solo... Solo i soliti pensieri. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Capisco. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; il Conte, accarezzandogli i fianchi con entrambe le mani fino ad arrivare al suo petto; si ferm&amp;ograve; sul suo cuore, che batteva all'impazzata - pi&amp;ugrave; veloce del solito. C'era qualcosa di diverso in quella sera, fra di loro - tra di noi, pens&amp;ograve; Isaac, osservando il cuscino al quale si era afferrato mentre il Conte iniziava a penetrarlo. &amp;lt; Credo che dovrei darti qualche rassicurazione in pi&amp;ugrave;, allora. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; al suo orecchio, baciandolo subito dopo; sent&amp;igrave; il corpo del Conte staccarsi dal suo, il suo calore allontanarsi ed il vuoto aumentare fra di loro - anche nel suo corpo. Isaac si mise subito a sedere, osservandolo dubbioso e spaventato; forse era arrivato al limite ed i suoi dubbi lo avevano fatto retrocedere in qualche modo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Conte... &amp;gt; mormor&amp;ograve; piano, temendo di rovinare in qualche modo la situazione. Ancora di pi&amp;ugrave; di quanto gi&amp;agrave; non avesse fatto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Vieni qui, Isaac. &amp;gt; gli rispose con un sorriso, tenendo le braccia aperte come un invito ad abbracciarlo, a farsi stringere da loro; Isaac non se lo fece ripetere due volte, si avvicin&amp;ograve; cauto e si lasci&amp;ograve; avvolgere da quelle braccia; sospir&amp;ograve; piano al calore che gli davano, mentre in quella posizione poteva sentire i loro petti a stretto contatto. Non c'era nulla fra di loro a separarli. &amp;lt; So che non sono stato corretto e sincero con te; mi sono sempre limitato a dirti che andava tutto bene e che non c'era alcuna forzatura da parte mia. Ma oltre ad usare le parole, non ho fatto gesti che confermassero tutto quanto. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Isaac alz&amp;ograve; il volto, appoggiato alla sua spalla, ed incroci&amp;ograve; il suo sguardo di ambra; era antico, molto pi&amp;ugrave; vecchio di lui, anche tenendo conto della sua vita da umano. Quanti secoli avevano visto quegli occhi; quali differenze c'erano fra di loro. &amp;lt; Avete mostrato pi&amp;ugrave; di quanto immaginiate, Conte. &amp;gt; gli disse Isaac, scuotendo piano il capo. &amp;lt; I miei dubbi... sono qualcosa che non posso fermare. Ho sempre avuto problemi a fidarmi, a legarmi a qualcuno e...&amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; E io avrei dovuto placare tutti questi dubbi. &amp;gt; lo interruppe, accarezzandogli il volto con leggerezza. &amp;lt; La disparit&amp;agrave; fra di noi &amp;egrave; palese, Isaac. Non importa quanto legati siamo, ma ci sar&amp;agrave; sempre questa differenza. Tu mi considererai sempre il tuo Sire e questo generer&amp;agrave; ogni genere di dubbi, mettendo in discussione anche i sentimenti che ci sono fra di noi. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Isaac non seppe come ribattere a quelle parole; era vero: c'era troppa disparit&amp;agrave; fra di loro, sotto ogni punto di vista: il Conte era il suo benefattore, colui che gli aveva dato una seconda occasione ed un luogo a cui appartenere. E poi aveva quell'ascendente su tutti loro che non faceva altro che aumentare i loro dubbi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Puoi mordermi. &amp;gt; lo sent&amp;igrave; dire e per qualche istante lo guard&amp;ograve; negli occhi, stupido, senza riuscire a capire completamente quello che aveva detto. Vide il sorriso tirare le labbra del Conte, mentre la mano con cui accarezzava il suo volto passava alla nuca e lo avvicinava al suo collo per fargli capire meglio le sue parole.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Isaac lasci&amp;ograve; andare un gemito di sorpresa, mentre in quella posizione poteva sentire il sangue scorrere nel corpo del Conte; poteva percepire la vena giugulare pulsare e chiamarlo come una sirena; non c'era nulla fra di loro, ora, che poteva bloccarlo dal fare una cosa del genere. Il Conte sapeva quanto bramasse il suo sangue, quanto i sentimenti che provavano per lui rendessero quasi inutile l'assunzione di Rouge e Blanc ogni giorno. E sapeva anche cosa significava permettergli una cosa del genere: si annullavano le disparit&amp;agrave;, non sarebbe esistito pi&amp;ugrave; alcun Sire - Isaac sarebbe diventato un suo pari, perch&amp;eacute; il suo sangue si sarebbe mischiato a quello del Conte nelle sue vene.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Io... &amp;gt; mormor&amp;ograve; cauto, il corpo che tremava dalla tentazione e dall'eccitazione; voleva affondare subito le zanne nel suo collo e prendere ci&amp;ograve; che voleva ormai da tempo. Il Conte glielo stava offrendo, quindi non c'era motivo per indugiare ancora.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Non ti preoccupare, Isaac. Lasciati andare e prendi ci&amp;ograve; che desideri. &amp;gt; gli sussurr&amp;ograve; all'orecchio ed ogni controllo che potesse avere croll&amp;ograve; completamente; ebbe un ultimo tremito violento, prima di affondare i denti nella carne del Conte. Lo sent&amp;igrave; gemere, prima di dolore e poi di piacere, mentre si lasciava cadere indietro portandosi Isaac con s&amp;eacute;. Lui non si fece distrarre da quel movimento, aggrappandosi a lui con forza e chiudendo gli occhi mentre assaporava il sangue del suo Sire; ogni goccia che scendeva nella sua gola faceva cantare il suo corpo, lo accendeva di piacere e desiderio e lo avvicinava sempre di pi&amp;ugrave; all'orgasmo. Sapeva che il Conte percepiva lo stesso, ormai abituato ad essere morso da lui durante la nebbia del piacere che gli avvolgeva quasi ogni notte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Ora, fra di loro, non esisteva pi&amp;ugrave; alcuna differenza, nessuna disparit&amp;agrave; avrebbe potuto creare alcun dubbio; era quasi un matrimonio fra vampiri, quello scambio di sangue che stava avvenendo, ed ogni dubbio che aveva affollato la sua mente scivol&amp;ograve; via come il sangue che scendeva nella sua gola.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Fra di noi, esiste solo il sentimento pi&amp;ugrave; puro che il mondo avesse potuto creare. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; il Conte, stringendolo fra le sue braccia fino a che la stanchezza prese il sopravvento su entrambi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=21302" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Uninstall</title>
    <published>2020-03-21T16:56:53Z</published>
    <updated>2020-03-21T16:56:53Z</updated>
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    <content type="html">&amp;nbsp;&lt;span style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Titolo: Uninstall&lt;/span&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Fandom: Axis Power Hetalia&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Personaggi: Inghilterra; Italia&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Pairing: UkIta&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Rating: safe&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Conteggio Parole: 1110&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Warning: Loop temporale + Enemies to lovers - Hetaoni!AU&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br type="_moz" /&gt;&lt;/br&gt;&lt;span&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Italia. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Inghilterra si era avvicinato a lui con sguardo duro; era sempre cos&amp;igrave;, da quando la guerra era finita. Non &amp;egrave; che fossero amici, sebbene Italia volesse credere che fosse davvero. Anche se la guerra li aveva portati ad essere in fazioni opposte, ora la situazione li avrebbe dovuti unire e rendere almeno amici.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Lo so. &amp;gt; mormor&amp;ograve; stringendo il diaro fra le braccia; abbassando immediatamente gli occhi. Un'altra ramanzina dell'inglese, una che entrambi avrebbero ricordato nel prossimo loop. Erano rimasti solo loro, America e Canada; anche se fosse stato preso ed ucciso, Inghilterra avrebbe riavvolto il tempo - lui non avrebbe avuto alcun ricordo, ma Inghilterra s&amp;igrave;; lo avrebbe braccato ancora e fatto una ramanzina appena la sua mente si fosse liberata dalla nebbia creata da tempo che era stato riportato al principio. Entrambi si voltarono a guardare America e Canada, ormai stremati dalla dura lotta; pi&amp;ugrave; avanti c'era l'ultima stanza e presto l'unico a sopravvivere sarebbe stato solo lui.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Inghil-- no, Arthur. &amp;gt; disse all'improvviso Italia, guardandolo seriamente. &amp;lt; Nel prossimo loop, ti prego, fai di tutto per salvarli. Salvali. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; piano, abbassando lo sguardo per non mostrare come fosse realmente a pezzi e come fosse impossibile trattenere il pianto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Non &amp;egrave; quello che facciamo sempre? &amp;gt; domand&amp;ograve; Arthur, prima di allontanarsi da lui.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Quante volte doveva rivivere quella situazione ancora? Cambiavano le persone, ma Inghilterra era sempre davanti a lui, pronto a fargli l'ennesima ramanzina. Non c'era bisogno di ripetersi ormai.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Lo so. &amp;gt; rispose di getto, quasi con rabbia. Gli volt&amp;ograve; le spalle e non guard&amp;ograve; nemmeno chi era presente; erano comunque troppo pochi per uscire. Perch&amp;eacute; Arthur non si stancava di andare avanti a dirgli che stava sbagliando, che dovevano uscire da quella casa tutti assieme? Lui voleva solo salvarli; non gli importava di quello che gli sarebbe successo una volta preso. &amp;lt; Ti prego, Inghilterra, ti imploro. Non riportare indietro il tempo. &amp;gt; gli disse con voce rotta, dandogli un'occhiata da sopra la spalla.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Inghilterra scosse piano il capo, in segno di diniego. &amp;lt; No. &amp;gt; rispose risoluto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Perch&amp;eacute;? &amp;gt; domand&amp;ograve; con insistenza; questa volta la ramanzina non stava andando come si era ricordato, anche se lo aveva bloccato prima ancora di iniziare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Sei stato abbastanza furbo e scaltro da sopravvivere fino a qui. &amp;gt; gli disse Inghilterra, facendo un sorriso sarcastico alla vista dei sui occhi spalancati. &amp;lt; Ma sai essere incredibilmente stupido, quando hai ogni risposta davanti ai tuoi occhi. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Non c'&amp;egrave; nessuna risposta. &amp;gt; esclam&amp;ograve; con voce acuta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; &amp;egrave; sempre stata l&amp;igrave;, a portata di mano. Guardati attorno, Italia &amp;gt; gli disse serio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Italia non si sforz&amp;ograve; nemmeno di cercare una conversazione fra di loro; la risposta era sempre stata a portata di mano, doveva solo guardarsi intorno. Cos&amp;igrave; gli aveva detto inghilterra, ma pi&amp;ugrave; pensava a quello che gli aveva detto meno senso vi trovava.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Italia. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Perfetto come un'orologio svizzero, Inghilterra si avvicin&amp;ograve; a lui, anche se si era tenuto in disparte. Erano abbastanza lontani dal resto del gruppo da poter passare inosservati; non si gir&amp;ograve; comunque e tenne le labbra serrate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Oh, for god sake. &amp;gt; lo sent&amp;igrave; imprecare in inglese alle sue spalle, prima di sentire una mano prendergli la spalla e farlo girare velocemente verso di lui. &amp;lt; Stai esagerando ora. &amp;gt; gli disse appena incroci&amp;ograve; lo sguardo infastidito di Italia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Lo hai fatto di nuovo. &amp;gt; gli disse sbattendogli la lettera sul petto. L'aveva letta davanti a tutti, lo sapeva cosa c'era scritto. &amp;lt; Io non ti ringrazier&amp;ograve;. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Sei maledettamente testardo. &amp;gt; rispose di rimando. &amp;lt; Non lo capisci perch&amp;eacute; lo faccio e perch&amp;eacute; sacrifico ogni volta tutta questa magia? &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Italia scosse il capo per allontanar quelle parole. Qualsiasi cosa volesse dirgli, lui lo avrebbe bloccato. &amp;lt; Non voglio saperlo. Devi mettere in salvo tutti, non me. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Vide Inghilterra stringere i pugni, quasi volesse afferrarlo e scuoterlo, percuoterlo, fino a farlo ragionare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Per la prima volta Italia si era guardato attorno. Erano meno della met&amp;agrave;, aveva perso ancora una volta. Il suo obiettivo era quello di farli uscire tutti, a discapito della sua stessa vita. Non aveva bisogno che Arthur riavvolgesse il tempo ogni volta che succedeva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Tutti insieme. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Inghilterra arriv&amp;ograve; alle sue spalle e si mise al suo fianco; lo osserv&amp;ograve; con occhi attenti, facendogli balzare il cuore in petto. Da quando sentiva una cosa del genere, quando Arthur si avvicinava a lui; da quanti loop stava succedendo ormai.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Io... &amp;gt; inizi&amp;ograve; a parlare Italia, ma Inghilterra scosse il capo e lo blocc&amp;ograve;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Feliciano. Ho giurato come persona che avremmo mantenuto dei buoni rapporti. &amp;gt; gli disse seriamente, incrociando il suo sguardo. &amp;lt; Ho giurato che saremmo usciti di qua tutti assieme, vivi. Tutti e nove. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Italia non parl&amp;ograve; e non aggiunse altro; il magone alla gola gli impediva di dire qualsiasi cosa. Non erano ancora tutti; mancavano ancora troppe persone nel loro gruppo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Ora capisco, ma io non valgo la pena di cos&amp;igrave; tanti sacrifici. &amp;gt; gli disse con voce calma, accettando di dover morire senza alcuna paura; ironico, lui era la nazione che pi&amp;ugrave; si spaventava di tutto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Per me vali tutto questo e molto altro. &amp;gt; gli disse Inghilterra con finalit&amp;agrave; nella voce.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Sei un'idiota. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Le parole erano un sussurro appena accennato, ma le sue orecchie percepirono ogni singola sillaba che gli aveva detto. &amp;lt; Non hai ancora capito? &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Italia lo guard&amp;ograve; con un mezzo sorriso e lo sguardo divertito. &amp;lt; Forse ho bisogno di un chiarimento in pi&amp;ugrave;. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Le labbra di Inghilterra si posarono ancora una volta sulle sue, prepotenti ed insaziabili; le braccia lo strinsero ancora contro di s&amp;eacute;, mentre Italia ricambiava ogni gesto con eguale trasporto. Alla fine aveva capito; non credeva che da nemici sarebbero mai arrivati a quella situazione, che dietro ai sacrifici di Arthur c'era quel semplice motivo: cos&amp;igrave; puro ed incredibile che faticava a credere fosse nato in un luogo maledetto come quello.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Ed ora? &amp;gt; domand&amp;ograve; appena, lanciando un'occhiata sopra la sua spalle e lasciandosi sfuggire una risatina. C'erano tutti e Italia sapeva, anche senza guardare, quali fossero i loro sguardi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Forse. &amp;gt; sorrise piano, afferrandogli il bavero della giacca per avvicinarlo a s&amp;eacute;. Lo baci&amp;ograve; ancora dolcemente, sentendo l'aria rinfrescare le sue guance stanche. Gli parve di sentire la voce di suo fratello Romano dire qualcosa contro l'inglese, ma entrambi ignorarono volutamente la cosa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Far&amp;ograve; l'impossibile per salvarti, ogni volta che sar&amp;agrave; necessario. &amp;gt; disse Inghilterra, anche se non c'era effettivo bisogno di dire qualcosa. Non era pi&amp;ugrave; necessario.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=21224" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>A me stesso...</title>
    <published>2020-03-21T16:54:05Z</published>
    <updated>2020-03-21T16:54:05Z</updated>
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    <content type="html">&amp;nbsp;Titolo: A me stesso...&lt;div&gt;Fandom: Axis Power Hetalia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Personaggi: Inghilterra; Italia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pairing: UkIta&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rating: safe&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Conteggio Parole: 1111&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Warning: Loop temporale + Memory loss - Hetaoni!AU&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Inghilterra osserv&amp;ograve; il corpo di Italia, in quella bara improvvisata nella casa infestata; avevano trovato tutto, anche i fiori per accompagnare il suo corpo. Era incredibile come quel luogo fosse fornito di ogni cosa; erano completamente distaccati dal mondo, non potevano comunicare tramite i loro telefoni e porte e finestre erano tutte bloccate. Ma potevi trovare fiori e cibo come se la casa si autogestisse da sola.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Si avvicin&amp;ograve; a lui con passo lento, quasi temesse la vista del suo volto esanime e senza vita; Italia era morto e la casa aveva riaperto le sue porte; Italia era morto e con lui la possibilit&amp;agrave; di uscire tutti assieme da l&amp;igrave;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Non gli aveva forse detto che ne sarebbero usciti tutti vivi? Che non doveva in alcun modo sacrificare s&amp;eacute; stesso per salvare loro? Trattenne un'imprecazione contro l'italiano, fermandosi alla fine al suo fianco. Un fiore rosso giaceva fra le sue mani, insieme a quel diario che portava sempre con s&amp;eacute;: ebbe la tentazione di prenderlo, di vedere cosa c'era al suo interno; sentiva solo che la magia che sprigionava era maligna e che, in qualche modo, era legato alla loro situazione. Pi&amp;ugrave; spremeva le meningi, cercando di capire quello che stava succedendo, meno riusciva a capire: c'erano dei tasselli che mancavano, delle scelte che avevano fatto e che erano sbagliate; sapeva che qualcosa non stava andando per il verso giusto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Italia, non posso permettere che finisca cos&amp;igrave;. &amp;gt; mormor&amp;ograve;, sfiorando la sua fronte per allontanare i capelli; il sangue era ancora presente sul suo volto, ma non si lasci&amp;ograve; scoraggiare mentre depositava un leggero bacio sulla sua fronte. &amp;lt; Sistemer&amp;ograve; tutto. E allora usciremo di qui, vivi. &amp;gt; esclam&amp;ograve; con voce sicura, lasciando poi la stanza alle sue spalle.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Diversi minuti dopo, l'intera casa trem&amp;ograve; e venne avvolta dalla luce; gli orologi a tutte le pareti tornarono indietro di ventiquattro ore. E la memoria di ogni persona in quella casa venne velocemente cancellata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Qualcosa non tornava. La sua mente era ancora annebbiata dall'ennesimo scontro avuto con l'alieno; stavano cercando tutti di riposare, ma il terrore di essere scoperti li teneva tutti svegli. Italia non aveva ancora detto nulla a nessuno, temendo il peggio nella loro reazione; temeva soprattutto che Inghilterra l'avrebbe presa pi&amp;ugrave; male di tutti: lui che cercava in tutti i modi di morire per salvarli; non avevano fatto una promessa, lui e l'inglese?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Italia sospir&amp;ograve; piano e strinse fra le mani quella lettera che aveva trovato; c'era scritto il suo nome, con la sua grafia. In uno dei tanti loop temporali doveva aver lasciato qualche indizio per loro, per&amp;ograve; non ricordava in alcun modo di aver scritto una lettera. C'erano gli orologi, che avevano iniziato a rompere dopo un suo incidente maldestre - per le altre nazioni, ma lui sapeva cosa avrebbe provocato nella loro mente. C'erano i luoghi dove si nascondevano, che aveva aiutato a trovare perch&amp;eacute; sapeva dove si trovavano grazie ai ricordi passati. Ma quella lettera? Non aveva mai scritto nulla a nessuno, tanto meno a s&amp;eacute; stesso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Le sue mani tremarono leggermente, mentre rigirava l'involucro fra le dita; nessuno lo stava guardando, ma i suoi occhi andarono comunque a cercare le altre nazioni per capire se qualcuno lo stesse osservando. Nessuno. Alcuni avevano gli occhi chiusi; Inghilterra fissava a terra, ancora incredulo per non avere pi&amp;ugrave; un briciolo di magia: nemmeno lui sapeva spiegarsi perch&amp;eacute; fosse arrivato in quella condizione, in quella ripetizione della giornata. Forse dopo tutto quel tempo, la sua magia si era esaurita? Ebbe la tentazione di avvicinarsi, ma nessuno sapeva; nemmeno Inghilterra ricordava quello che stava nascendo fra di loro. Sospir&amp;ograve; piano e si decise ad aprire la busta, tirando fuori il foglio ingiallito. Per quanti loop era rimasta nascosta? Quanti giorni erano davvero passati da quando erano entrati?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;quot;A me stesso, perso da qualche parte nel tempo e che ora non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; solo&amp;quot;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Italia lesse e rilesse quelle parole, sentendo il cuore mozzarsi in gola; stava scrivendo a s&amp;eacute; stesso? Per quale motivo era arrivato a tanto?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;quot;Ancora una volta ho fatto degli errori, ma anche dei progressi. Ho finalmente imparato a fidarmi dei miei amici.&amp;quot;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Alz&amp;ograve; ancora una volta lo sguardo verso le altre nazioni; amici, li aveva chiamati nella lettera. Si lasci&amp;ograve; sfuggire un piccolo sorriso, abbassando lo sguardo sulle righe scritte dalla sua stessa mano. S&amp;igrave;, si fidava di loro e non era solo. La lettera era arrivato al giusto Italia, quello ancora perso nel tempo, ma che non poteva pi&amp;ugrave; considerarsi da solo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;quot;Ero costantemente spaventato, sai? Pensavo che tutti mi avrebbero incolpato per averli trascinati fino a questo punto, che sarebbero stati disgustati da me; che si sarebbero arrabbiati e che mi avrebbero lasciato.&amp;quot;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Quella cosa non cambiava: era sempre spaventato da quello che potevano pensare di lui; si sarebbero comunque arrabbiati e lui non avrebbe sopportato l'idea di rimanere da solo, di essere abbandonato da quelle persone che considerava amiche; prima di essere delle nazioni, erano delle persone con i loro sentimenti.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;quot;Ma poi, mi &amp;egrave; stato detto che avevo un'idea sbagliata. Alla fine erano arrabbiati con me e mi fece male. Non che mi abbiano picchiato, ma faceva male comunque.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;E poi ho finalmente capito, ma non potr&amp;ograve; passare questo ricordo al me stesso nei prossimi loop. Sfortunatamente, morir&amp;ograve; ancora. Per questo ho deciso di scrivere questa lettera.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Ricordati di ringraziare Inghilterra. E di a tutti la verit&amp;agrave;. Si arrabbieranno sicuramente, ma non penseranno che sia colpa tua o che sei un fastidio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Perch&amp;eacute; non ti sei affidato ai tuoi amici prima? A cosa servono gli amici, se no? Questo &amp;egrave; quello che mi hanno detto e sono sicuro che lo diranno anche a te. Sono sicuro che pianger&amp;ograve;. E poi... e poi... Guardati attorno.&amp;quot;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Le mani di Italia tremarono violentemente, mentre si mordeva il labbro inferiore; era per questo che non ricordava alcune cose: era morto. Pi&amp;ugrave; di una volta, secondo la lettera.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;E doveva ringraziare Inghilterra; era lui, coinvolto in tutto quello? Alz&amp;ograve; lo sguardo verso l'inglese e strinse con forza le mani e spiegazz&amp;ograve; il foglio che aveva fra le mani, attirando l'attenzione degli altri; aveva ancora gli occhi lucidi e faticava a trattenere le lacrime.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Cosa succede, Italia? &amp;gt; domand&amp;ograve; Germania, perennemente preoccupato per lui e la sua sicurezza. Si ricordava di averlo scosso nel profondo, in uno dei primi loop; si ricordava di averlo fatto rinsavire. Ed era ancora l&amp;igrave; a preoccuparsi per lui, nonostante tutto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Io... Devo dirvi una cosa. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; appena, ma un rumore dalla stanza adiacente fece scattare tutti in piedi. Nessuno di loro fece un solo rumore, riconoscendo perfettamente a chi apparteneva quel suono. Li aveva trovati alla fine.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br type="_moz" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=20901" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Ciò che non dovrebbe essere</title>
    <published>2020-03-21T16:47:26Z</published>
    <updated>2020-03-21T16:47:26Z</updated>
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    <content type="html">&lt;div&gt;Titolo: Ci&amp;ograve; che non dovrebbe essere&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fandom: IkeRev&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Personaggi: Lancelot Kingsley; Ray Blackwell&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pairing: Lancelot/Ray&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rating: safe&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Conteggio Parole: 1392&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Warning: pokember au; pre-game; Amore/odio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cinquecento anni prima dell'inizio Cradle era una terra pacifica ed unita sotto la stessa bandiera; Rossi e Neri erano uniti sotto un'unica bandiera e legati dagli stessi ideali; nonostante le differenze di vedute, nonostante alcuni di loro si combattessero per gioco o meno, riuscivano sempre a trovare un punto di incontro. Un giorno, per&amp;ograve;, il re mor&amp;igrave; senza lasciar alcun erede; inizi&amp;ograve; cos&amp;igrave; una lotta per la successione che divise quella terra pacifica in due fazioni con idee cos&amp;igrave; opposte da chiedersi come avessero potuto mantenere la pace cos&amp;igrave; a lungo: da un lato si form&amp;ograve; l'Esercito Rosso, fermamente convinto che la discendenza ed il sangue fossero la cosa pi&amp;ugrave; importante al mondo; dall'altro, c'era l'Esercito Nero, fiero di portare a s&amp;eacute; chiunque avesse forza e dimostrasse il suo valore - nonostante le origini. Per mantenere una pace forzata ed un equilibrio precario, entrambi gli schieramenti rinunciarono al Central Quarter di Cradle mentre si spartirono il resto della Terra della Magia. Stipularono un patto che delimitava i loro territori ed impediva al nemico di entrarvi.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La vera storia, per&amp;ograve;, inizi&amp;ograve; davvero quando odio ed amore si incontrarono per la prima volta dopo cinquecento anni di separazione. Ormai l'origine dello scisma era cos&amp;igrave; lontano da essersi cancellato dalle menti degli abitanti di Cradle, al punto da considerare quasi impossibile un'unione fra i due eserciti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il sole splendeva sulle teste degli studenti del collegio; l'anno scolastico era appena iniziato e gi&amp;agrave; alcuni di loro correvano verso le loro classi come se fossero in ritardo. Ray Blackwell era uno di quegli studenti ritardatari, che ignorava i suoi doveri di studente anche se i suoi voti erano sopra la media. A differenza dei suoi compagni, per&amp;ograve;, lui stava correndo nella direzione opposta, verso il bosco dove aveva visto sparire uno Shinx. Non era una sorpresa per lui; aveva gi&amp;agrave; avuto modo di usare la magia, quando era pi&amp;ugrave; piccolo, ma non era andato oltre a qualche scherzo fatto ai suoi genitori o ai vicini di casa. Si era sempre contenuto, in modo da non farsi notare troppo - a differenza di qualche allievo del collegio che arrivava dal territorio Rosso. Ray lo aveva incrociato solo poche volte, ma era chiaro dal suo portamento e dall'aria snob che fosse figlio di nobili e che avrebbe ricoperto un ruolo importante nel loro esercito. Sicuramente uno dei Tredici Prescelti, pensava ogni volta che lo vedeva.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il giovane dai capelli corvini scosse la testa e si concentr&amp;ograve; sul suo obiettivo: era sicuro di averlo visto passare da l&amp;igrave; e doveva assolutamente essere certo che fosse lui la sua scelta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Corse a perdi fiato, finch&amp;eacute; non si ritrov&amp;ograve; in una radura nel mezzo del bosco; Shinx era accovacciato al centro, il pelo ritto sulla schiena e pronto a scattare all'attacco, ma era voltato nella direzione opposta da cui era arrivato Ray; dalla parte opposta a lui, un ragazzo pi&amp;ugrave; grande di lui stava osservando il famiglio con interesse e dubbio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Tu. &amp;gt; esclam&amp;ograve; Ray senza pensarci, facendo un passo in avanti per istinto. Non poteva non riconoscere quei capelli biondi come l'oro e gli occhi di ghiaccio di Lancelot Kingsley; aveva pensato a lui prima di entrare nel bosco, con la sua aria snob e superiore che avevano tutti i nobili del territorio Rosso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lancelot punt&amp;ograve; lo sguardo su di lui ed il dubbio spar&amp;igrave; completamente quando Shinx and&amp;ograve; a nascondersi dietro le gambe di Ray. &amp;lt; Ah. &amp;egrave; tuo. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; monocorde, degnandolo di uno sguardo appena; la sua voce era fredda e distante, anche se il suo sguardo si era acceso di una luce simile a curiosit&amp;agrave; ed interesse per la persona davanti a lui.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Hai qualche problema? &amp;gt; disse seriamente, mettendosi in posizione difensiva di fronte allo studente. Era un nemico e non aveva fatto mistero nei confronti degli studenti Neri o anche a chi veniva dalla zona neutrale del Paese.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; No. &amp;gt; rispose seccamente, inarcando un sopracciglio. &amp;lt; Pensavo fosse un famiglio da solo. &amp;gt; disse semplicemente, incamminandosi verso di lui; Ray mantenne la sua posizione difensiva finch&amp;eacute; non gli fu davanti e non lo sorpass&amp;ograve; per andare oltre. &amp;lt; Tienitelo stretto, Blackwell. &amp;gt; gli disse a mo' di minaccia, facendo scattare Ray; il corvino lo afferr&amp;ograve; per il bavero della camicia e lo obblig&amp;ograve; a girarsi verso di lui.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Se osi toccarlo, ti far&amp;ograve; rimpiangere di avermi incontrato. &amp;gt; esclam&amp;ograve; infastidito, puntando le iridi smeraldo in quelle azzurre, contornate da ciglia bionde e lunghe; si stava concentrando su qualcosa di sbagliato, in quel momento: Lancelot era bello, in modo oggettivo, ma non poteva farsi distrarre proprio da quello ora.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Non sto dicendo che gli far&amp;ograve; io qualcosa. &amp;gt; gli fece notare, allontanandogli le mani dalla sua divisa per liberarsi dalla presa in cui era stato bloccato. Lo guard&amp;ograve; ancora con curiosit&amp;agrave;, sebbene la sua espressione fosse una maschera di ghiaccio. &amp;lt; Dovresti stare attento a chi indirizzi il tuo odio. &amp;gt; aggiunse, prima di voltargli le spalle ed avviarsi verso il campus scolastico. Ray rimase fermo sul posto, osservando la sua schiena e come il sole - che filtrava fra le foglie - illuminasse d'oro i suoi capelli.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Scosse ancora il capo e lo lasci&amp;ograve; andare via, mentre si passava una mano fra i capelli; ai suoi piedi, Shinx si era accovacciato al suo fianco ed aveva iniziato a fare delle piccole fusa dolci e soddisfatte, praticamente scegliendolo come suo stregone.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pass&amp;ograve; diverso tempo prima che potessero parlarsi di nuovo; si erano incrociati diverse volte per i corridoi del collegio: i loro sguardi si incontravano e poi si allontanavano velocemente, come se avessero paura di essere scoperti. Pi&amp;ugrave; passavano questi istanti, pi&amp;ugrave; il cuore di Ray sembrava saltargli ogni volta in gola; il suo stomaco era in subbuglio e, tante volte, Fenrir gli aveva chiesto se non avesse una cotta per qualche ragazza del loro anno. Ci aveva pensato, ma non gli aveva mai dato una risposta; la sua cotta non era per una ragazza, ma per un ragazzo - soprattutto verso qualcuno per cui non doveva esistere un sentimento cos&amp;igrave;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Immaginavo di trovarti qui. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ray sussult&amp;ograve;, seduto in mezzo alla radura con Shinx seduto sulle sue gambe incrociate; volt&amp;ograve; appena il capo verso la boscaglia, vedendo Lancelot Kingsley appoggiato ad un albero con il volto rivolto verso l'alto. Il suo cuore fece un balzo, mentre si concentrava nuovamente su Shinx.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Perch&amp;eacute;? Mi cercavi? &amp;gt; domand&amp;ograve; disinteressato, tendendo le orecchie quando sent&amp;igrave; il rumore dell'erba calpestata. Segu&amp;igrave; il suono, finch&amp;eacute; non si ferm&amp;ograve; e pot&amp;eacute; sentire la schiena di Lancelot contro la sua.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Non in modo particolare, ma avevo la sensazione che saresti stato qui - con le lezioni sospese. &amp;gt; gli spieg&amp;ograve;, senza dare una risposta vera e propria. Ray poteva sentire il calore contro di lui fino ad avvolgerlo completamente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Sono cos&amp;igrave; prevedibile? &amp;gt; domand&amp;ograve; con un sorriso amaro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; No. Per niente. Mi sono chiesto per giorni dove fossi finito. Sei come sparito nel nulla, come Harr. &amp;gt; rispose Lancelot; Ray inspir&amp;ograve; sonoramente, prima di girarsi verso di lui e cercare i suoi occhi. Quindi qualcuno si era chiesto della sua sparizione da quel giorno; qualcuno lo aveva cercato fino ad arrivare l&amp;igrave;. Sapeva che Fenrir non aveva idea di dove trovarlo, lo giustificava per questo; il fatto che Lancelot fosse l&amp;igrave;, la diceva lunga su molte cose. &amp;lt; Cosa ti &amp;egrave; successo, Ray? &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lancelot incroci&amp;ograve; i suoi occhi e domand&amp;ograve; anche con esse una spiegazione, anche minima, su quello che era successo e perch&amp;eacute; era sparito in quel modo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Non posso. &amp;gt; gli rispose Ray, scuotendo piano il capo, mentre appoggiava la fronte contro la sua spalla. &amp;lt; Vorrei, ma non me lo permettono. &amp;gt; aggiunse alla fine, mordendosi il labbro inferiore per non scoppiare in lacrime per l'ennesima volta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Allora lo scoprir&amp;ograve;. Quando diventer&amp;ograve; Re, scoprir&amp;ograve; ogni cosa e far&amp;ograve; giustizia. &amp;gt; rispose con voce sicura, mentre sposava una mano indietro e stringeva quella di Ray nella sua. Entrambi sentirono un sussulto ed un sentimento che non doveva nascere fra un Rosso ed un Nero nei loro cuori.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Mi fido. &amp;gt; rispose alla fine, ricambiando la stretta con eguale forza. Si aggrapp&amp;ograve; a quel gesto come una promessa silenziosa solo fra di loro, che avrebbe portato sempre nel suo cuore e non avrebbe mai rivelato a nessuno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=20566" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Odi et amo</title>
    <published>2020-03-20T18:55:21Z</published>
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    <content type="html">&lt;span style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Titolo: Odi et amo&lt;/span&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Fandom: Originale&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Personaggi: Estate; Inverno&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Pairing: Estate/Inverno&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Rating: Safe&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Conteggio Parole: 2053&lt;/div&gt;&lt;span style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Warning: Amore/Odio; stagioni personificate;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br type="_moz" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Mi odi? &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Ti detesto! &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Estate rise alle sue spalle, facendola voltare per potergli lanciare un'occhiata glaciale. Era veramente brava a lanciargli quel genere di sguardi: doveva allenarsi ad usare la magia anche tramite lo sguardo e non solo con il contatto; l'idea di vederlo trasformarsi in una statua di ghiaccio davanti ai suoi occhi era fantastica. Chiss&amp;agrave; quanta soddisfazione avrebbe ottenuto in quell'istante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Chi disprezza compra, dicono di questi tempi gli umani. &amp;gt; le rispose con una risata, avvicinandosi a lei senza alcuna paura; ormai aveva visto fin troppe volte quello sguardo per poterlo temere realmente. &amp;lt; E che gli opposti si attraggono. &amp;gt; aggiunse alla fine, sfiorando la pelle della sua spalla senza toccarla realmente. Inverno si trovava nella dimora di Estate, strana cosa per lei che odiava il caldo con tutta s&amp;eacute; stessa; privata del suo mantello di pelliccia, Estate poteva finalmente vedere l'abito che indossava: bianco puro come la neve, le maniche ampie in tulle che mostravano il pallore della sua pelle; il collo alto nascondeva il suo collo snello; l'ampia gonna, invece, arrivava a toccare il pavimento e ad adagiarsi intorno ai suoi piedi come la neve appena caduta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Inverno sentiva lo sguardo di Estate percorrere ogni centimetro di lei come se fosse nuda davanti a lui; non poteva biasimarlo, non avendola mai vista senza la sua corazza di soffice pelo.&amp;nbsp; Questo non voleva dire che accettasse di essere guardata in quel modo proprio da lui.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Smettila! &amp;gt; sbott&amp;ograve; adirata, facendo un passo avanti; si tese con il busto verso di lui ed incroci&amp;ograve; gli occhi scuri che la stavano guardando.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Oh dai! Sono solo sorpreso! &amp;gt; si giustific&amp;ograve; lui, aggiungendo anche un sorriso divertito alla frase; come se quello potesse rendere meno fastidioso quello che aveva fatto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Si muore di caldo qui. Cosa ti aspettavi? Che mi sciogliessi nel mio mantello? &amp;gt; domand&amp;ograve; sarcastica, incrociando le braccia al petto mentre lo sfidava a dire che doveva fare cos&amp;igrave;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Non fa cos&amp;igrave; caldo. &amp;egrave; una piacevole brezza estiva. &amp;gt; si indign&amp;ograve; Estate, ma il sorriso torn&amp;ograve; presto sulle sue labbra; si avvicin&amp;ograve; a lei e la abbraccio con forza, avvicinandola al suo corpo - mezzo nudo, perch&amp;eacute; ovviamente Estate andava in giro solo in bermuda. &amp;lt; Mica come casa tua, dove si gela. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Ehi! Chi ti ha detto che puoi abbracciarmi? &amp;gt; esclam&amp;ograve; indignata, cercandolo di spingerlo via con le mani appoggiate al suo petto; le osserv&amp;ograve; per qualche istante, notando l'incredibile contrasto che c'era fra il colore della loro pelle: lui era nero, lei era bianca. Carbone e neve; non potevano stare insieme, qualsiasi fosse il desiderio folle di Estate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Voglio scaldarti. Hai bisogno di essere pi&amp;ugrave; calda. &amp;gt; si giustific&amp;ograve; lui, impedendole di fare qualsiasi tipo di resistenza contro alla sua stretta; sent&amp;igrave; il mento appoggiarsi sulla sua testa ed il suo sospiro contro ai suoi capelli. Quel contatto non riusciva ad odiarlo come avrebbe voluto; si stava sciogliendo fra le sue braccia come la neve al sole.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Lasciami. &amp;gt; mormor&amp;ograve; debolmente, osservando la sua pelle nera; non era liscia come la sua; anche al tatto poteva sentire come fosse ruvida. Da quando si soffermava a vedere com&amp;rsquo;era il suo corpo e quali fossero i dettagli della sua pelle?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Non sembri cos&amp;igrave; convinta. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; appena, abbassando lo sguardo su di lei. Abbozz&amp;ograve; un sorriso divertito, mentre le passava la mano sotto al mento per farle alzare il viso. &amp;lt; Sembri interessata a qualcosa. &amp;gt; la punzecchi&amp;ograve;, osservando gli occhi azzurro ghiaccio sfuggire al suo sguardo e cercare una via di fuga intorno a loro; le guance erano pi&amp;ugrave; rosee del solito, segno che un rossore di imbarazzo stava prendendo il sopravvento. Inverno poteva sentire il desiderio di vedere di pi&amp;ugrave; solo dallo sguardo di Estate; il suo corpo ebbe quasi un tremito violento al solo pensiero di come avrebbe potuto ottenerlo. Non vi era alcuna paura, ma solo eccitazione e qualcosa a cui non voleva dare un nome. Se Primavera fosse stato l&amp;igrave;, sicuramente gli avrebbe detto il nome giusto - e le lo avrebbe sicuramente ripreso, dicendogli che fosse un folle a pensare ad una cosa del genere.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Inverno. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; Estate, richiamando la sua attenzione sulla situazione in cui si trovavano. Fu pi&amp;ugrave; consapevole dei loro corpi e del calore che arrivava dal corpo della stagione sua opposta; poteva percepire ogni suo muscolo a contatto con il suo corpo ed ogni movimento impercettibile che faceva; non avrebbe dovuto trovarsi in quella situazione con lui, non quando lei non era in grado - non aveva coraggio - di dare un nome serio a quel sentimento che provava.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Non dire nulla, Estate. Per favore. &amp;gt; lo implor&amp;ograve; con la voce e con lo sguardo, incrociando il suo sguardo scuro e profondo che, sapeva bene, la seguiva ogni volta che poteva guardarla. Oh, quante volte aveva sentito quegli occhi su di lei, il loro calore e la loro intensit&amp;agrave;. Quante volte aveva cercato di negare l&amp;rsquo;effetto che le provocavano, nascondendo tutto dietro ad una maschera di odio e di disprezzo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Lo sai che ti amo, Inverno. &amp;gt; le disse seriamente, accarezzandole leggermente il volto con il pollice; Inverno socchiuse gli occhi al contatto, lasciandosi anche sfuggire un sospiro. Si sentiva le guance accaldate, pi&amp;ugrave; per le parole di Estate che per la mano calda sul suo viso; anche se sapeva da sempre di quei sentimenti, sentire quelle parole da lui aveva tutto un altro effetto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Estate. Io&amp;hellip; &amp;gt; inizi&amp;ograve; lei, bloccandosi subito. Io cosa? Non aveva idea di dove voleva andare a parare. Non lo amava? Lo sapeva gi&amp;agrave;. Non aveva mai nascosto quanto poco lo sopportasse, anche se accettava ogni suo invito e gli permetteva di entrare nella sua casa quando si presentava non invitato; osserv&amp;ograve; le labbra di Estate tirarsi in un sorriso pi&amp;ugrave; ampio, mentre si abbassava verso di lei ed appoggiava la fronte contro la sua.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Non hai bisogno di dire nulla. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; dolcemente; il suo respiro era caldo come il resto del suo corpo e per la prima volta Inverno desider&amp;ograve; quel calore per s&amp;eacute;. &amp;lt; Posso aspettare tutta l&amp;rsquo;eternit&amp;agrave; di sentirti dire che mi ricambi. Aspetter&amp;ograve; il momento in cui sarai pronta per dirmelo. &amp;gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Inverno ci mise tutta s&amp;eacute; stessa per dimostrasi indignata ed infastidita dalle sue parole. &amp;lt; Ti odio. &amp;gt; sibil&amp;ograve; fra i denti, ma il tono era meno pungente delle altre volte; il suo intento di ferirlo non era presente nella sua voce come sempre. Era debole e pi&amp;ugrave; dolce, come se nascondesse dietro quelle parole qualcosa di pi&amp;ugrave; profondo e vero di un odio fasullo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Estate si lasci&amp;ograve; andare ad una risata sospirata contro al suo volto, avendo visto fin troppo la verit&amp;agrave; al di l&amp;agrave; della sua maschera di ghiaccio. &amp;lt; Inverno, spero che un giorno sarai realmente sincera con me. &amp;gt; le disse con dolcezza, tenendola sempre vicino a lui per non perdere quel contatto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Oh, stai zitto! &amp;gt; disse con veemenza, allontanando lo sguardo da lui; non poteva sopportare quel contatto e quegli occhi perennemente puntati su di lei. Estate rise ancora una volta, con tono pi&amp;ugrave; profondo ed alto, tirando anche indietro la testa per come si stava divertendo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Sai, ci&amp;nbsp; sarebbe un modo per farmi stare zitto. &amp;gt; aggiunse subito dopo, la risata ancora presente in ogni parola che le sue labbra lasciavano andare. Inverno si indign&amp;ograve; con tutta s&amp;eacute;&amp;zwnj; stessa, dandogli un pugno contro al petto possente; si fece male pi&amp;ugrave; lei che lui, ma fu un modo per sfuggire alla sua presa ed alla tentazione che quelle parole avevano creato in lei.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Scordatelo. &amp;gt; disse con un sibilo, recuperando subito il suo mantello di pelliccia; vi si avvolse subito, come se stesse improvvisamente sentendo freddo. &amp;lt; Devo andare. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; alla fine, voltandosi a guardarlo seriamente.&amp;nbsp; Si mordicchi&amp;ograve; il labbro inferiore senza pensarci troppo e vide lo sguardo di Estate farsi scuro e serio; si avvicin&amp;ograve; di nuovo a lei e le afferr&amp;ograve; il volto con entrambe le mani.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Dillo. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; con voce bassa e roca, gli occhi accesi di un desiderio che faticava a trattenere alla sua vista. Inverno scosse la testa e chiuse gli occhi; non smise di torturarsi il labbro, cercando di impedire alle parole di sfuggire e decretare una sconfitta cocente per il suo orgoglio. &amp;lt; Inverno. &amp;gt; la ammon&amp;igrave; con un ringhio; Estate non osava mai fare niente se lei non voleva, ma quella volta era consapevole che aveva raggiunto il limite ed un suo rifiuto avrebbe distrutto il muro che frenava ogni sua emozione ed ossessione a lei destinate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; &amp;hellip; &amp;gt; Inverno lo guard&amp;ograve; negli occhi profondi e scuri, mentre avvicinava le mani pallide alle sue; le strinse con forza, ma non le fece allontanare. Poteva davvero frenare il desiderio che stavano provando entrambi con l&amp;rsquo;ennesimo rifiuto? &amp;lt; Baciami. &amp;gt; sent&amp;igrave; la sua voce mormorare, come se non fosse realmente all&amp;rsquo;interno del suo corpo e vivesse quel momento da esterna.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le labbra di Estate furono immediatamente sulle sue; le reclam&amp;ograve; con un gesto possessivo e quasi violento, che nulla aveva di un bacio amorevole di una persona che dichiarava di amarla. Forse era l&amp;rsquo;attesa, il continuo rifiuto; forse aveva raggiunto davvero il limite ed ora Inverno ne avrebbe pagato le conseguenze, rimanendo senza fiato e con le labbra roventi per un bacio di cui si era privata tanto a lungo. Il suo corpo sembro incendiarsi, partendo dalle labbra e scendendo fino alla punta dei piedi; le loro labbra si muovevano insieme, umide ed invitanti l&amp;rsquo;uno per l&amp;rsquo;altro, mentre cercavano di esplorarsi a vicenda e prendere il sopravvento sull&amp;rsquo;altro. &amp;lt; Sei fredda. &amp;gt; le disse Estate contro le labbra, inclinando lievemente il capo verso sinistra; dischiuse le labbra e la sua lingua and&amp;ograve; a leccare le sue, chiedendole di aprirle, di accoglierlo per la prima volta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Tu sei bollente. &amp;gt; rispose lei, staccandosi leggermente, prima di consentirgli l&amp;rsquo;accesso ed accoglierle la lingua nella sua bocca; non era mai stata un&amp;rsquo;amante di quei baci cos&amp;igrave; umidi e troppo intimi: eppure c&amp;rsquo;era qualcosa di cos&amp;igrave; sensuale nel modo in cui la lingua di Estate si muoveva contro la sua, di come i loro respiri si fondevano insieme creando un piacevole calore che non disturbava nessuno dei due. Non poteva negare che tutto quello stava risvegliando in lei istinti che non pensava di avere, ormai sopiti sotto la coltre di ghiaccio e neve che aveva sempre usato come corazza; il suo cuore batteva all&amp;rsquo;impazzata, arrivando fino alla gola per toglierle il fiato - come se quel bacio non fosse abbastanza; nel suo stomaco qualcosa si dibatteva - le famose farfalle - facendolo contorcere in una piacevole stretta che le caus&amp;ograve; un gemito di piacere. Estate rispose a quel suono abbandonando il suo volto e le sue mani, afferrandola per le cosce e prendendola in braccio con estrema facilit&amp;agrave;; meno male che lo fece, perch&amp;eacute;&amp;zwnj; Inverno sentiva le sue ginocchia tremare sul punto di cedere e farla cadere a terra. Il mantello sfugg&amp;igrave; dalle sue spalle, cadde a loro piedi come una candida coperta, ma nessuno dei due gli diede una sola attenzione; c&amp;rsquo;erano i loro corpi cos&amp;igrave; a contato, le mani di Estate che si infilavano sotto al suo abito bianco ed afferravano direttamente le sue cosce. Un altro gemito sfugg&amp;igrave; alle labbra di Inverno, mentre si stringeva di pi&amp;ugrave; a lui - con le braccia avvolte intorno alle sue spalle ed il petto premuto contro il suo; i suoi seni erano schiacciati contro di lui, mettendo a stretto contatto i loro cuori che sembravano battere all&amp;rsquo;impazzata l&amp;rsquo;uno per l&amp;rsquo;altro.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Inverno non lo sent&amp;igrave; muoversi finch&amp;eacute; non sent&amp;igrave; la schiena premere contro la superficie verticale pi&amp;ugrave; vicina; si lasci&amp;ograve; sfuggire un gemito pi&amp;ugrave; alto, mentre il contatto fra di loro diventava pi&amp;ugrave; pressante e richiedeva sempre meno vestiti. &amp;lt; Estate. &amp;gt; mormor&amp;ograve; contro alle sue labbra, ancora saldamente incollate alle sue.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Lo so. Devi andare. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; in risposta, baciandolo ancora ed ancora, finch&amp;eacute;&amp;zwnj; nei loro corpi non rimase pi&amp;ugrave; una briciola di ossigeno. Si staccarono ed il loro respiri erano in affanno, annaspando per avere pi&amp;ugrave; aria in fretta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;lt; Torner&amp;ograve;. &amp;gt; rispose con un piccolo sorriso e quella era una promessa che avrebbe mantenuto. Estate lo sapeva.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=20275" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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    <title>Compos Sui</title>
    <published>2020-03-20T18:52:08Z</published>
    <updated>2020-03-20T18:52:08Z</updated>
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    <content type="html">&lt;span style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Titolo: Compos Sui&lt;/span&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Fandom: Ikemen Vampire&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Personaggi: Arthur Conan Doyle; Isaac Newton&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Pairing: Arthur/Isaac;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Rating: Safe&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Conteggio Parole: 3154&lt;/div&gt;&lt;span style="color: rgb(62, 62, 62); font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px;"&gt;Warning: Omegaverse; matrimonio combinato; age gap (+15);&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br type="_moz" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Era cos&amp;igrave; normale nella loro societ&amp;agrave; aspettarsi un matrimonio combinato. Isaac era stato preparato fin dall'inizio a quel giorno; questo non rendeva pi&amp;ugrave; accettabile l'idea di essere dato via ad un Alpha di cui non conosceva nulla se non il nome e che fosse un uomo molto ricco ed influente di Londra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Forza, Isaac. &amp;gt; lo esort&amp;ograve; sua madre, una donna sempre impeccabile e perfetta; una delle migliori nobildonne del paese, che si era meritata un posto a corte - e che rendeva suo padre ricevente di invidie da parte di tanti altri Alpha. &amp;lt; Non possiamo fare tardi o rischi di fare una brutta figura. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Come se gli interessasse fare una bella figura; ormai avevano gi&amp;agrave; deciso tutto da quando si era presentato come Omega. Cosa cambiavano un o due minuti di ritardo? Anche se fossero arrivati dopo un'ora, quell'Alpha lo avrebbe accettato lo stesso, solo per l'importanza che le loro famiglie avevano a corte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Dai retta a tua madre. &amp;gt; gli disse suo padre, silenzioso fino a quel momento. Lo sospinse nella carrozza che li attendeva davanti loro; fu Isaac il primo ad entrare, seguito poi da sua madre ed in fine il padre. Forse temevano che sarebbe corso via, se solo gli avessero dato ampio spazio per una fuga.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;In quel momento stava invidiando molto i beta, liberi di fare le loro scelte, anche se non potevano in alcun modo salire di rango nella loro societ&amp;agrave;. Lo status - o secondo genere - contava troppo per i nobili; Alpha o Omega non faceva tanta differenza, quando si trattava di avere una posizione di potere. Era ovvio che gli Alpha fossero pi&amp;ugrave; importanti degli Omega, venduti via in matrimoni combinati per aumentare il potere famigliare; ma anche il suo secondo genere poteva detenere un certo patrimonio ed una particolare importanza agli occhi della societ&amp;agrave;. Non ricoprivano cariche importanti, ma il solo fatto di poter deviare gli Alpha ed irretirli fino a farli cadere ai loro piedi li rendeva abbastanza temibili in un mondo dove il potere era tutto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;L'avere tutto quell'ascendente su qualcuno non riempiva di gioia Isaac; essere un Omega non era rose e fiori come facevano credere ai Beta ed agli Alpha: c'era il calore, momento che si rivelava doloroso se non passato con un compagno; c'era l'etichetta, creata in modo da mettere subito in chiaro quanto ascendente poteva avere sugli altri quell'omega. L'idea generale era quella di dimostrarsi pi&amp;ugrave; appetibile e migliore degli altri, mostrando quanti alpha si era in grado di conquistare con la sola presenza. Era in quel modo che Isaac aveva attirato il suo futuro compagno, quando aveva solo dieci anni; non era stata una cosa volontaria: si era solo presentato per la prima volta ed i suoi ormoni avevano attirato Lord Arthur Conan Doyle, in quel periodo lo scapolo d'oro pi&amp;ugrave; ambito di tutta Londra e dell'Inghilterra intera. Pensare che i suoi genitori avessero programmato dieci anni della sua vita da allora lo disgustava e gli serrava lo stomaco in una morsa dolorosa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Invidiava i Beta e tutta la loro libert&amp;agrave; di scegliere; anche guardando fuori dalla carrozza poteva vedere come ci fossero alcuni di loro in giro, di ritorno dal lavoro o liberi da ogni lezione di etichetta e galateo; non dovevano preoccuparsi di apparire in societ&amp;agrave;, di entrare a corte, di incontrare un buon partito e conquistarlo - o esserne conquistati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Smettila di sbuffare, Isaac. &amp;gt; lo riprese sua madre, dopo aver rilasciato l'ennesimo sospiro dalle labbra serrate; i suoi occhi rosati si spostarono sulla madre e poi sul padre, arricciando appena le labbra infastidito.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Devo anche smettere di respirare, madre? &amp;gt; domand&amp;ograve; con sarcasmo, scoccandole un'occhiata. Lei gli aveva reso gli ultimi dieci anni un inferno in terra, almeno per gli ultimi dieci minuti con loro poteva ripagarla con la stessa moneta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Non mancare di rispetto a tua madre, Isaac. &amp;gt; lo ammon&amp;igrave; nuovamente suo padre, pronto come sempre a difenderla come se fosse innocente e pura. Gli venne da ridere e fu quello che fece, mentre tornava a guardare fuori dalla finestra; era una risata fredda e priva di gioia, che indicava che non avrebbe dato retta a suo padre quella volta. Se volevano ancora quel matrimonio, non potevano nemmeno sfiorarlo con un dito e lui avrebbe sfruttato a suo vantaggio quella situazione; forse non era cos&amp;igrave; male come si immaginava.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Il viaggio verso la villa di campagna di Lord Arthur fu silenzioso, contornato da occhiate infuocate da parte dei suoi genitori; quando la carrozza si ferm&amp;ograve; davanti all'ingresso principale, Isaac fu felice di abbandonare finalmente l'aria soffocante dell'abitacolo ed essere accolto da un servitore del Lord che avrebbe sposato da l&amp;igrave; a pochi giorni; nemmeno il tempo di capire che razza di persona fosse, se era ancora interessato ad un Omega che lo aveva attirato dieci anni prima.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Da questa parte, miei signori. &amp;gt; disse il servitore, facendo un breve inchino pi&amp;ugrave; nei confronti di Isaac che nei confronti dei suoi genitori; presto sarebbe diventato l'omega di quella casa e doveva pi&amp;ugrave; rispetto a lui che alla sua famiglia. La cosa non sembrava dispiacergli, mentre lo seguiva all'interno della sontuosa dimora; le pareti erano tappezzate di grandi arazzi e quadri di paesaggi; i mobili erano di legno scuro ed intarsiati di motivi floreali; le sfumature del blu e del verde mare dominavano gran parte dell'ingresso, cos&amp;igrave; come il salone dove vennero accompagnati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Lord Arthur arriver&amp;agrave; presto. Abbiate pazienza, lord Isaac. &amp;gt; disse il servitore, facendogli un inchino; lo invit&amp;ograve; a sedersi su uno dei divanetti della stanza, bordati di velluto e accompagnati da morbidi cuscini cobalto; sembrava che la mano di una donna avesse decorato tutta quella casa, gettando un velo di sconforto nell'animo di Isaac: forse era vero che si era dimenticato di lui e di quello che aveva promesso dieci anni prima. O forse era uno di quei lord che tenevano pi&amp;ugrave; di un compagno al proprio fianco, facendo il minimo indispensabile per dare attenzioni a tutti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Isaac storse le labbra, infastidito dai suoi stessi pensieri; non doveva sentirsi in quel modo, ma quella situazione gli dava da pensare. Se era davvero cos&amp;igrave;, presto i suoi genitori si sarebbero messi a cercare qualcun altro per lui - indipendentemente da ci&amp;ograve; che avrebbe voluto davvero. Non si sedette subito, quindi, avendo una mezza idea di fuggire e di lasciare quella stanza che stava diventando fin troppo soffocante; sembrava di essere tornato di nuovo nella carrozza, insieme ai suoi genitori; dopo tutto, loro erano ancora l&amp;igrave; e gli lanciavano occhiate ammonitrici, che lo invitavano a comportarsi come gli si addiceva e come ci si aspettava da lui. Isaac port&amp;ograve; una mano al colletto della camicia, improvvisamente troppo stretto; le sue dita annasparono per allentare il nodo del cravattino, prima di sentire una mano posarsi sulla sua spalla; sussult&amp;ograve; all'improvviso e si volt&amp;ograve; subito, facendo diversi passi indietro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Vi sentite bene? &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Il lord di quella casa era davanti a lui: non sembrava nemmeno passato un giorno; nei suoi ricordi da bambino era uguale all'uomo che ora aveva davanti, che non sembrava essere invecchiato nemmeno di un giorno; poteva solo scorgere qualche capello bianco nella sua chioma scura e delle rughe intorno agli occhi, segno di una persona che rideva spesso e con gusto. Ora, per&amp;ograve;, quegli occhi erano velati di preoccupazione, mentre lo osservava con la stessa attenzione che gli stava riservando.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Io... s&amp;igrave;, s&amp;igrave;. &amp;gt; mormor&amp;ograve; piano, abbassando immediatamente gli occhi a terra. &amp;lt; S&amp;igrave;, sto bene. &amp;gt; aggiunse alla fine, con poca enfasi e debolezza nello sguardo. Sent&amp;igrave; un sospiro leggero provenire da lord Arthur, come se non gli credesse minimamente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Ho chiesto di portare del t&amp;egrave;. Vi prego, sedetevi con me. &amp;gt; gli disse con un tono un po' insistente; pensava che potesse svenirgli davanti, all'improvviso? Lo pensava anche lui, perch&amp;eacute; sentiva la testa leggera e le gambe tremanti, che non lo avrebbero retto molto a lungo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Grazie, lord Arthur. &amp;gt; mormor&amp;ograve; con voce esile, facendosi guidare dalla mano posata sulla sua schiena. Sentiva gli sguardi ammonitori di sua madre puntati su di lui, sempre pi&amp;ugrave; intensi ad ogni passo verso il divanetto; lord Arthur si sedette al suo fianco ed elarg&amp;igrave; un sorriso alla sua famiglia, senza allontanare la mano dalla sua schiena; lo vide con la coda dell'occhio, mentre assumeva un'aria fin troppo soddisfatta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Milady, vi prego; vostro figlio non merita quegli sguardi. &amp;gt; le disse con voce candida e tranquilla; Isaac alz&amp;ograve; gli occhi verso di lui con sorpresa, cercando di capire se stesse dicendo la verit&amp;agrave; o si stesse prendendo gioco di lui. Nessuno sfidava apertamente sua madre, anche con la possibilit&amp;agrave; di un matrimonio cos&amp;igrave; importante alle porte. &amp;lt; Sarei anch'io nervoso, ad incontrare un Alpha che non vedo da dieci anni e che ha chiesto la mia mano appena mi sono presentato. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Isaac trattenne a stento un verso di sorpresa, guardandolo comunque come se non credesse alle sue orecchie. Davvero capiva quello che stava provando in quel momento? Il senso di oppressione, la paura, l'ansia; tutto quello che sentiva, era davvero compreso da un uomo che non avrebbe mai dovuto porsi un problema come il suo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Lord Arthur, siete troppo gentile. &amp;gt; rispose sua madre e quasi digrign&amp;ograve; i denti quando vide l'espressione compiacente, ma dallo sguardo glaciale; sapeva gi&amp;agrave; che stava per arrivare la ramanzina. &amp;lt; Ma Isaac sa di dover comportarsi come gli si conviene, come ogni Omega deve fare. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Isaac strinse i pugni appoggiati sulle gambe, abbassando di nuovo lo sguardo; se fosse stato solo con loro, probabilmente avrebbe risposto a tono. Ma lord Arthur era il suo biglietto di uscita da quella casa e non voleva mostrarsi sgradevole con il rischio di essere rifiutato. Era pronto a sopportare ogni cosa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Mi dispiace, madre. Far&amp;ograve; pi&amp;ugrave;... &amp;gt; inizi&amp;ograve; lui, ma Arthur lo blocc&amp;ograve; immediatamente - pos&amp;ograve; una mano sul suo pugno ed accarezz&amp;ograve; il dorso con il pollice per farlo rilassare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Non voglio un Omega perfetto. &amp;gt; rispose a tono Arthur, accennando uno sguardo ad Isaac. &amp;lt; Voglio lo stesso omega che ho visto dieci anni fa, che &amp;egrave; stato capace di ringhiare al primo Alpha che ha provato ad avvicinarsi a lui senza alcuna paura. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Il volto di Isaac si incendi&amp;ograve; di imbarazzo; non ricordava molto di quel giorno. Poco o niente gli era rimasto impresso, se non lo sguardo dell'unico Alpha che lo aveva difeso e lo aveva aiutato ad allontanarsi da chi non sapeva controllarsi. Ora era al suo fianco e lo stava difendendo dai propri genitori, da sua madre - che sembrava sempre pi&amp;ugrave; infastidita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Ma noi abbiamo deciso questo, per Isaac. &amp;gt; gli fece notare sua madre; non aveva bisogno di metter&amp;ograve; cos&amp;igrave; in evidenza; sapeva che la sua situazione non gli permetteva di fare o dire quello che realmente voleva. Era semplicemente un Omega che, per quanto potere detenesse, non era veramente padrone di s&amp;eacute; stesso; lui che voleva essere libero, sarebbe passato da un proprietario ad un altro come un semplice oggetto da sfruttare per aumentare la propria importanza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Abbiamo idee molto diverse. Sar&amp;agrave; incredibilmente felice di dare tutta la libert&amp;agrave; che Isaac vorr&amp;agrave;, quando saremo sposati. &amp;gt; disse con fare definitivo, alzandosi subito in piedi. Il t&amp;eacute; non era nemmeno arrivato e gi&amp;agrave; l'incontro era terminato; sarebbe ritornato a casa con la sua famiglia e per i prossimi giorni avrebbe atteso il matrimonio con il terrore che sua madre decidesse di bloccarlo. Era perso nella sua mente, l'unico luogo dove poteva rifugiarsi, per questo non si accorse subito che Arthur aveva preso la sua mano e lo invitava a seguirlo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Isaac, vorrei parlare con te, da solo. &amp;gt; gli disse - o forse gli ripet&amp;eacute; - perch&amp;eacute; ora gli stava sorridendo con dolcezza e non vi era alcun tono di comando nella sua voce. Era una richiesta che gli stava facendo e che gli avrebbe permesso di rifiutare, se solo lo avesse voluto; il suo capo si mosse da solo, annuendo a quella richiesta gentile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Non potete rimanere da soli prima del matrimonio. &amp;gt; esclam&amp;ograve; sua madre con tono isterico, alzandosi in piedi per fermare entrambi, come ultimo appiglio per far andare le cose come voleva lei.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Ci sono i miei servitori e le guardie della mia casa. Non saremo soli fisicamente, ma lontani da orecchie che non devono sentire. &amp;gt; esclam&amp;ograve; con tono minaccioso Arthur, sistemandosi gi&amp;agrave; davanti ad Isaac come se volesse proteggerlo da una minaccia. &amp;lt; E poi, siete stata voi a dire che Isaac sarebbe rimasto qui fino al matrimonio. Ve lo siete dimenticato, Milady? &amp;gt; domand&amp;ograve; il lord con tono particolarmente divertito, sempre stringendo la mano ad Isaac che sent&amp;igrave; il cuore finirgli in gola a sentire quelle parole.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; C-Cosa volete dire, Lord Arthur? &amp;gt; domand&amp;ograve; subito con voce titubante, alzando il viso per guardarlo negli occhi. Sua madre aveva davvero deciso ogni cosa della sua vita? Magari aveva organizzato anche quello che avrebbe dovuto fare dopo il matrimonio, senza lasciargli alcuna possibilit&amp;agrave; di scegliere?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Arthur lo guard&amp;ograve; stupito, voltandosi poi a guardare la famiglia dell'omega con disgusto per nulla celato. &amp;lt; Non glielo avete detto. &amp;gt; afferm&amp;ograve; semplicemente. &amp;lt; Direi che ci siamo detti tutti, allora. Vi far&amp;ograve; sapere tutto come da accordi, ma pensando prima di tutto al benessere del mio omega. &amp;gt; sentenzi&amp;ograve; alla fine, dimostrando un tono possessivo nella sua voce mentre si voltava verso un servitore appena entrato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Accompagni i signori Newton, Sebastian; occupati anche di portare ci&amp;ograve; che &amp;egrave; necessario per Isaac qui. &amp;gt; ordin&amp;ograve; senza dare tempo a nessuno di dire qualcosa, stringendo pi&amp;ugrave; fronte la mano dell'omega quando inizi&amp;ograve; ad allontanarsi verso la grande porta finestra che dava sul giardino della grande casa. Isaac si lasci&amp;ograve; guidare inerme, come aveva sempre fatto per tutti quegli anni passati ad imparare ad essere un Omega migliore per il suo partito. Non aveva nemmeno la forza di opporsi all'ennesima corrente che lo spingeva dove lui non voleva andare o semplicemente senza sapere dove stava andando.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Mi dispiace. &amp;gt; sent&amp;igrave; dire da lord Arthur; due parole piuttosto discordanti con le sue azioni all'interno del salotto; la sua mano abbandon&amp;ograve; la sua per finire fra i capelli scuri e rovinare l'acconciatura perfetta. Isaac si trov&amp;ograve; a pensare che fosse meglio cos&amp;igrave;, con quelle ciocche a coprirgli un po' il visto; gli davano la tentazione di affondargli le mani fra i capelli per sistemarglieli e sentire quanto fossero soffici. Sent&amp;igrave; le dita bruciare dal desiderio di farlo, ma si trattene per non andare oltre a ci&amp;ograve; che gli veniva concesso, come gli era stato insegnato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Non &amp;egrave; colpa vostra, lord Arthur. &amp;gt; mormor&amp;ograve; Isaac, abbassando lo sguardo; era vero, non era colpa sua; ma nessuno si era comunque premurato di fargli sapere in qualche modo quello che avrebbe dovuto fare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; S&amp;igrave;, invece. Avrei dovuto venire prima, farmi vedere in questi dieci anni; soprattutto perch&amp;eacute; sei l'unico omega e sposo che io abbia mai voluto. &amp;gt; gli rispose seriamente, iniziando ad incamminarsi nel giardino consapevole che Isaac lo avrebbe seguito subito. &amp;lt; Ma mi sono frenato, per paura di quello che avresti potuto pensare tu. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Cosa volete dire? &amp;gt; domand&amp;ograve; Isaac, alzando gli occhi verso di lui; la loro altezza era simile, forse lui era qualche centimetro pi&amp;ugrave; basso di Lord Arthur. Niente di troppo eccessivo, alla fine. Si lasci&amp;ograve; sfuggire un breve sorriso a quel dettaglio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Beh... &amp;gt; inizi&amp;ograve; con un po' di imbarazzo, abbassando gli occhi a terra. Era una piacevole vista&amp;nbsp; vederlo a corto di parole; Isaac si avvicin&amp;ograve; a lui e decise di prendere la mano nella sua, stringendola con leggerezza. &amp;lt; Eri giovane. Sei giovane. Cosa avresti pensando di un uomo ormai vicino ai trent'anni che ti veniva a trovare, magari riempiendoti di regali e dicendoti che eri il suo futuro sposo? &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Isaac rimase sorpreso dalla sua considerazione; era un gesto egoista, certo. Ancora una volta qualcuno prendeva decisioni per lui, senza chiedergli davvero cosa pensava. Per&amp;ograve; era stato fatto tenendo in considerazione i suoi sentimenti e lo stato mentale di quello che era un Omega presentato da poco. &amp;lt; Mi avrebbe fatto piacere vedervi, Lord Arthur. Non vi ho mai dimenticato, sapete? Non che potessi farlo, con mia madre sempre a ricordarmi chi avrei sposato. Ma non &amp;egrave; per quello che non vi ho dimenticato. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Chiamami Arthur. &amp;gt; rispose subito lui, interrompendo qualsiasi cosa volesse dirgli; si ferm&amp;ograve; in mezzo al giardino ed avvicin&amp;ograve; una mano al suo volto, con leggerezza; entrambi potevano sentire gli occhi di tutti puntati su di loro, i servi e le guardi che controllavano che tutto andasse bene e che Arthur non superasse i limiti imposti da Isaac. &amp;lt; Fra pochi giorni saremo sposati. &amp;gt; aggiunse con un piccolo sorriso, accarezzando la sua pelle liscia e rossa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; D'accordo, Arthur. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; piano, assaggiando il sapore che quel nome aveva sulla sua lingua. Non se lo era aspettato, di trovarsi cos&amp;igrave; bene con lui in poco tempo; dalla rabbia per i suoi genitori alla paura di quello che poteva trovarsi davanti era passato all'accettazione di doversi sposare con lui per decisione di altri. Non era affatto un male, se le mani di Arthur fossero sempre state cos&amp;igrave; leggere ed amorevoli. &amp;lt; Mi sono sempre ricordato di te come l'unico che non ha cercato di assalirmi quel giorno. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; piano, chiudendo gli occhi mentre appoggiava il viso contro la sua mano per avere un'altra carezza da lui. &amp;lt; Potevi anche non chiedere la mia mano quel giorno, perch&amp;eacute; sono sicuro che sarei venuto a cercarti fino in capo a mondo. &amp;gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;Arthur si lasci&amp;ograve; andare ad una risata roca, piena di sollievo ed anche divertita; l'omega davanti a lui, ad un passo dall'essere suo in ogni modo, si stava rivelando il meglio per lui oltre ad ogni immaginazione. Non vedeva l'ora del matrimonio, della loro notte di nozze e di tutte quelle che sarebbero arrivate dopo; ma anche delle normali giornate, passare il tempo con lui in qualsiasi luogo di quella grande casa e creare una vita migliore per entrambi. &amp;lt; Sono felice di averti incontrato dieci anni fa. &amp;gt; sussurr&amp;ograve; Arthur, accarezzandogli il volto ancora, mentre appoggiava la fronte contro la sua; Isaac sent&amp;igrave; il volto andare in fiamme per quella vicinanza, ma non lo fece allontanare; quel contatto gli piace molto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir="ltr" style="line-height:1.38;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 10.5pt; font-family: Arial; color: rgb(1, 53, 53); background-color: transparent; font-variant-numeric: normal; font-variant-east-asian: normal; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;"&gt;&amp;lt; Anch'io. &amp;gt; rispose di rimando, chiudendo gli occhi e godendosi quel momento con estrema calma; il contatto era piacevole, la sua vicinanza era qualcosa che il suo omega interiore voleva ad ogni costo. Per la prima volta si sentiva padrone di ogni sua scelta, perch&amp;eacute; Arthur gli stava lasciando la libert&amp;agrave; di rifiutare quel contatto - anche attraverso gli occhi dei servi e delle guardie. Arthur lo stava trattando come la persona pi&amp;ugrave; preziosa al mondo, che meritava la possibilit&amp;agrave; di scegliere per s&amp;eacute;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="https://www.dreamwidth.org/tools/commentcount?user=la_sil_88&amp;ditemid=20177" width="30" height="12" alt="comment count unavailable" style="vertical-align: middle;"/&gt; comments</content>
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